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Morte di Feltrinelli, riemerge una perizia medico-legale che diceva: è stato un omicidio
Publie le mercoledì 7 marzo 2012 par Open-Publishing5 commenti
Le ferite di Giangiacomo Feltrinelli, morto sotto un traliccio nel 1972, non sono solo dell’esplosione ma anche precedenti, frutto di colpi inferti sulla sua testa. Insomma non fu morte per attentato dinamitardo come qualcuno fece di tutto per mostrare: le mani di Feltrinelli, morto “ufficialmente” mentre preparava un ordigno, erano invece intatte.
L’articolo di copertina del magazine Sette del Corriere della Sera, scritto da Ferruccio Pinotti, riporta alla luce un documento poco noto che oggi grazie agli atti scannerizzati dal tribunale di Milano sul tragico evento del ’72 è consultabile.
Si tratta della relazione di consulenza medico-legale” redatta da due luminari dell’epoca, il professor Gilberto Marrubini e il professor Antonio Fornari (lo stesso che poi dimostrò che il suicidio di Roberto Calvi sotto il ponte londinese era invece un omicidio).
Il documento mai pubblicato finora contesta l’impostazione dei periti d’ufficio e parla di successione cronologica delle ferite del cadavere di Giangiacomo Feltrinelli. I due periti rilevano tra l’altro tracce di legacci sui polsi di Feltrinelli. Tra le lesioni non riferibili all’esplosione ce n’è una in sede di encefalo corrispondente al lobo temporale destro. Insomma una cavità orbitale “conciata” come da pugno o percossa. Un’altra ferita inquietante è l’area fratturativi di tipo percolare riscontrata in corrispondenza della rocca petrosa destra, sulla testa. Una lesione riferibile solo a un trauma contusivo di tipo meccanico.
L’articolo ricorda poi che le indagini furono eseguite da un capitano dei carabinieri fatto giungere dal Veneto, Pietro Rossi, risultato poi di collegamento col servizio segreto Sid e legato alla struttura andreottiana dell’Anello.
Il magistrato incaricato Antonio Bevere fu poi estromesso dal procuratore capo Enrico De Peppo, uomo di destra. Bevere era considerato di sinistra. A capo dei carabinieri c’era poi il generale Palumbo della divisione Pastrengo, affiliato alla P2 come si scoprì poi dagli elenchi di Villa Wanda a Castiglion Fibocchi.
Fa impressione questo depistaggio che è stato organizzato intorno alla morte di Feltrinelli, presentata all’epoca come la conclusione tragica di un’attività da dinamitardo e terrorista.
I giornalisti che allora tentarono come Camilla Cederna di scavare in questo “omicidio” furono processati per diffusione di notizie false e tendenziose.
E ora? Dopo questa riesumazione di documenti così significativi che succederà? Nulla?
Ho conosciuto Giangiacomo Fekltrinelli nel 1967. A Pisa Guelfo Guelfi ed io ci eravamo messi in testa di metter su una libreria, senza disporre di capitali però. Il nome comunque ce l’avevamo: Libreria internazionalista Frantz Fanon. La sede fu in piazza Dante, accanto all’università, un piccolo locale arredato con i mobili dell’architetto Mariani, un amico. Ci mancavano però i libri. Andammo questuando di editore amico in editore amico. Incontrammo anche Giangiacomo Feltrinelli in via Andegari, a Milano, nel suo ufficio. Ci ascoltò e ci dette tutti i libri che volevamo in deposito. Insomma gratis. (nella foto Feltrinelli con James Baldwin) Lo rividi poi nel primo ’68 a Berlino, era venuto al Vietnam Congress, mangiammo wurstel e parlammo insieme in un posto a Zoobanhof. Era un uomo che ascoltava, aveva le sue idee, era molto legato a Cuba e alla sua conferenza internazionale. Non l’ho più rivisto poi, salvo ritrovarmelo cadavere quattro anni dopo in quella foto sotto il traliccio. Ucciso per le sue idee e attività considerate sovversive? Roba che in molti pensammo allora. Non sapevamo che c’erano dei periti che lo scrivevano. Altro che terrorista…
Messaggi
1. Morte di Feltrinelli, riemerge una perizia medico-legale che diceva: è stato un omicidio, 8 marzo 2012, 16:39, di ravachol
Ma basta con queste autentiche s.......!
pb
1. Morte di Feltrinelli, riemerge una perizia medico-legale che diceva: è stato un omicidio, 8 marzo 2012, 19:36
Dubbi simili furono effettivamente espressi anche allora.
