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il Segretario Nazionale del FSLN - Daniel Ortega Saavedra

Publie le lunedì 28 giugno 2004 par Open-Publishing

In occasione del XXV anniversario del Repliegue, il Segretario Nazionale del FSLN - Daniel Ortega Saavedra - ha ricordato quest’importante avvenimento e ne ha approfittato per allargare il discorso alla situazione attuale del paese. Dopo gli ultimi episodi di forte tensione tra il Governo e la Chiesa Cattolica, il FSLN non ha perso l’occasione per continuare il tentativo di riavvicinamento del partito alla gerarchia della chiesa stessa, strategia iniziata ormai da qualche anno e che in questi giorni sta toccando le punte massime, fino ad arrivare a proporre il cardinale Obando y Bravo come candidato per il prossimo Premio Nobel per la Pace (!!!) e stravolgendo il significato della prima visita del Papa Giovanni Paolo II nel 1983, che fu chiaramente una visita politica contro la nascente rivoluzione.
Di seguito, stralci dell’intervento di Daniel Ortega.

"El pueblo unido jamàs serà vencido....siamo qui a celebrare l’azione eroica del Repliegue Tattico verso Masaya. Un’impresa che é stato l’inizio della fine della dittatura somozista. Un’impresa portata avanti e compiuta da una gioventù unita, un popolo unito, deciso a terminare una volta per tutte con la dittatura. Si costruirono barricate, si aprirono trincee e le munizioni cominciarono a scarseggiare, ma il popolo continuava a combattere, fino al momento in cui si dovette prendere una decisione. O si restava lì disarmati, senza munizioni con la certezza di finire massacrati dalla Guardia di Somoza o ci si ritirava - non si fuggiva perché nella mente dei combattenti non c’é mai stata l’idea della fuga o della diserzione. Si iniziò quindi a preparare il Repliegue e si invitarono a partecipare anche alcuni sacerdoti cattolici che avevano collaborato umanamente e spiritualmente con i combattenti.... I combattenti si ritirarono in modo ordinato e quando Somoza si rese conto di quello che era successo, nella zona non c’era più nessun combattente. Si vendicarono allora con la popolazione civile che era rimasta e che veniva accusata di avere collaborato con i combattenti. Durante il repliegue verso Masaya, passando per Nindirì, le colonne vennero bombardate e morirono molte persone. Somoza cantò vittoria dicendo che il FSLN era stato sconfitto e che era stato costretto a fuggire da Managua.

Tutto questo accadeva 25 anni fa, a soli 20 giorni dalla vittoria finale. Questo pomeriggio vogliamo ricordare tre fratelli combattenti storici del Frente Sandinista che non ci accompagnano oggi perché sono morti in varie circostanze dopo il trionfo. Il Comandante della Rivoluzione Popolare Sandinista Carlos Nuñez Tellez, il Comandante William Ramìrez e il Comandante Walter Ferreti, il nostro caro fratello "Chombo", tutti e tre all’avanguardia del Repliegue Tattico. Il loro valore era riconosciuto anche dal nemico stesso. Walter "Chombo" era anche compagno e marito di questa prestigiosa giudice che é la signora Juana Méndez, con la quale ha procreato vari figli.

Ci sono inoltre altre centinaia di compagni e compagne che oggi non ci accompagnano perché sono morti e morte durante questa storica impresa. Ci hanno lasciato fisicamente, ma sono qui con il loro esempio, alzando con orgoglio la bandiera rossonera del Frente Sandinista de Liberaciòn Nacional.
Oggi marciamo verso Masaya, mentre il paese é scosso dall’estrema povertà, dalla disoccupazione, dalla mancanza di cure sanitarie, di educazione scolastica per la gioventù. Siamo qui con la Convergencia Nacional lottando per gli stessi ideali e principi come la giustizia, la libertà, la vera democrazia. In questo pomeriggio vogliamo dare un riconoscimento speciale alla comunità universitaria, ai valorosi giovani che hanno difeso il 6% per le università. Alle loro famiglie che li hanno accompagnati. Un riconoscimento anche alla polizia perché, per ottenere il 6%, per colpa di questo governo che non rispetta la costituzione e le leggi e che vuole negare il diritto all’educazione ai poveri, é stato versato sangue degli studenti e dei poliziotti.....Speriamo che sia l’ultima volta e che l’attuale governo non commetta gli stessi errori del passato, di tutti quei governi che si sono succeduti dal 1990 ad oggi che sono stati governi che hanno pensato solo ad arricchirsi con la corruzione, negando il diritto ai poveri ed ai giovani di potersi istruire.

Vogliamo riconoscere il lavoro che sta portando avanti il Potere Giudiziario nonostante la campagna sporca che il governo gli ha lanciato contro. Grazie a giudici rispettosi della legge ed onesti é che si trovano in carcere i principali autori di avere rubato al popolo più di 1.600 milioni di cordobas (100 milioni di dollari n.d.r.). Ora queste stesse persone stanno cercando di negoziare con il governo per essere liberati e speriamo che il governo non commetta questo insulto nei confronti della popolazione nicaraguense, indipendentemente da chi ha votato. Quanta gente si sarebbe salvata con questi soldi? Quanta gente non sarebbe morta all’entrata di un ospedale perché non ci sono le medicine? Tutti i giorni sui giornali e alla televisione ci sono appelli dei medici che chiedono a gente di buon cuore di aiutare economicamente a persone che sono gravi e che non hanno i soldi per comprare le medicine o per fare una radiografia o una TAC. Come può pagare un cittadino che non ha nemmeno un lavoro? In Nicaragua si é instaurato un somozismo senza Somoza, perché il somozismo é questo: negare la sanità e l’educazione al popolo. Quando trionfò la rivoluzione incontrammo il 60% di analfabetismo e questa era l’eredità dei cosiddetti "democratici" appoggiati dagli yankee. I ricchi e potenti non vogliono un popolo colto, con educazione, con conoscenze scientifiche perché diventa un popolo che sa pensare, ragionare, lottare e non si fa mettere le catene.

