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Tom Benetollo: «La scelta per il ritiro è una vittoria del pacifismo»
Publie le domenica 20 giugno 2004 par Open-PublishingTom Benetollo, presidente dell’ARCI, e’ morto
Tom Benetollo, presidente dell’Arci, l’Associazione Ricreativa e Culturale Italiana, e’ morto all’alba al Policlinico Umberto I di Roma a causa di un aneurisma dell’aorta, aveva 53 anni.. Nella mattina di ieri, durante un dibattito politico nella capitale, aveva accusato un malore e aveva ricevuto un primo soccorso da Gino Strada, fondatore di Emergency, presente all’incontro. Benetollo, operato d’urgenza, e’ morto poco dopo.
http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=4141
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A. S.
Liberazione 14 maggio 2004
Tom Benetollo, protagonista del pacifismo italiano ed europeo, si è battuto fin dall’inizio perché l’Italia ritirasse le sue truppe dall’Iraq. Ha chiesto, inoltre, l’introduzione nella Costituzione europea dell’articolo 11 della Costituzione italiana. Ora, finalmente, la lista Prodi si accinge a rivendicare questa posizione, superando (forse) ambiguità e divisioni interne. Abbiamo chiesto al presidente dell’Arci di commentare con noi questo risultato politico.
Una vittoria del movimento pacifista?
Certo. E’ quello per cui ci siamo battuti per mesi e mesi. La decisione delle opposizioni segna un grande avanzamento per il movimento. Ed è soprattutto la vittoria dei tantissimi cittadini che hanno maturato in questi mesi una coscienza pacifista. La realtà drammatica, sotto gli occhi di tutti ogni giorno, ha preso il sopravvento sulla Realpolitik.
Dunque siete soddisfatti di questa scelta?
Sì, ma bisogna vedere se le forze della lista riformista coglieranno davvero l’occasione per elaborare una strategia di pace coerente ed organica. La domanda, insomma, è se la pace sia o no un progetto politico. Alcuni hanno già risposto. Speriamo che non ci siano oscillazioni, che non si debba scoprire, aprendo un giornale, che quanti si dicevano uniti il giorno prima dopo ventiquattr’ore hanno già cambiato idea.
Quali sono le ragioni che hanno finalmente portato alla richiesta unitaria per il ritiro dall’Iraq?
Hanno influito le notizie sempre più cruente e tragiche che hanno scosso in profondità l’opinione pubblica. Non mi riferisco solo alle torture. E’ l’intera situazione che è precipitata in queste ultime settimane, non lasciando dubbi sul fatto che l’unica soluzione è il ritiro delle truppe.
La scelta della Lista Prodi è stata determinata, secondo il suo parere, anche dall’approssimarsi della scadenza del 13 giugno?
Poiché l’aggravarsi quotidiano del conflitto irakeno ha prodotto un crescente moto di ripulsa verso la guerra, ma anche verso il coinvolgimento dell’Italia, la parola d’ordine del ritiro ha ottenuto sempre maggiore consenso. E’ ovvio che il centrosinistra abbia sentito il bisogno di sintonizzarsi con la sua gente. E’ ovvio che, man mano che si avvicinano le elezioni, le scelte precipitino e non siano rinviabili.
Quali sono le prossime tappe del Movimento per la Pace?
Intanto c’è la discussione parlamentare che è di fondamentale importanza.
Poi c’è la visita di Bush a Roma il 4 giugno. E’ in corso una discussione per programmare iniziative in tutte le città italiane, chiaramente anche nella capitale. Lunedì prossimo si decideranno le manifestazioni contro il presidente americano, in particolare sulla terribile vicenda delle torture.
Infine, per le elezioni europee ci auguriamo che siano premiati quanti si sono schierati contro la guerra, affinché l’Unione europea possa portare avanti una politica di pace. Oggi, purtroppo, è assente o divisa.