Ma poi prima Potere Operaio con il celebre articolo "Un rivoluzionario è caduto" e poi le Brigate Rosse, nelle quali erano confluiti gran parte dei militanti superstiti dei Gap, fecero dissipare questi dubbi, dichiarando tranquillamente che Feltrinelli era caduto in un azione di sabotaggio ad un traliccio dell’Enel.
Qualche ulteriore dubbio riaffiorò 7 anni dopo quando, intorno al processo "7 Aprile", uscì fuori come figura di "pentito" il controverso personaggio di Carlo Fioroni, già condannato per l’assassino di Carlo Saronio ( che era un altro militante di Potere Operaio) e che era stato nel 1972 l’affittuario del furgone con cui Feltrinelli si era recato a Segrate a compiere il sabotaggio.
Il dubbio era che Fioroni fosse - come certamente altri "pentiti" successivi - un "infiltrato" in Potere Operaio e poi nei Gap sin dal principio ...
Ma anche questa ipotesi fu smentita dalle stesse "vittime" delle testimonianze delatorie di
Fioroni ... cioè Negri, Scalzone, Piperno, Pace, Morucci, Daghini, Bellosi .... cioè tutto lo stato maggiore del vecchio Potere Operaio arrestato in quella inchiesta ....
E a questo punto ....
K.
2. Morte di Feltrinelli, riemerge una perizia medico-legale che diceva: è stato un omicidio, 9 marzo 2012, 15:44, di ravachol
E vai con l’icontinenza farneticatoria, provocatoria e sostanzialmente disinformata. Ma fatela finita!
pb
3. Morte di Feltrinelli, riemerge una perizia medico-legale che diceva: è stato un omicidio, 9 marzo 2012, 18:14
L’articolo iniziale indubbiamente è disinformato.
Che Feltrinelli avesse creato i Gap e che questi operassero soprattutto con sabotaggi ai tralicci e con intromissioni-pirata nelle trasmissioni radio e tv, è un dato certo.
Così come è certo che effettivamente Feltrinelli andò, con altri 2 militanti dei Gap che dopo il fattaccio lasciarono l’organizzazione ed anche in genere l’attività politica, a compiere quel sabotaggio.
Tutto questo, comunque, fu subito accertato anche per le dichiarazioni di Potop e Br che, sia pure in forma diversa, avevano contatti di confronto e collaborazione coi Gap.
E, se ricordo bene, anche le stranezze riscontrate in quella perizia trovarono una spiegazione logica per la particolare posizione fisica che Feltrinelli aveva assunto nell’arrampicarsi sul traliccio.
Ma nella sinistra di allora, anche in quella rivoluzionaria, il "tramismo" ed il "complottismo", soprattutto a seguito della vicenda di Piazza Fontana e della montatura contro gli anarchici ( e in quella fase si era anche provato a coinvolgere proprio Feltrinelli in quella montatura), arrivavano spesso al parossimo, per cui dubbi di fondo rimasero in vaste aree di movimento.
Ed è quindi vero il fatto che nel 1979, quando assurse sulle prime pagine dei giornali l’ambigua ed enigmatica figura di Carlo Fioroni, il suo ruolo nel rapimento e nella morte di Carlo Saronio, suo compagno di militanza, nonchè venne ricordato il fatto che fosse stato lui a prendere in affitto il furgoncino con cui Feltrinelli si era recato a Segrate, questi dubbi mai sopiti riaffiorarono con forza.
Alla luce dei processi ed anche delle varie testimonianze di persone in qualche modo collegate ai Gap di allora che ne hanno parlato in loro libri ( Morucci, Bellosi) questi dubbi però non avevano riscontro e quindi sembra cosa certa il fatto che Feltrinelli fu semplicemente vittima del caso e della sua imperizia nel preparare quell’ordigno esplosivo artigianale.
Ma evidentemente l’articolo iniziale di Brogi è una ulteriore dimostrazione del fatto che, ancora oggi, non esista assoluta certezza storica su certi avvenimenti.
E questa certezza non si crea certo insultando la gente con frasi lapidarie che nel merito non dicono nulla come fa il "ravachol" della situazione.
4. Morte di Feltrinelli, riemerge una perizia medico-legale che diceva: è stato un omicidio, 12 marzo 2012, 16:52, di ravachol
L’"articolo iniziale di Brogi" é soltanto la dimostrazione che la categoria dei professionisti della disinformazione , degli pseudo-sdtorici che attingono abboandantemente alla fogna del pettegolezzo, del falso e della calunnia si rinnova continuamente. E, purtroppo, senza rimedio, vista e considerata la sostanziale imbecillità del "opopolo di sinistra" che la sta colpevolmente ad ascoltare perché abituato da sempre a vedersi riflare "patacche" senza minimamente reagire. Anzi, ogni volta dimostrando di "gradire"...
pb