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il direttivo della CGIL Ancora un compromesso!

par Zag(c)

Publie le giovedì 22 marzo 2012 par Zag(c) - Open-Publishing

Ieri si è concluso il direttivo della CGIL in cui ancora una volta il compromesso è stata motrice della votazione. Hanno votato la conclusione del segretario generale con 95 sì, compresi Nicolosi e Pantaleo, si sono contrapposte 13 astensioni, tra cui quelle di Landini e Rinaldini, e con 2 voti contrari, Cremaschi e quello di Fabrizio Burattini.
Nel corso della discussione si era presentato un documento presentato da Nicola Nicolosi e Maurizio Landini e votato anche dai segretari generali della conoscenza e della funzione pubblica che, in maniera semplice e chiara chiedeva di confermare la posizione sull’intangibilità dell’articolo 18. che è stato respinto con 73 contro 30
E’ passato quindi la posizione della maggioranza che sostanzialmente così ragiona: Sono tutti contro di noi e contro l’art 18. Istituzioni, Presidente della Repubblica, partito di riferimento , giornali. Quindi occorre costruire alleanze nelle istituzioni, dall’alto , nei vertici dei partiti affinché si và al compromesso( metterli in difficoltà(?) , salvando però la sostanza(sic)
Cioè si ribalta e si rimane ciechi , miopi e sordi. Si cerca l’alleanza in alto e non ci si accorge che ancora una volta se non si cercano le alleanze fra i lavoratori, fra i precari ( che si sentono esclusi e dimenticati dal sindacato) , fra i pensionati, fra i lavoratori, anche quelli iscritti UIL e CISL, nelle file della piccola borghesia , bottegai, piccoli artigiani, piccoli padroncini soffocati e strozzati dalle manovre e anche da queste in particolare( a loro dell’art 18 non se ne può fregar de meno, ma vengono aumentati i loro contributi in tasse per spalmare la precarietà, tale da creare un fronte unito che possa far da barriera e da contraltare ai poteri altri.

Ma si continua a chiedere le elemosine, nei palazzi, a sedere ancora su tavoli dove si gioca una partita truccata, con carte false, in cui tutti gli astanti sanno di stare giocando una partita falsa , ma che il mazziere ha bisogno di giocatori per dichiarare aperto e valido il gioco.

Si deve partire dal basso, e cercare le alleanze non nei palazzi, ma per le strade, nelle fabbriche nelle scuole. Capito Camusso?
Capito CGIL?
Spero che i manifestanti e le mobilitazioni di questi giorni possa portare un grido forte e all’unisono.