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Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
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Film - Il Berlusconi rapito ma non distribuito

di : edoneo
domenica 29 gennaio 2006 - 09h23
3 commenti
JPEG - 6 Kb

ByeByeBerlusconi: Il premier sul grande schermo?

Lo vediamo sule reti Rai, Fininvest, su La7; lo sentiamo alla radio; lo leggiamo e vediamo sui giornali tutti i giorni. Chissà se riusciremo anche a vederlo sul grande schermo?

Temiamo di no, visto che il film ByeByeBerlusconi, interpretato dal sosia del premier, Maurizio Antonini, non ha ancora trovato un distributore per l’Italia.

La regia di questa farsa che racconta il rapimento di un leader-imprenditore, da parte di un gruppo terroristico, e del successivo processo cui viene sottoposto da parte di una giuria popolare, è firmata da Henrik Stahlberg e Silvia Chiarla (co-sceneggiatrice).

In Italia, se uscirà, prenderà il titolo di Buonanotte Topolino, e parteciperà al Festival di Berlino. Se ne sente parlare molto poco, anche in Internet non c’è un granché. Abbiamo letto l’articolo che riportiamo qui sotto, firmato da Antonio Fusco, su CastleRock.

Il rapimento di Berlusconi a Berlino di Antonio Fusco, cinema.castlerock.it

Dopo Viva Zapatero!, un altro film sembra essere destinato a far discutere ed a sollevare polemiche, in particolare sulla politica dell’attuale governo di Silvio Berlusconi. Quest’anno, il giovane regista Jan Henrik Stahlberg, insieme ad un gruppo di attori, ha messo in cantiere il film Bye Bye Berlusconi, girato in economia e con interpreti prevalentemente italiani, a cominciare da Maurizio Antonini, il sosia del Presidente del Consiglio, quindi Lucia Chiarla - che ha collaborato anche alla sceneggiatura - Pietro Bontempo, Consuelo Barillari, Fabio Bezzi e Tullio Sorrentino.

Prima ancora che inizino le riprese però, si profila all’orizzonte la possibilità di pesanti conseguenze giudiziarie, ed allora a Stahlberg ed agli attori - consigliati dall’avvocato berlinese Christian Schertz - viene in mente di cambiare i nomi dei personaggi e del contesto in cui si svolge la storia, ed allora il Bel Paese diventa l’immaginaria Topolonia, mentre l’attuale premier è Micky Laus, venditore di cocomeri e proprietario di Melonen TV network televisivo dove la volgarità regna sovrana tra veline scosciate, quiz a premi e i monologhi di Laus, che tra l’altro è anche titolare di una squadretta di calcio amatoriale, la AC Topolonia. Un giorno però, Laus viene rapito da un gruppo di terroristi e sottoposto ad un processo popolare il cui verdetto arriverà dal popolo del web.

Il film di Stahlberg farà parte del cartellone del 56esimo Festival di Berlino, ed ha già contratti di distribuzione nella maggior parte dei paesi europei ma tutt’oggi - chissà perchè - il film non riesce a trovare un distributore italiano: "Riceviamo risposte piuttosto vaghe" ha detto il regista "Ci sentiamo dire che forse sarebbe un film più adatto ad un pubblico straniero, e qualcuno ha tirato in ballo anche l’imminente campagna elettorale. E’ una cosa molto strana".

In attesa di vedere il sosia del premier sul grande schermo a Berlino, c’è anche chi si chiede quando sarà possibile vedere Berlusconi dare il suo contributo artistico al doppiaggio di un cartoon. Il magazine Variety, infatti commentando le interpretazioni di Walter Veltroni ed Ignazio La Russa in sala doppiaggio, rispettivamente per Chicken Little - amici per le penne ed un episodio de I Simpson, si è chiesto "Chi sarà il prossimo? Silvio Berlusconi?". [nella foto, un’immagine del film]

http://byebyeberlusconi.de/


http://www.edoneo.org/



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> Film - Il Berlusconi rapito ma non distribuito
30 gennaio 2006 - 02h02 - Di 1af3e0e0c642d0bfecf5016e96a3a100...

Viva Zapatero come documentario satirico è una raccolta di video e reportori, sarebbe interessante invece poter veder questo film al più presto possibile. Ma credo che si vedrà dopo le elezioni, per adesso gli italiani si godono il vero Cavaliere, perchè come si fa a vivere senza di lui? Prima di andare a dormire bisogna ascoltare le fiabe, e chi meglio di lui le sa raccontare?

RINALDO SIDOLI



> Film - Il Berlusconi rapito ma non distribuito
30 gennaio 2006 - 14h28 - Di d8bbac36300a768694e9ab9cbec7966d...

