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Solo 30 F35 in meno anche Obama taglia
par Roma
Publie le mercoledì 15 febbraio 2012 par Roma - Open-Publishing1 commento
Meno generali, ma l’Italia rinuncia solo a 30 cacciabombardieri. La nuova Difesa "light" illustrata dal ministro Di Paola. I pacifisti: "Via tutti gli F35". Gli Usa: meno 1,6 miliardi.
Ha l’ambizione di essere un "nuovo modello", già ribattezzato "Difesa light" e subito encomiato dal premier Mario Monti che ha parlato di "riforma strutturale importantissima": "Il ministro Di Paola ci ha presentato un modello di riforma basato su una profonda analisi sia di tipo strategico in relazione allo scenario internazionale, sia su considerazioni economiche. Di Paola - ha aggiunto - si è reso interprete delle esigenze di grande attenzione alla spesa e agli equilibri economici".
Di base la riforma presentata dall’ammiraglio-ministro intende privilegiare gli aspetti operatividella Difesa, e strizza l’occhio anche ai pacifisti, ma in un modo che da subito è stato stigmatizzato dalle associazioni: l’Italia infatti ha deciso di rinunciare a 30 dei 131 bombardieri del "carnet" messo a punto nel 2002 dall’allora ministro Antonio Martino. L’Italia aderisce a una coalizione di 9 Stati che ah deciso di acquistare 13 F35. Il nostro paese spenderà 15 miliardi di euro. Ogni cacciabombardiere costa qualcosa come 120 milioni di euro. E’ stato fatto notare che la spesa sostenuta dall’Italia basterebbe per costruire 187 nuovi asili nido.
"Abbiamo riportato il progamma Jsf in equilibrio come anche altri programmi - ha spiegato Di Paola in conferenza stampa - si tratta comunque di un piano molto importante dal punto di vista industriale, economico e anche occupazionale". Insomma, l’ammiraglio la butta sulla "fame di lavoro": "i sono investimenti importanti di realtà industriali che si stanno realizzando a Cameri (Novara). Più di venti aziende hanno vinto contratti e ci sono circa diecimila posti di lavoro potenziali", ha ricordato.
Ma la considerazione non ha convinto le tante associazioni che hanno messo in piedi un "agguerrito" coordinamento per deunciare la follia di un programma di questo tipo, in un momento di crisi, mentre vengono tagliate spese sociali e quando bisognerebbe pensarci due volte prima di buttarsi "anima e corpo" nello sviluppo di un’industria delle armi (e poi?).
Tanto più che, è notizia di ieri, sera, persino gli Usa - capofila del progetto di acquisto - hanno utilizzato la forbice quest’anno: tagli all’acquisto degli F35, e is tratta del maggior risparmio in uan generale cura dimagrante delle spese per gli armamenti. A partire dall’anno finanziario della Difesa, che inizerà il prossimo 1 ottobre, Barack Obama ha decido di acquistare 2 cacciabombardieri in meno rispetto allo scorso anno (quando ne aveva acquistati la bellezza di 29) e ha rinviato al 2017 l’acquisto di altri 179 F35. In dollari il minore investimento per quest’anno è pari a 1,6 miliardi.
"Confermare gli F35 è irresponsabile" - dice il portavoce della Tavola della Pace Flavio Lotti, che in un comunicato osserva: "Dunque, tagliare si può, le spese militari non sono intoccabili, si possono tagliare senza compromettere la sicurezza del nostro paese. Per anni ci hanno detto il contrario accusandoci di essere degli irresponsabili, degli incoscienti, dei sognatori. E così hanno sprecato una montagna di soldi". "Ora tocca al Parlamento - dice ancora Lotti - i parlamentari e le forze politiche, hanno innanzitutto la responsabilità di trovare le risposte a queste domande: a che ci serve comperare queste spaventose macchine da guerra? Dove e quando pensiamo di impiegarle? Quanto ci costa comprarle? Quanto ci costa mantenerle? Cosa potremmo fare con gli stessi soldi? E non ci sono solo gli F-35: il Parlamento deve ripensare l’intera spesa militare italiana, le forze armate, gli obiettivi, la struttura, i mezzi. Facciamo appello al Parlamento, alla Rai e a tutto il mondo dell’informazione perché‚ sia una discussione aperta e trasparente".
In effetti domani i numeri saranno più chiari, perché il ministro andrà ad illustrare la riforma alle Commissioni competenti di camera e Senato. Ma intanto in linea generale si consoce su quali punti, e quanto, intende tagliare Di Paola. Ricordando l’importanza di un settore strategico Di Paola ha eprò riconosciuto che si tratta di un capitolo "sovradimensionato e sottocapitalizzato". Sono infatti troppi i 190mila militari previsti dalla legge 331 del 2000, soprattutto tenendo conto del calo di stanziamenti negli ultimi anni per il settore: tre miliardi di euro in meno nel triennio 2012-2014. "Bisogna spendere quindi meglio le risorse a disposizione, che - ha tenuto a rilevare Di Paola - sono comunque minori rispetto a quelli degli altri Paesi europei: in media per ogni 100 euro di ricchezza nazionale prodotta 90 centesimi vanno alle forze armate in Italia, contro 1 euro e 60 centesimi dell’Unione. E questi fondi (circa 13 miliardi di euro) sono anche spesi male - ha aggiunto - visto che vanno per il 70% al personale e solo per il restante 30% ad investimenti e capacità operative. Serve dunque una riforma che ribilanci le risorse da mettere a disposizione, portando al 50% le spese destinate al personale e suddividendo equamente il restante 50% tra investimento e addestramento".
Nel mirino del ministro gli alti gradi: i generali sono ben 425. Mentre c’è carenza di volontari in servizio permanente, la cosiddetta truppa. Elevato anche il numero di marescialli, addirittura 55mila rispetto ai 25mila previsti. L’obiettivo è arrivare ad uno strumento militare composto 140-150mila unità nel giro di pochi anni, rispetto ai 178mila effettivi attuali. Da raggiungere attraverso l’esodo verso altre amministrazioni ed i prepensionamenti che riguarderanno soprattutto gli ultracinquantenni, in coerenza con le esigenze di una Difesa più giovane ed operativa. Sforbiciate saranno fatte anche a comandi e strutture che vedono oggi tanti casi di duplicazioni e ridondanze.
Messaggi
1. Solo 30 F35 in meno anche Obama taglia, 15 febbraio 2012, 14:52
gli F35 tagliati saranno 41 e non 30 come scritto ma comunque comprare 90 aerei costosissimi sia nel costo iniziale sia nella manutenzione e che, al momento, non riescono neanche a volare è comunque un costo inutile. Il problema dell’esercito italiano però è l’elefantiasi che si riflette in un numero di generali quasi pari a quello americano che godono di una serie di privilegi come casa, auto blu( ricordate le Maserati comprate da Larussa), personale di servizio ecc ed è là che si dovrebbe tagliare. michele