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Piero Sansonetti, l’amico di Casa Pound
par Matteo Pucciarelli
Publie le sabato 25 febbraio 2012 par Matteo Pucciarelli - Open-Publishing1 commento
Oggi era una giornata tutto sommato tranquilla. Poi a un certo punto mi accorgo della frase virgolettata che il collega Giacomo Russo Spena segnala su Facebook, invitando a scoprirne l’autore. Neanche il tempo di finirne la lettura ed un mondo mi si era riaperto davanti. Ricordi tristi e rimossi forzatamente, perché la vita è già difficile di suo e pensare a certi personaggi fa male alle articolazioni. «Io all’epoca ero sulla sponda opposta, ma oggi penso che i tre giovani di Acca Larentia volessero esattamente questo: libertà e un’Italia migliore. Detto questo, vorrei anche aggiungere una cosa: la richiesta dell’Anpi di vietare la manifestazione è stata semplicemente demenziale».
Già, è proprio lui: Piero Sansonetti. Il famoso giornalista “de sinistra” diventato famoso, appunto, perché a Porta a Porta o Matrix si dichiara(va) tale riuscendo sempre a dire cose di destra. Lui si sente originale così.
Veniamo all’ultima importante dichiarazione.
1. Sansonetti all’”epoca” stava “sulla sponda opposta”, giusto: la puntualizzazione all’”epoca” è corretta: ora sta con loro.
2. I giovani di Acca Larentia, che sicuramente non meritavano di morire, altrettanto sicuramente avevano un concetto di libertà e Italia migliore un po’ diverso rispetto ai canoni della democrazia. Fascismo è fascismo, non democrazia.
3. La richiesta dell’Anpi era sacrosanta: Sansonetti non lo sa, ma in questo Paese, almeno ufficialmente, inneggiare al fascismo è reato. Anche se lo fai da solo davanti allo specchio o durante una ricorrenza o durante una riunione di redazione degli Altri.
Sansonetti è quello che quandò morì la principessa Diana, da condirettore dell’Unità fece titolare “Scusaci principessa”, dedicando all’evento una decina di pagine. Di cosa si dovessero scusare i poveri giornalisti e lettori del giornale fu comunista non si sa. Ma la mente di Sansonetti è un buco nero che genera mostri. Nel 2008, intervistato dal Secolo d’Italia, spiegò che il sindacato di destra Ugl «esprime posizioni originali e culturalmente interessanti». Come quello di garantire alla Polverini un’ottima rampa di lancio per diventare governatore del Lazio con il Pdl. O come quello di firmare i peggiori accordi della storia sindacale con i governi Berlusconi, assieme a Cisl e Uil. Poi, siccome lui è come il vino che passando gli anni migliora, ha via via difeso Berlusconi sui vari scandali a sfondo sessuale, la direzione del Tg1 di Minzolini, il ritorno al nucleare, i libri revisionisti di Gianpaolo Pansa, le manifestazioni dei fascisti di Casa Pound. Un crescendo. Con ottimi intermezzi professionali: il buco di bilancio monstre del giornale Liberazione da lui diretto, il flop epocale del giornale L’Altro (poi Gli Altri: si era fregato una testata già in mano ad altri) e la direzione di Calabria Ora, dove appena arrivato ha fatto fuori un giornalista che scriveva di ‘ndrangheta sgradito agli editori (guarda caso coinvolti in torbide inchieste giudiziarie).
Il problema non è quello che dice. Se certe cose le possono sostenere Cicchitto, Brunetta o Gasparri o chi volete voi, potrà giustamente sostenerle anche lui. Basta che la smetta di definirsi “de sinistra”, perché ci offende abbastanza.
Messaggi
1. Piero Sansonetti, l’amico di Casa Pound, 25 febbraio 2012, 12:29, di giordano
Sansonetti raddoppia: "Difendere il diritto di Casapound a manifestare"
Dopo la strage di Firenze, e la bufera sul diplomatico repubblichino Vattani, l’atteggiamento garantista della redazione de Gli Altri, diretto da Sansonetti, nei confronti di Casapound non è mutato.
Anzi, sul sito glialtrionline.it, in un articolo dove si parla delle critiche rivolte alla redazione di Sansonetti, accusata di aver legittimato i fascisti, si risponde in questo modo:
"Riteniamo di aver fatto benissimo a chiedere la libertà di manifestare per tutti, se necessario lo faremmo di nuovo e degli anatemi coranici, onestamente, non ce ne può fregare di meno."
http://www.glialtrionline.it/home/2011/12/23/casapound-i-proscritti-rispondono/
Si può essere anche sarcastici e notare che, dialogando con la destra, il "me ne frego" è stato sdoganato anche a sinistra. Ma il punto è un altro: con la grave crisi in atto, con una strage come quella di Firenze, la questione di Casa Pound si fa seria e non può essere liquidata a colpi di battute.
Quando poi, nei commenti all’articolo, la discussione prova ad articolarsi in modi meno spicci un redattore de Gli Altri argomenta:
"la norma costituzionale sulla ricostituzione del Pnf è transitoria [...] ciò impedisce per definizione di affermare che l’esistenza di un Pnf sia a priori e strutturalmente incompatibile con i fondamenti della nostra Carta". (stesso link precedente)
Senza lanciare insulti o anatemi c’è da stupirsi, e non poco, per una frase del genere. C’è solo da chiedersi se ci sia la consapevolezza della differenza tra garantismo e scherzare col fuoco. Arrivando a sostenere tesi, non solo care ai fascisti, ma da Repubblica di Weimar. Quando la costituzione "aperta", garantì all’estrema destra una copertura legale e una legittimazione indispensabili per poi prendere il potere.
http://www.senzasoste.it/politica/sansonetti-raddoppia-difendere-il-diritto-di-casapound-a-manifestare