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Salvador: elezioni presidenziali del 21 Marzo Jorge Shafik Hand le considera ILLEGALI E ILLEGITTIME
Publie le giovedì 10 giugno 2004 par Open-PublishingInvio l’analisi del candidato presidenziale del FMLN Jorge Shafik Handal in merito alle passate elezioni presidenziali del 21 Marzo da lui considerate ILLEGALI E ILLEGITTIME.
“Ciò che è successo nel Salvador durante le passate elezioni presidenziali ci dà un chiarissimo esempio di quali sono stati gli attentati alla legalità del processo elettorale e allo stesso tempo, della illegalitá e illegittimitá dei suoi risultati. Nella misura in cui durante la campagna elettorale il gruppo egemonico del grande capitale e i dirigenti di ARENA hanno cominciato a vedere la probabilità di perdere le elezioni, si è fatto strada tra di loro il panico e la disperazione e hanno deciso di rompere la legalità della campagna elettorale e della votazione. In questo modo sono ricorsi alle più impressionanti e inedite forme di terrore psicologico e ricatto per creare, da una parte una idea falsa e ingannevole di quello che sarebbe successo in caso di una vittoria elettorale del FMLN e dall’altra, di costringere migliaia e migliaia di lavoratori e impiegati a votare per ARENA con la minaccia aperta e diretta di essere licenziati se il Fronte avesse vinto il 21 Marzo.
La popolazione maggiormente bombardata dalla propaganda sporca e ingannevole è stata senza dubbio quella dei salvadoregni che inviano o ricevono gli aiuti economici ai e dai famigliari all’estero (remesas). Le ragioni di questa enorme offensiva propagandistica da parte della destra sono chiarissime. Si stima che il 28% dei salvadoregni dipende economicamente da queste “remesas”. Si considera che ci sono 337 mila famiglie che vivono aspettando mensualmente l’arrivo dei soldi dei famigliari all’estero per fare fronte, a costo di enormi sacrifici, all’alimentazione, educazione, casa e salute. Se si taglia il flusso di queste “remesas” si asfissia la possibilitá di sopravvivenza di queste persone. Un calcolo prudente indica che con 2 voti per ogni famiglia, come media, la popolazione votante sottomessa alla campagna sporca di ARENA intorno al tema di questi aiuti puó arrivare a circa 674 mila persone.
La pressione psicologica é stata alimentata dalla perversa, incessante ed illegale propaganda pubblicitaria, i messaggi e le notizie dei grandi mezzi di comunicazione, mentre negli Stati Uniti, i funzionari del governo salvadoregno capeggiati dall’ambasciatore a Washington e dai suoi consoli, si dedicavano a seminare il terrore tra gli immigranti salvadoregni attraverso chiamate telefoniche. A loro veniva detto che se il FMLN avesse vinto le elezioni, il governo degli Stati Uniti avrebbe proibito l’invio degli aiuti famigliari e che ci sarebbe stato il rischio della deportazione per salvadoregni residenti in quel Paese. Inoltre veniva messa a loro disposizione la possibilità di effettuare chiamate telefoniche gratuite per chiedere ai loro parenti in Salvador di votare per ARENA come unica possibilità per salvare il flusso delle “remesas” e la loro permanenza negli USA. Si sono prodotte più di 80 mila chiamate gratuite dagli Stati Uniti per indicare alla gente di votare per Arena. Queste chiamate telefoniche le ha pagate il Presidente della Repubblica Flores con le nostre tasse? E se non é cosí, chi le ha pagate?
La minaccia che il governo degli Stati Uniti avrebbe impedito l’invio degli aiuti famigliari ed avrebbe deportato i salvadoregni era una menzogna colossale, come si é potuto notare dalla categorica smentita pubblica dell’ambasciatore USA in Salvador............ 2 giorni dopo le elezioni. In questo modo gli USA hanno cooperato con ARENA, mantenendo un silenzio complice fino alla fine delle votazioni.
E’ vero che non tutti i salvadoregni che ricevono gli aiuti famigliari hanno ceduto davanti al terrore, però risulta perfettamente razionale il considerare una cifra di almeno 350 mila votanti a favore di ARENA indotti dalla paura.
Gli ingredienti del ricatto e della coazione sui lavoratori e impiegati non si puó minimizzare. Minacciare un lavoratore o lavoratrice di licenziamento se si produce un risultato politico contrario a quello desiderato dai padroni é una delle forme piú disprezzabili di estorsione. Quanti sono stati minacciati? Risulta difficile stabilire una cifra esatta, anche per il fatto che le vittime del ricatto si mostrano restie a dare una testimonianza pubblica per le stesse ragioni per cui hanno votato per ARENA: hanno una paura insuperabile di essere licenziati immediatamente dai loro padroni. Si puó peró tentare un esercizio di approssimazione quantitativa partendo dalla quantità di impiegati e lavoratori che lavorano per impresari “areneros”.
