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Sole, pizza, mandolino e … un mare di immondizia

Publie le martedì 22 giugno 2004 par Open-Publishing

Chist’è ’o paese d’ ’o sole, chist’è ’o paese d’ ’o mare, chist’è ’o paese addo’ tutt’ ’e pparole,
so’ doce o so’ amare, so’ sempe parole d’ammore...

Così recitava il ritornello di una canzone popolare napoletana del 1925. Tante cose sono cambiate da allora, anche se canzoni come queste restano ricordi indelebili nel cuore di ogni campano. Un popolo capace di trovare nei ricordi passati la forza di affrontare il presente. Un presente molto difficile, in quanto il mandolino il sole e il mare vengono messi in ombra da malavita, lavoro nero, disoccupazione e immondizia.
Si, ormai dell’ambiente campano fa parte anche l’immondizia, non c’è una strada della regione senza la caratteristica "montagnella" di rifiuti non raccolti da mesi.
Ma quali sono le cause di questo problema? La disinformazione la fa da padrona a riguardo, le amministrazioni girano attorno al problema promettendo chissa cosa e scaricandosi la colpa a vicenda, ma il problema intanto cresce. Si cerca di contrastare l’emergenza con la raccolta differenziata ma in gran parte del territorio non sono presenti neppure gli appositi cassonetti e certamente i cittadini si preoccupano poco di dividere una lattina da una bottiglia di vetro quando ormai la regione è piena di rifiuti fino al collo.

In un intervista Alfonso Pecoraio Scanio ha detto: ’’Raccogliamo esiti di una semina sbagliata. Il piano rifiuti approntato dall’ex presidente della Regione Antonio Rastrelli e proseguito purtroppo dal centrosinistra e’ stato un disastro’’. ...

...’’Non hanno voluto seguire l’indicazione che i Verdi hanno dato fin dall’inizio, di puntare tutto sulla raccolta differenziata, sul compostaggio e sul riciclaggio -ha aggiunto- si sono inventati il mito del magainceneritore, che dovunque viene proposto viene osteggiato dalle comunita’ locali e non funziona’’.
Secondo Pecoraro Scanio ’’compattare e mandare i rifiuti all’estero e’ una soluzione transitoria. Il Governo nazionale ha una grande parte di reponsabilita’, perche’ se nomina dei commissari risponde di cosa succede. Oggi il Governo deve dare una svolta sul settore della differenziata -ha concluso il presidente dei Verdi- e’ l’unica soluzione. Il cibo va tolto dai rifiuti, perche’ se c’e’ cibo non puo’ funzionare ne’ il cdr, ne’ gli eventuali inceneritori’.
Ma certo non è tutto cosi semplice, in Campania il problema rifiuti e’ intimamente legato alla mafia o come ormai viene di sovente chiamata "ecomafia".
Il business che gira intorno ai rifiuti e’ enorme e quindi la maggior parte delle discariche in Campania sono in gran parte in mano alla malavita organizzata.

Ecco la sintesi di un documento di Giacomo D’Alterio, referente del Gruppo Attivo WWF "Napoli Nord" di Giugliano in Campania - Villaricca (NA).
La camorra si adatta ai tempi, si passa quindi, dalla fine degli anni ottanta agli inizi degli anni novanta dai delitti cosiddetti "strutturali" (omicidi, estorsioni, usura, racket, ecc.) al traffico di rifiuti e all’abusivismo edilizio, per due ordini di motivi:
il primo dovuto alla mitezza delle pene dei reati in materia ambientale (legislazione permissiva);
il secondo, invece dovuto al fatto che la mafia è flessibile e si adatta facilmente ai cambiamenti della società moderna.