Non c’é da stupirsi che non si trovi un distributore pronto a rischiare... forse farebbero meglio a diffonderlo in rete. Il passa parola funziona ancora, eccome.
Ma in Italia, con tutto quello che é successo dal ’94 ad oggi, é possibile che non ci sia nessuno che abbia le palle per esporsi in prima persona e denunciare cosa é veramente successo? Un M.Moore italiano non esiste, eppure ce ne sono di cose da dire, ma sono tutti impegnati a raccontare i disagi tra genitori e figli, tra amanti traditi, e vacanze in c.. al mondo.
Viva il Cinema Italiano.



> Film - Il Berlusconi rapito ma non distribuito
1 febbraio 2006 - 17h25 - Di 32a085e834ed14cb01a3cb9669a67b7c...

In data 31 Gennaio, ore 21:00, sono stato alla conferenza di Marco Travaglio. La sala delle conferenze, abbastanza capiente, era gremita di gente. L’argomento della conferenza era:

LE REGOLE DEL GIOCO

 Travaglio introduce l’attuale situazione politica partendo dal post tangentopoli, 1992, spartiacque tra la politica in Italia ante caduta del muro di Berlino e dei suoi equilibri.
Nel dicembre del 1994 cade il primo governo B. B incolpa la magistratura della caduta del suo governo, con il famoso avviso di garanzia ricevuto al summit di Napoli, stesso mese. In realta’ il governo era già caduto prima per la mancanza dell’appoggio della Lega e di Bossi.
L’inciucio a parere di Travaglio e’ nato proprio in quel mese di dicembre 1994, quando Massimo D’Alema ando’ a cena con B e Letta.
Non si sa cosa si disse quella sera, ma in un dibattito parlamentare, documentato nel libro di Travaglio INCIUCIO, l’On. Violante si fece sfuggire, tra lo stupore di alcuni parlamentari del centro sinistra tra cui Fassino e Visco, che c’era un accordo che le televisioni di B non sarebbero mai state toccate.
L’outing, come lo chiama Travaglio, si commenta da solo.
 Esperienza Bicamerale. Altra domanda che gli viene posta spesso e’ se la bicamerale non abbia rappresentato l’inizio dell’inciucio. Travaglio liquida in due parole la bicamerale, come esperienza negativa del tentativo del centro sinistra, ed in prima persona di D’Alema, di riscrivere le regole blindando l’attuale sistema partitico politico portandolo al riparo da altre eventuali tangentopoli. In realta’ la bicamerale viene da Travaglio definita come “il periscopio” dell’inciucio, iniziato prima, appunto nel 1994.
 Tra le domande che sempre gli fanno la principale e’ “come mai non è stata fatta la legge sul conflitto di interessi?” La risposta che lui da’ e’ semplice:
per via dell’inciucio. L’inciucio secondo lui e’ un do ut des sotteraneo tra il centro destra e il centro sinistra, dove pero’ si vede solo il do, non si vede il des.
 Travaglio precisa che il 6 dicembre 1994 una sentenza della Corte Costituzionale stabiliva la illegittimita’ delle tre tv di Berlusconi in applicazione della Legge Mammi’ che lo costringeva a mandare Rete 4 sul satellite o a venderla. Ecco che spunta la cena con D’Alema.
 Travaglio ricorda che nel programma del governo Prodi del 1996 c’era un punto in cui si diceva che nessun privato avrebbe potuto detenere piu’ di una televisione; nel suo mandato i governi di centro sinistra non tireranno più fuori l’argomento e non rispetteranno quel punto del programma. Ma nessuno lo dice.
 Problema della eccessiva presenza di B in tv, radio. Il vero problema non e’ Berlusconi, ma chi gli fa le domande, meglio le non domande. Se ci fossero dei giornalisti seri che gli ponessero domande serie le sue apparizioni gli si ritorcerebbero contro!
 Ad una mia domanda se non c’e’ il rischio di un “regime”, di un vero e proprio golpe che potrebbe essere operato, visto come B e’ riuscito a dividere il paese, vista la totale acriticita’ che c’e’ dalla sua parte, Travaglio mi risponde che il regime e’ gia’ presente sotto i nostri occhi, non serve un colpo di stato, spaventerebbe solo la gente. Chi si oppone viene manganellato attraverso il tubo catodico, come e’ successo a lui, senza poter difendersi, senza diritto di replica. E’ molto più fine che picchiare la gente fisicamente.
 Ad una domanda di un giovane se il movimento dei girotondi non abbia esaurito la sua spinta propulsiva, se sia valsa la pena visto che non hanno ottenuto risultati tangibili, Travaglio spiega che l’esaurimento del ruolo dei girotondi e’ reale, dalla delusione della gente, che li aveva creati e organizzati dal nulla, su iniziative private di poche persone, attraverso l’uso della rete, stanchi di essere presi a calci sia dalla destra che dalla sinistra. Quella sinistra che non bisogna dimenticare, sottolinea Travaglio, li considera “un fastidio”. Il fatto che ci siano stati e’ un precedente, se dovesse vincere Prodi questa volta non si firma una cambiale in bianco, occorrera’ comunque essere vigili ed eventualmente riprendere i movimenti per fare pressione al rispetto degli impegni, non come nei cinque anni del precedente governo di centro sinistra.