Nelle banche ed assicurazioni lavorano circa 20 mila persone. Piú di 90 mila lavorano nelle “maquilas” (parchi industriali esteri esenti da qualsiasi tassa governativa). Le imprese che danno “sicurezza privata” (un po’ come le guardie giurate) impiegano più di 20 mila agenti. L’insieme di altre grandi imprese che hanno minacciato il proprio personale tra le quali figurano una linea aerea, le catene di magazzini e supermercati, le compagnie di costruzione, le fabbriche di alimenti e un certo numero di mezzi di comunicazione, rappresentano circa 100 mila persone. Alla fine possiamo affermare che non meno di 230 mila persone che lavorano per imprese private sono state sottomesse alla minaccia del licenziamento. Stesse pressioni si sono esercitate sugli impiegati pubblici.
Tra i famigliari degli immigranti e lavoratori ricattati si arriva ad una cifra per niente disprezzabile di 580 mila voti, forzati dalla paura di perdere la propia base di sussistenza se ARENA avesse perso le elezioni. Qualcuno potrebbe dire che questa cifra risulta essere molto gonfiata e che la propaganda di terrore ed estorsione non puó aver raggiunto cifre del genere. I padroni di ARENA avevano previsto con anticipo questa possibilitá e per questo parallelamente hanno strutturato un sistema di brogli, che ha incluso l’acquisto di voti e la falsificazione del documento d’identitá. A questo bisogna aggiungere il suffragio esercitato da migliaia di persone straniere, iscritte nelle liste elettorali attraverso un minuzioso peró illegale processo per ottenere il certificato di nascita salvadoregno falso e la loro iscrizione nel Registro Nazionale delle Persone Naturali. Un dato curioso che i cittadini devono conoscere è che il Tribunale Supremo Elettorale ha dato l’appalto per stampare le schede elettorali ad una tipografia sconosciuta, il cui padrone é il maggiore impresario televisivo e radiofonico a livello nazionale dichiaratosi nemico del FMLN.
Quanti fogli si sono stampati alla fine? Quanti fogli si sono duplicati?
Facciamo i calcoli.
ARENA ha ottenuto 1.314.436 voti. Se togliamo i 580 mila voti non spontanei, ma effetto della paura e della pressione, restano 734.436. Questa sarebbe approssimativamente la votazione legittima. L’FMLN ha ottenuto 812.519 voti che hanno superato il filtro della paura e della pressione, espressione di un alto livello di coscienza umana, voti totalmente legittimi.
Questi numeri indicano che, punto piú, punto meno, il risultato legittimo avrebbe, con molta probabilitá, condotto a un ballottaggio (tra i 2 partiti principali).
Il Tribunale Supremo Elettorale non ha rispettato la sua missione di assicurare elezioni pulite e trasparenti. ARENA e il suo candidato avevano bisogno di una copertura per la guerra sporca e i brogli contro il FMLN. I loro 2 magistrati dentro questo organo si sono prestati per strumentalizzarlo e bloccarlo a loro convenienza. Non c’é stato un solo giudice elettorale che facesse rispettare la legge durante la propaganda, né durante il periodo di 3 giorni di silenzio prima delle elezioni, né durante il giorno stesso della elezione. Le nostre 26 denunce contro ARENA e i suoi prestanomi con cui denunciavamo le persistenti violazioni al Codice Elettorale sono state totalmente ignorate. In realtá non é esistito Tribunale durante tutto il processo della elezione presidenziale.
Se tutto questo non fosse sufficiente, la destra arenera e i signori del gran capitale si sono dedicati a creare una serie di paure verso settori specifici dell’elettorato, come i gruppi evangelici, direttamente influenzati e messi sotto pressione da alcuni dei loro pastori, che si sono accordati con ARENA per dargli il loro appoggio elettorale a cambio di oscure offerte. Sono state lanciate campagne indirizzate agli anziani, ai genitori, ai proprietari di case, allevamenti e attività commerciali, nelle quali si annunciavano conseguenze terribili nel caso che il FMLN vincesse le elezioni; sarebbero stati spogliati delle loro propietá, dei loro figli, delle loro Bibbie, ecc.
Il Terrorismo elettorale generato da ARENA e dal suo candidato ha raggiunto proporzioni tali che anche i partiti di lunga tradizione nella vita politica del Paese, come il PCN e il PDC, sono stati abbandonati dai loro tradizionali elettori. Questo fatto é chiave per capire ciò che é successo.
