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QUANDO LA CALUNNIA DIVENTA STRUMENTO … PER FARE POLITICA
Publie le mercoledì 23 giugno 2004 par Open-PublishingEravamo indecisi se rispondere o meno all’ennesimo comunicato delirante che il
gruppetto dei CARC dell’Ospedale Spallanzani di Roma ha postato su
Indymedia. Non per mancanza di riposte quanto perché siamo fermamente
decisi ad interrompere questa stucchevole telenovela. Non ci interessa avere alcun
confronto politico con i signori in questione, che per quanto ci
riguarda rivelano sempre più la loro propensione alla calunnia e alla
provocazione, ricorrendo persino alle menzogne per sostenere le loro
tesi sul complotto universale consumato ai danni del loro partitino.
Ci sembra superfluo ribadire che l’incompatibilità sviluppatasi all’interno
dell’Ospedale Spallanzani tra l’esperienza COBAS e il gruppetto dei 4
lavoratori aderenti ai CARC è diventata sempre più lampante con
l’accentuarsi del loro comportamento ambiguo, che li ha portati a
strumentalizzare l’agire sindacale e sociale della Confederazione per
garantire copertura alla loro sempre più connotata attività partitica, a
partire dalle manifestazioni pubbliche dove al posto delle bandiere e
striscioni COBAS hanno sempre preferito portare in piazza i simboli del
partito.
Così come non hanno avuto pudore ad utilizzare la firma COBAS
nei materiali a sostegno delle iniziative dei CARC, mai condivise se non
addirittura contrastate dalla nostra Confederazione. Perché costoro non
hanno il coraggio di dire che non hanno mai voluto confrontarsi con le
strutture della Confederazione, a partire da quelle di categoria, anche
quando sono stati invitati a farlo, visto che questa tragicommedia va
avanti ormai da anni? Perché non hanno neanche la lealtà di riconoscere
che la richiesta di chiarimento loro rivolta scaturisce proprio
dall’interno del Cobas Spallanzani e parte da quando avevano addirittura
spinto affinché l’intera struttura sindacale aziendale aderisse al
Fronte Popolare?
Certo per loro è molto più semplice fare le vittime e
al contempo non dimenticare la vecchia arte antica almeno quanto il
settarismo che si portano dentro come tara ereditaria della calunnia.
Perché sono calunnie, quelle riferite sulla riunione del 15 dicembre
2003, confezionate ad arte, come si confà a soggetti esperti nell’arte
della menzogna, sapientemente mescolate con qualche elemento di verità
al fine di renderle più credibili. La riunione con la Direzione della
Spallanzani in quella data c’è stata: ad essa non ha partecipato “il
vertice della federazione del Cobas Sanità”, ma 2 compagni
dell’esecutivo provinciale di Roma del COBAS Sanità insieme a Lorenzo,
da sempre compagno di riferimento COBAS allo Spallanzani.
Abbiamo citato
Lorenzo non a caso, ma per dimostrare che a quella riunione, nonostante
il diktat della Direzione, che non voleva discutere alla presenza dei
rappresentanti dello Spallanzani, i compagni dell’esecutivo provinciale
hanno preteso e ottenuto la partecipazione di questo compagno in
rappresentanza del Cobas aziendale. La riunione aveva per oggetto i
provvedimenti disciplinari che in quel momento pendevano su diversi
lavoratori (Lorenzo compreso) e i due compagni dell’esecutivo
provinciale portavano concretamente l’impegno di tutta la Confederazione
a sostenere la lotta dei lavoratori dello
Spallanzani.
Esattamente il contrario di quello di cui oggi li si
accusa, cioè di “non aver dato nessun supporto, né “politico-sindacale”,
né semplicemente sindacale, né economico come del resto non è stato
fornito MAI nessun sostegno morale o pratico nelle numerosissime
iniziative di lotta interne o esterne all’ospedale.” Ancora una volta
bugiardi. E chi li pagava gli avvocati che sostenevano i ricorsi contro
i provvedimenti disciplinari (compresi quelli di chi oggi ci denigra)
dei lavoratori dello Spallanzani? O forse qualcuno vuole fare intendere
che il sostegno arrivava invece che dalle casse del COBAS da quelle del
mitico partitino ? Scusate il sacrilegio, ma ci eravamo scordati che
quelle sono destinate unicamente al sostegno della rivoluzione, mica a
legittimare i
procedimenti disciplinari della borghesia “plutoimperialista” …
I nostri
detrattori mentono sapendo di mentire, anche quando fanno finta di non
sapere che la Confederazione Cobas non ha una cassa centralizzata e che
ogni singola realtà, Spallanzani compresa, gestisce autonomamente le
risorse che provengono dai suoi iscritti. E siccome la menzogna non
basta, bisogna andare oltre, insinuare che la “controrivoluzione
preventiva” avanza, e che anche il Cobas è in combutta con la Direzione
della
Spallanzani, quindi con Bush e Berlusconi … inventarsi nomi e
aggiungerne altri (vi siete dimenticati il capo della polizia De Gennaro
e il ministro Pisanu) per dimostrare che tolti i 4 veri e sinceri
comunisti presenti allo Spallanzani gli altri sono tutti “rifarditi”,
venduti alla borghesia imperialista.
Ma fateci il piacere!!! Non perdete
più altro tempo con noi, fatevi il vostro nuovo sindacatino, quello che
per altro avete già scodellato, e presentatevi ai lavoratori per quello
che siete, senza ricorrere a coperture delle sigle che detestate, degne
solo di partorire i nuovi mostri della socialdemocrazia. Ve lo abbiamo
già detto: il vostro atteggiamento “da mestatori”, non ci spaventa, né
ci spaventano i vostri schizzi di fango: il percorso e la storia dei
COBAS sono sotto gli occhi di tutti, anche all’ospedale Spallanzani,
dove continuiamo ad essere una realtà riconosciuta dai lavoratori,
nonostante la fuoriuscita del
gruppetto dei CARC, e non saranno certo le vostre squallide menzogne ad
impensierirci.
Per quanto ci riguarda non ci saranno altre risposte
scritte alle vostre attuali e/o future provocazioni, ma questo non vuol
certo dire che siamo disposti a subirle ancora per molto.