L’ecomafia nasce nel 1989 con il patto di Villaricca (NA). Il governo, dopo che un’autotrasportatore venne ricoverato in gravi condizioni in ospedale a causa delle esalazioni dei rifiuti da lui sversati, incaricò una commissione parlamentare, presieduta dall’onorevole verde Massimo Scalia, di fare chiarezza sull’accaduto. I risultati dell’inchiesta portarono successivamente a dei risultati inaspettati ed inattesi, infatti, presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, vennero aperti circa 1200 procedimenti penali per reati contro l’ambiente e 400 per denunce contro discariche abusive.
Il riciclaggio del denaro sporco proveniente dal traffico di stupefacenti e di armi viene investito in modo pulito nell’edilizia.
Dall’edilizia in poco tempo si passa alla gestione dei rifiuti; in realtà le cave per l’estrazione dei materiali per l’edilizia una volta esaurite vengono sfruttate per depositarci rifiuti tossici.
La gestione degli appalti pubblici avviene secondo il seguente circolo vizioso:

Soggetti coinvolti Scambi tra i diversi soggetti
POLITICA Favorisce l’acquisizione di appalti pubblici alle imprese edili per la costruzione di strade, scuole, ospedali, caserme in cambio di tangenti, inoltre ottiene il consenso dalla mafia grazie ai posti di lavoro ottenuti dalle imprese.
IMPRESA Elargisce tangenti ai politici per ottenere appalti e alla mafia per la protezione dei cantieri.
MAFIA Assicura i voti ai politici e la sicurezza dei cantieri con i posti di lavoro e le tangenti ottenute dalle imprese.

Ad una difficoltà degli imprenditori settentrionali a smaltire legalmente rifiuti tossici, si verifica la disponibilità di stakholders "portatori di interesse", i cosiddetti colletti bianchi, stimati professionisti che mediano i diversi interessi in gioco, il risultato è che ci ritroviamo un territorio compreso tra le province di Napoli e Caserta, che si trova circondato da discariche abusive.
Diventa sempre più stretto il legame tra territorio e salute. Da vari studi scientifici si riscontra che sono in netto aumento le malattie tumorali nell’area dei comuni contaminati dai rifiuti tossici.
Inoltre, da uno studio medico condotto dall’associazione dei pediatri di Aversa (CE) si evince che nel paese di Parete (CE), il comune più vicino alle discariche di Giugliano, sono in largo aumento le malattie broncopolmonari dei bambini. In questa zona, tra l’altro, sono in pericolo gli allevamenti bufalini, per la produzione dell’ottima mozzarella, le colture di fragole, di pesche, di albicocche e di mele annurche, che costituiscono la principale ricchezza di un territorio con un’economia prevalentemente agricola.
I guadagni nel traffico dei rifiuti speciali e pericolosi sono enormi grazie all’evasione fiscale che è rispettivamente del 31% per gli uni e del 19% per gli altri con il conseguente danno erariale.
La mancanza di discariche per i rifiuti speciali e pericolosi provoca il proliferare di tanti traffici illeciti.
Il successo delle ecomafie è dovuto principalmente ad una serie di fattori:
1. inadeguatezza dello Stato a combattere i reati ambientali;
2. mancanza di pene forti e visibili;
3. poco clamore sugli organi di stampa;
4. debole controllo del territorio da parte degli Enti locali;
5. flessibilità e adattamento delle ecomafie alla società;
6. spostamento delle attività criminali nei paesi privi di disciplina sanzionatoria;
7. seria preoccupazione che la depenalizzazione dei reati di natura ambientale, possa far diventare lecito quello che è oggi illecito.

Questi i fattori che hanno reso la situazione dei rifiuti in Campania insostenibile. Un emergenza che vede protagonisti congiunti politica e malavita organizzata come qui nel sud accada di sovente.
Difficile risolvere il problema! Allora che fare? Come tradizione napoletana sogniamo Masaniello, Maradona, la pizza, il mandolino e volgiamo lo sguardo verso il Vesuvio e il cielo.

Immondizia a parte "Chist’è semp ’o paese d’ ’o sole"

http://www.triburibelli.net/sito/modules/news/article.php?storyid=974