Nella sua disperazione per perpetuarsi al Governo, Arena ha favorito e applaudito la violazione sfacciata della nostra sovranità nazionale e del diritto di autodeterminazione del popolo salvadoregno, sancito nella nostra Costituzione. E’ ricorsa ai suoi padrini ideologici della estrema destra nordamericana per sostenere la propaganda del terrore. Le azioni e le dichiarazioni sollecitate da ARENA di alcuni alti funzionari del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca, cosí come alcuni congressisti dell’estrema destra repubblicana, rappresentano il più aperto e sfacciato intervento in decisioni che solamente spettano ai salvadoregni e alle salvadoregne.
Sempre sollecitati da ARENA sono arrivati a El Salvador rappresentanti della mafia di origine cubana residente a Miami e impresari “golpistas” del Venezuela per alimentare il terrore.
La crescita spettacolare dell’afflusso alle urne é stato un risultato che assomiglia di piú a una fuga precipitosa che a un progresso qualitativo della fiducia popolare verso i partiti e il sistema elettorale.
Io non voglio dire con tutto questo che all’interno del FMLN tutto sia stato perfetto nella nostra propaganda e campagna politica. Chiaro che ci sono state deficenze ed errori. La nostra XVIII Convenzione Nazionale, celebrata lo scorso 16 maggio approvó un documento di valutazione sul nostro agire e sui nostri errori. Sostengo peró che i fattori fondamentali che hanno determinato la crescita dell’assistenza alle urne e i risultati elettorali sono quelli che fino a qui ho esposto.
Ciò che è successo in Salvador nelle passate elezioni non è poco, né irrilevante, né superficiale per i destini del nostro paese. Al contrario, rappresenta la piú grave minaccia alle conquiste democratiche raggiunte dal nostro popolo durante la sua storia, in particolare con gli Accordi di Pace. La transizione verso la democrazia che si è aperta con questi accordi é stata frenata e messa in una pericolosa situazione di regressione. La Costituzione e le leggi sono state violate nel modo piú aperto e impune. Istituzioni come il TSE, che in certi momenti ha rappresentato la speranza che i grotteschi brogli del passato non si sarebbero ripetuti, non è stato all’altezza. La Fiscalia Generale della Repubblica ha incrociato le braccia davanti alle denunce presentate per i delitti relativi al processo elettorale. Esiste nel nostro Paese qualche autoritá che possa garantire lo Stato di Diritto e la sicurezza giuridica?
Come cittadini che vogliamo una societá democratica, in pace, sicura e giusta, dove la legge stia al di sopra di arbitrarietà e abusi, non possiamo accettare che tutto questo sia successo. Nulla di buono puó uscire da un processo elettorale irregolare per le calunnie, la violazione alle leggi, il terrore e la coazione verso i cittadini. Che classe di Paese stiamo costruendo se accettiamo come norma che le istituzioni non funzionino, che la Costituzione e le leggi si violentino sfacciatamente, che si minacci apertamente le persone, che si violi la sovranitá nazionale e che i brogli stabiliscano il risultato delle elezioni?
Esiste nel nostro Paese qualche autorità che possa garantire la validità dello Stato di Diritto? Senza Stato di Diritto non c’é democrazia, si cammina verso la dittatura!
Quando il FMLN ricorre con domande di “Amparo” (protezione) alla Corte Suprema di Giustizia per dichiarare la violazione dei diritti costituzionali, é precisamente per porre un precedente in questo paese e non possiamo permettere che si consolidi un nuovo tipo di dittatura, dove scompare lo Stato di Diritto e dove prevale l’impunita e l’indecenza, come prodotto del consentire o del non agire delle istituzioni pubbliche incaricate di applicare e far rispettare le leggi perseguendo il delitto.
Lottando contro la dittatura e per la democrazia molte migliaia di salvadoregni e salvadoregne hanno offerto la propria vita. Moltissimi sono rimasti invalidi. Non possiamo dimenticarli né permettere che il loro sacrificio sia stato vano, sebbene ci siano persone che argomentano che “le irregolaritá e i brogli accadono in molti paesi durante le elezioni, senza lasciare che queste siano poi accettate”. Non accettiamo nemmeno che “nelle elezioni, come in qualsiasi guerra, tutto sia valido”!
I risultati delle elezioni del 21 Marzo sono illegali ed illegittime perché sorgono da un processo pieno di illegalità e con una violazione massiva al precetto costituzionale che il voto deve essere libero. Il Presidente Elias Antonio Saca é, di conseguenza, illegale ed illegittimo. Il 21 marzo non c’è stata la vittoria di ARENA, c’è stata la più grande imposizione sul popolo salvadoregno della sua storia recente. Se alla sua illegittimitá aggiungiamo il suo “no” come governante a concertare soluzioni ai sempre piú gravi problemi economici, sociali, fiscali e politici che soffre il popolo salvadoregno e si dedicasse a sostituire il dialogo asfissiando le libertá e usando il bastone, si starebbe consumando il ritorno alla dittatura.”