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SUCCEDE NELLA ROMA DI VELTRONI E DEL PRC

Publie le venerdì 25 giugno 2004 par Open-Publishing

Appalti di servizi sociali: clientele e pratiche poliziesche contro i lavoratori

A Roma non si può non pensare ad un ipotesi di corruzione e concussione tra Comune di Roma e la cooperativa sociale che gestisce il servizio di assistenza nelle case di riposo comunali.
Il sistema è il seguente: la cooperativa assume parenti, amici e raccomandati indicati da dirigenti e funzionari comunali, omette di rivendicare fino in fondo le messe a norma ambientali e di attrezzature a tutela dei propri lavoratori, l’impiego di gente qualificata nei servizi. Nello stesso tempo, il comune soprassiede ai pulmini fuorinorma, alla mancata formazione prevista dalla delibera sull’accreditamento e a contratti di lavoro molto discutibili riguardo le buste paga.

La vicenda diventa sempre più torbida alla luce del seguente episodio: Insieme, dirigenti comunali e della cooperativa hanno effettuato la notte del 16 giugno un blitz poliziesco nelle 4 case di riposo comunali. Hanno omesso di suonare il citofono usando chiavi proprie e mettendo in pericolosa agitazione il personale preposto alla guardianìa e vigilanza che si è visto all’improvviso al buio piombare persone dentro la struttura con il rischio di reazioni incontrollate.
L’obiettivo di colpire assistenti domiciliari o portieri in stato di rilassatezza? Come si può contestare ad un lavoratore notturno che sta dieci ore in una casa di riposo per anziani (non un ospedale) il fatto di sdraiarsi visto che esiste un quadro luminoso e acustico degli allarmi. Cosa deve fare altro un assistente di notte se non alcuni giri di controllo e rispondere alle eventuali necessità degli ospiti. E, in ogni caso, non sono mai state fatte le ore obbligatorie di formazione agli operatori, mai fatte le puntuali e complete visite mediche di controllo e non esiste un rappresentante per la sicurezza nella cooperativa nè quindi vengono fatti gli incontri annuali sulla sicurezza previsti per legge.
PERCHE’ IL COMUNE DI ROMA E IL SUO OSSERVATORIO AL LAVORO, INVECE DI PENETRARE COME I NOCS DENTRO LE PROPRIE STRUTTURE CONTRO I LAVORATORI E SENZA UNA MODALITA’ DI CONTROLLO SINDACALMENTE REGOLAMENTATA, NON FANNO RISPETTARE LE NORME ALLE AZIENDE APPALTATRICI??
CHI GARANTISCE CHE I CONTROLLI, PER COME VENGONO ESEGUITI) NON SIANO MIRATI CONTRO PERSONE SCOMODE (ROMPISCATOLE NON RACCOMANDATE) AL FINE DI CREARE UN CLIMA DI MOBBING?
E’ POSSIBILE CHE IN UNA STRUTTURA DOVE TUTTO "ERA PERFETTO" LA LAVORATRICE, PER COINCIDENZA FIGLIA DI UNO DEI CONTROLLORI COMUNALI, NON SAPESSE PRIMA DEL BLITZ?