 La strumentalizzazione che viene perpetrata quotidianamente del caso Unipol e’ un esempio di non informazione. Il caso esiste, ovvio, ma non e’ l’unico che i giornalisti dovrebbero spiegare all’opinione pubblica. Viene strumentalizzata politicamente da B senza un contradditorio per mettere in confusione quella parte di elettorato che e’ ancora indeciso e mettere paure ed ansie ad una parte di quello stesso di sinistra invocando la “questione morale”. Viene posta la questione morale da un immorale.
Prima mette in confusione gli elettori, poi gli sta facendo un pressing tutti i giorni. Come mai nessun giornalista gli chiede conto del fatto che lui e’ in mezzo a tutte e tre le scalate? Che sono:
 quella a al Corriere della Sera;
 quella all’Anton Veneta;
 quella a BNL lui e’ coinvolto in tutte e tre. Come mai i mass media parlano solo di Unipol? Come mai nessuno parla delle intercettazioni delle altre scalate?
i Signori Fassino, D’Alema e gli altri dovrebbero confessare cosa hanno detto nelle loro telefonate, tutte intercettate, prima che il contenuto venga reso noto dai giornali e li sputtani ulteriormente. Questo dovrebbero fare.
 Viene fortemente criticata la “lottizzazione” politica operata dai partiti, strutture private, su tutte le principali strutture politiche, ospedali, enti pubblici. La massima e la più dannosa per i cittadini e’ la lottizzazione della RAI, operata sistematicamente da entrambi gli schieramenti. La RAI dovrebbe si’ essere pubblica ma resa indipendente dai partiti con riforme come in Spagna, Francia, Germania, Inghilterra. Li’ si’ che la TV e’ pubblica. La lottizzazione e’ alla base della mancanza di informazione “indipendente”. B non puo’ avere domande imbarazzanti da Costanzo, Mentana, e’ un suo dipendente. E cosi’ via.
 Viene messa in risalto la poverta’ di contenuti dei talk show, dove i politici non sanno mai niente degli argomenti che dovrebbero affrontare, Travaglio cita il caso di politici che alla richiesta di commentare le condanne a Dell’Utri hanno adotto la scusa “non conosce le carte”. Ma scusate, se non conoscono le carte che cosa li chiamano a fare? Gli argomenti non vengono affrontati citando dati “reali” obbiettivi, ma ognuno porta il suo PIL, il centrosinistra ha un suo PIL, il centrodestra ha il suo. Anche la polemica demagogica dell’Euro, da me proposta a Travaglio con un mio intervento con cui lui conviene, porta alla conclusione che:
 i giornalisti non fanno informazione sulla divisa unica europea;
 i politici non informano sull’Euro, ma dicono la loro opinione; c’e’ una opinione di destra sull’Euro e una opinione di sinistra, ma non informazione;
 Travaglio evidenzia che i politici non fanno informazione, fanno “opinione”. L’informazione dovrebbe essere fatta dai giornalisti che pero’ non la fanno piu’.
 Gli ultimi giornalisti che hanno fatto informazione erano Biagi e Santoro.
 Viene evidenziata la non informazione di trasmissioni come Porta a Porta, dove in occasione di importanti notizie vengono presentati servizi fuorvianti, come Cogne. Di come anche sulla rete “regalata” da B all’opposizione i problemi non vengano apertamente posti ai politici e affrontati, ma in rispetto a quella parte dell’elettorato vengano messi sul tappeto, ma poi sempre differiti nell’arco della trasmissione fino ad arrivare alla conclusione della stessa senza averli affrontati!
 Travaglio rimarca l’importanza della scalata al Corriere. Perche’? Perche’ in Italia la gente legge poco, la maggior parte dei giornali e’ schierata, chi li legge non sposta vota e quei quotidiani non spostano voti. L’Unita’ non sposta vota, così il Manifesto, Repubblica, Libero, il Giornale. L’unico e’ il Corriere, da sempre non apertamente schierato, giornale della borghesia media lo definisce, che fu oggetto di scalata anche da parte di Mussolini. Ecco il perche’ del tentativo della scalata. Travaglio poi spiega il perche’ del fallimento, per la presenza di un forte patto di sindacato.
 Travaglio ironizza sul giudice Clementina Forleo, che secondo lui andrebbe in <>, arrestando persone ricche e di un certo livello come Fiorani, con dovizia di prove come intercettazioni telefoniche, e scarcerando i marocchini accusati di terrorismo, per mancanza di prove.

Ossimoro sognatore






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