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Pace, lavoro, diritti sociali : a Sinistra c’è l’ALTRA Europa.
Publie le giovedì 10 giugno 2004 par Open-Publishingdi Cinzia Colombo
Candidata del Partito della Rifondazione Comunista per la Provincia di Varese
alle elezioni europee
La questione sociale e salariale in Italia e in Europa torna ad essere al centro della politica: è la conseguenza di scelte economiche e politiche neoliberiste, punitive nei confronti dei lavoratori e dei ceti popolari.
La precarizzazione del lavoro, la perdita del valore dei salari, l’attacco alle pensioni, la cancellazione dei servizi sociali e della sanità pubblica, la trasformazione della scuola in un’azienda per pochi danarosi rendono la nostra esistenza e il nostro futuro incerto. Per tutti i lavoratori sempre più alto è il rischio di povertà, se non l’impoverimento vero e proprio. Perché oggi non è precario e insicuro soltanto il lavoratore atipico, l’immigrato vessato dalla Bossi-Fini o l’anziano la cui pensione viene divorata dal carovita, ma anche il salariato dei trasporti pubblici e delle poste che si privatizzano, anche l’operaio o l’impiegato della grande azienda in crisi o che trasferisce l’attività in aree più convenienti. Negli ultimi vent’anni anni salari e pensioni hanno continuato a diminuire, perdendo il 10% del potere d’acquisto a tutto vantaggio del profitto di pochi, anzi pochissimi. Solo in Lombardia sono oltre 500.000 le persone che vivono sotto la soglia di povertà.
E come se ciò non bastasse, il governo Berlusconi vuole peggiorare la situazione abolendo un po’ di festività, tagliando le tasse ai ricchi, aumentando l’età per andare in pensione e rifiutandosi di porre qualsiasi tetto alle pensioni d’oro. In più ha approvato la Legge 30 con l’obiettivo di precarizzare completamente lavoro, salario e diritti e cancellare il contratto nazionale. I lavori precari sono oggi diventati la norma: dovremo abituarci ad accettare il lavoro interinale, il lavoro a chiamata (rimanendo in attesa senza mai potere programmare quanto si guadagnerà e quindi senza sapere se saremo in grado di pagare l’affitto), il lavoro ripartito (secondo cui un unico posto di lavoro viene coperto con l’impiego di due lavoratori ciascuno dei quali direttamente responsabile dell’adempimento dell’attività), contratti di apprendistato che durano 6 anni e un’altra quarantina di forme contrattuali atipiche, cioè prive di diritti e tutele. Un vero supermercato del lavoro e dei lavoratori, divenuti merce da usare e buttare a piacimento.
Occorre quindi cambiare strada e in fretta. Le recenti elezioni in Spagna e Francia dimostrano come il vento della sinistra è ritornato a soffiare; anche in Italia il governo Berlusconi, che ha trascinato il paese in una crisi economica, sociale e democratica senza precedenti, coinvolgendoci in una guerra ingiusta, può essere battuto. Serve però, per porsi l’obiettivo della sconfitta delle destre e delle loro scelte politiche, una svolta radicale in Italia e in Europa.
Le politiche economiche e monetarie dell’Unione Europea hanno diminuito le possibilità di spesa sociale e di investimento, producendo un incremento della disoccupazione e della disuguaglianza sociale. Se si osservano i dati sui bilanci pubblici, si nota come gran parte dei paesi europei tende ad accumulare avanzi primari, vale a dire che preleva dai contribuenti più di quanto spende in previdenza, sanità, istruzione e servizi. L’aumento dei salari e l’obiettivo del salario europeo, la difesa della previdenza e il rafforzamento dello stato sociale, il diritto a un lavoro e a un’esistenza dignitosa, l’organizzazione di nuove modalità democratiche e partecipate sono le condizioni essenziali per la svolta. Il 12 e 13 giugno eleggeremo il nuovo Parlamento Europeo: si tratta di un’occasione importante per fare crescere una sinistra d’alternativa italiana e europea che sappia opporsi alla guerra e alle politiche liberiste, capace di costruire un’Europa della pace, dell’accoglienza, dei diritti e rispettosa dell’ambiente.
Non siamo soli in questo progetto di costruzione di tutta un’altra Europa: un grande movimento europeo è cresciuto in questi anni rendendo reale la possibilità di cambiamento. Insieme possiamo farcela.
Cinzia Colombo
Candidata alle elezioni europee per il Partito della Rifondazione Comunista