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OMICIDIO DAX: GIP, FRATELLI MORBI AGGREDIRONO FULMINEAMENTE MOTIVAZIONI CONDANNA.

Publie le sabato 26 giugno 2004 par Open-Publishing

PER GIUDICE ENTRAMBI USARONO COLTELLO

Quando Giorgio Morbi intervenne per aiutare i figli, questi ’’avevano
nettamente avuto il sopravvento’’ sul gruppo di giovani tra i quali c’era
Davide Cesare, detto Dax, militante del Centro sociale milanese Orso, che
mori’ trafitto da 12 coltellate. La lite nacque quando i due fratelli
Morbi, il 16 giugno del 2003, con abiti da naziskin e con il loro cane
rottweiler Rommel, giunsero davanti a un bar di Milano, frequentato anche
da militanti dei centri sociali milanesi.

Nelle motivazioni con cui il gip
di Milano Cesare Tacconi ha condannato a 16 anni e otto mesi Federico
Morbi, e suo padre Giorgio a tre anni e quattro mesi (un altro suo figlio,
allora minorenne ha riportato una condanna a tre anni con la messa alla
prova), e’ spiegato che l’aggressione nei confronti di Dax, che porto’
anche al ferimento di due suoi amici, ’’era stata fulminea’’. Il giudice
inoltre non crede che sia stato solo Federico Morbi, che si era assunto
l’intera responsabilita’ delle coltellate, a colpire Dax e gli altri.

Il magistrato richiama, infatti, le testimonianze degli aggrediti secondo i
quali entrambi i fratelli erano armati di coltello, e afferma che ’’e’ del
tutto inverosimile che solo una persona, in un breve lasso di tempo, abbia
potuto accoltellare tre persone’’ (Dax fu colpito 12 volte, un suo amico
nove e un terzo da altri fendenti). Riguardo a un’aggressione subita da
Federico Morbi qualche giorno prima, a suo dire dal gruppo di Dax, il
giudice spiega che ’’non vi e’ alcun elemento che provi sia stato
effettivamente Davide Cesare e i suoi amici ad aggredirlo’’ e anche se
cosi’ fosse stato ’’vi e’ sicuramente una consistentissima sproporzione
tra il comportamento provocatorio e la reazione’’.

Anche Giorgio Morbi e’
stato condannato: non per l’omicidio di Dax ma per il tentato omicidio di
Antonino Alesi, un amico della vittima. Secondo la sentenza il padre,
anche se arrivo’ quando la lite era gia’ cominciata, colpi’ con un pugno
Alesi, gia’ accoltellato nove volte, e lo trattenne mentre i suoi figli lo
colpivano a calci. Per il gip ’’non vi e’ spazio’’ per ritenere che
Giorgio Morbi ’’abbia agito in uno stato di legittima difesa o
nell’erroneo convincimento che i figli fossero in pericolo’’. (ANSA)