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una riflessione sulla lotta di melfi

Publie le giovedì 3 giugno 2004 par Open-Publishing

3.OPERAI DI MELFI
VOLANTINO DISTRIBUITO IL 24 MAGGIO

Come vincere sul campo e regalare la vittoria ai sindacalisti compromessi

Chi ha organizzato la lotta dei 21 giorni? Delegati operai.

Chi ha partecipato ai picchetti, chi ha affrontato la polizia, chi ha respinto la farsa dell’accordo separato di fim e uilm e poi la trappola della fiom nazionale che rimuovendo i blocchi pensava di far riprendere la produzione? Un grande numero di operai attivisti che hanno lavorato nei paesi per tenere compatti gli operai in sciopero.

Soprattutto la vittoria sulla FIAT si deve alla determinazione di tutti gli operai di Melfi con lo sciopero ad oltranza senza crepe né cedimenti.

Chi ha conquistato i risultati che un accordo per quanto limitato sancisce? La forza degli operai e i delegati più combattivi.

Il fatto innegabile che non si è conquistato tutto rende vano questo sforzo? Solo chi sottovaluta la guerra che è stata combattuta può avere dubbi, per noi la lotta di Melfi, malgrado minacce, manovre e malgrado la delegazione alla trattativa non abbia voluto usare la forza messa in campo per ottenere di più e meglio, rimane un compromesso di cui gli operai possono andare fieri, un compromesso imposto al nemico dalla forza operaia.

Una vittoria dopo anni ed anni di sconfitte, di indietreggiamenti, di accordi dove bisognava sempre dare qualcosa. La valutazione dei risultati di qualunque battaglia si fa sulla reale consistenza delle forze in campo, sulla compattezza del proprio esercito e di quello avversario, sulla situazione di partenza e di arrivo, nessun serio gruppo dirigente che ha condotto la lotta può sfuggire a questa analisi.

A valutare per primi positivamente il compromesso raggiunto dovevano essere proprio i delegati operai più combattivi, gli operai chiudevano a loro favore un braccio di ferro con la FIAT, era il risultato che essi avevano conquistato sul campo. Il fatto che la trattativa era stata gestita da altri non ha potuto cancellare questa realtà, altrimenti perché aver lottato tanto e così duramente se l’ultimo sindacalista compromesso poteva rendere inservibile una lotta del genere?

Una parte dei sindacalisti operai ha scelto di differenziarsi, ha puntato sui limiti dell’accordo ed ha chiesto agli operai di bocciarlo, ha regalato così la paternità del risultato raggiunto proprio a coloro che lo hanno sabotato fin dall’inizio. L’accordo di Melfi e la lotta che lo ha prodotto sono ora una medaglia che tutti i sindacalisti filopadronali, dalla Fim alla Fiom si appiccicano sul petto sbandierando il risultato del referendum con il 77% di voti a favore.

Ma il 23% di operai che hanno votato contro sono una forza, sono coloro che volevano di più e meglio, e il rischio più grosso che si corre oggi è che questa divisione fra i favorevoli e i contrari divida il fronte degli operai che compatti hanno lottato contro la Fiat. Sarebbe stato mille volte meglio che questi operai di prima fila si assumessero senza riserve il merito del risultato ottenuto e dei limiti ancora da conquistare, conservando anche nel referendum il proprio esercito unito e compatto. Nessuno avrebbe impedito loro di fare i conti con chi al tavolo della trattativa aveva ceduto.

Ma nessuno se non gli operai stessi si occupano della loro unità, i sindacalisti alternativi sono invece stati subito pronti a differenziarsi, ognuno ha voluto contare i propri iscritti, a costo di sacrificare una lotta esemplare come quella di Melfi e regalarne il risultato vittorioso ai sindacati compromessi.

Meno male che il sindacalismo operaio non ha bisogno di una mini organizzazione propria, si costituisce ovunque gli operai lottano per i loro interessi generali, il suo unico problema è un esercito operaio unito, la lotta contro i padroni fino alla fine, la resa dei conti con i borghesi grandi e piccoli che oggi gestiscono le diverse organizzazioni sindacali.

Gli operai di Melfi hanno vinto perché hanno esercitato nei fatti un nuovo tipo di sindacalismo, quello operaio.

Associazione per la Liberazione degli Operai
fip 22/05/04 Per contatti scrivere: Via Falck, 44 20099 Sesto San Giovanni (MI)

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