Questo é un anno di elezioni municipali. Perché le elezioni? Per avere un posto e per guadagnare bene?..... Nessuno ha votato per avere funzionari che guadagnano migliaia di dollari al mese mentre un povero contadino ne guadagna meno di 70 lavorando tutti i giorni. Oltre a questi salari gli vengono date carte di credito, benzina, macchine....Questo non é giusto e non ha nulla a che fare con i principi del Frente Sandinista e con la lotta che hanno portato avanti i nostri fratelli e sorelle che hanno partecipato al Repliegue 25 anni fa e con il sangue versato dai nostri eroi e martiri.

Prima di tutto, quindi, dobbiamo avere l’autorità morale per poter fare queste critiche e quindi dobbiamo iniziare facendo un’autocritica. Dobbiamo dare l’esempio. Come sandinisti non possiamo cadere nei vizi dei politicanti dei partiti tradizionali. Per questo il FSLN ha presentato un progetto di legge per ridurre del 50% tutti i salari dello Stato nicaraguense, del presidente, vicepresidente, ministri, viceministri, deputati, sindaci, vicesindaci e di tutte quelle persone che hanno cariche pubbliche. Con questa misura si risparmieranno circa 400 milioni di cordobas (25 milioni di dollari) che verranno usati per comprare medicine per gli ospedali e i dispensari pubblici, per permettere l’accesso a centinaia di migliaia di giovani che ogni anno restano fuori dal sistema scolastico.

I nostri candidati a sindaco e vicesindaco saranno i primi ad applicare questa misura per utilizzare questi soldi in beneficio della cittadinanza.
Come sandinisti dobbiamo dare l’esempio ed essere fedeli a quanto diciamo. Non dimentichiamo che durante gli anni ’80 i deputati non ricevevano salario, ma solo il rimborso delle spese di trasporto e del pranzo.
Il Nicaragua ha bisogno di una nuova rivoluzione che sia morale, etica, civica, non con i fucili, ma con la coscienza per estirpare la corruzione che ci hanno imposto dal 1990. Come sandinisti dobbiamo stare attenti, perché altrimenti ci ritroviamo a voler essere candidati per guadagnare soldi e non per servire il popolo. Dobbiamo lottare contro questo nemico che é sempre presente e che é il vizio dell’essere politicante e dell’arricchimento.

Per concludere, in questo 25 anniversario abbiamo avuto l’opportunità di conversare con il Card. Miguel Obando y Bravo. Gli abbiamo presentato la nostra proposta di legge perché la chiesa cattolica é preoccupata per l’estrema povertà della popolazione. Abbiamo anche chiesto di realizzare una messa il giorno 19 di luglio per tutta la gente che é morta prima e dopo la rivoluzione indipendentemente da che parte stessero.
E’ incredibile ciò che pubblica oggi il giornale del governo (La Prensa n.d.r.) cercando di manipolare lo stesso Papa. Hanno scritto che il cardinale benedirà il 19 di luglio e sembra che si dimentichi che lo stesso cardinale ci accompagnò nella Plaza de la Revoluciòn quel lontano 19 de Julio per celebrare il trionfo della rivoluzione.

Dice anche che il cardinale pregherà per gli eroi e martiri per cui nemmeno il Papa volle pregare nel 1983 durante la sua visita in Nicaragua. E’ una menzogna di questo giornale diabolico. Io ricordo bene che quando le madri degli eroi e martiri chiesero una preghiera per i propri figli il Papa disse: "Anche il Papa vuole la pace". Il Papa venne in Nicaragua a pregare per tutti i nicaraguensi e quindi erano inclusi anche gli eroi e martiri. Chi può negare una preghiera per un morto? Al giornale ha dato anche fastidio che io abbia detto ai giornalisti che il governo, invece di cercare di rispolverare un vecchio Concordato del 1800 in cui lo stato nicaraguense poteva presentare al Vaticano dei nominativi per le future nomine a vescovo e cardinale, dovrebbe presentare la candidatura del cardinale Obando y Bravo per il Premio Nobel per la Pace.

I motivi sono molti per le opere stesse del cardinale. E’ vero che abbiamo avuto contraddizioni durante gli anni ’80, ma non possiamo dimenticare che durante la nostra prigionia durante la dittatura, il cardinale ci visitava in prigione. Quando venimmo liberati a seguito dell’assalto alla casa di Chema Castillo, il cardinale fu il mediatore e ci accompagnò a Cuba in aereo. Fu mediatore durante la crisi dell’Asalto al Palacio nel 1978 quando ottenemmo la liberazione di decine e decine di militanti. Negoziò con la Guardia Nacional negli ultimi giorni prima della caduta della dittatura. Durante gli anni ’80 partecipò attivamente nella Commissione di Riconciliazione e Pace e negli accordi di Esquipulas e Sapoà. Fu sempre una persona disponibile alla ricerca della Pace...."