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10 maggio. Greenpeace blocca gli impianti di soia OGM.

Publie le martedì 11 maggio 2004 par Open-Publishing

Dopo il blocco della nave al largo di Chioggia continua la battaglia di
Greenpeace contro gli ogm: occupati gli impianti di raccolta di Ravenna
della soia per mangimistica animale e per l’industria alimentare.
www.greenpeace.it
renato

GREENPEACE BLOCCA IMPIANTI OGM A RAVENNA: PORTO DIVENTI OGM FREE

Roma, 10 maggio 2004 - Mentre continua al largo di Chioggia il blocco da
parte della nave di Greenpeace "Esperanza" della nave coreana con a bordo
40.000 tonnellate di soia Ogm dall’Argentina, nuova azione dimostrativa
questa mattina.

All’alba una settantina di attivisti di Greenpeace hanno occupato due dei
principali impianti dove viene scaricata soia a Ravenna. Recentemente,
Greenpeace aveva raccolto dei campioni di soia da uno dei magazzini ed
effettuato il test che si è rivelato positivo: la soia si è dimostrata
geneticamente modificata.

Attivisti da Italia, Spagna, Austria, Finlandia, Danimarca e Norvegia stanno
bloccando tutti i cancelli degli stabilimenti, altri si sono arrampicati
sulle gru bloccandole, altri hanno appeso sui silos uno striscione di 20
metri
con scritto "No al cibo Ogm".

Greenpeace vuole che il porto di Ravenna diventi Ogm free e che cessi
l’importazione di soia Ogm in Italia.
Ravenna è il principale punto d’ingresso degli Ogm in Italia. Dei 4.2
milioni di tonnellate di soia che l’Italia importa ogni anno per la
mangimistica animale e per l’industria alimentare, quasi la metà arriva a
Ravenna.

"La soia ogm viene coltivata per i profitti di poche multinazionali come
Bunge, Cargill e Dreyfus.Queste aziende insieme ad altre minori controllano
il mercato e potrebbero nel giro di un anno garantire la fornitura Non Ogm
per ogni importazione a Ravenna e per tutta Italia se solo lo decidessero.
Quindi perché continuano a importare soia ogm?" commenta Federica
Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace.

Altre domande che Greenpeace pone alle aziende sono: Tengono la soia Ogm
separata da quella non Ogm? Quali aziende alimentari usano la soia Ogm e per
quali prodotti? Vogliono impegnarsi a rendere Ravenna Ogm free, primo passo
per bandire tutte le importazioni di Ogm in Italia, come vogliono i
consumatori
italiani?

I dirigenti della Bunge/Cereol di Ravenna, la principale azienda italiana
che trasforma soia, hanno comunicato a Greenpeace di essere Ogm free, ora,
perchè importano soia convenzionale dal Brasile, ma anche che potrebbero
riprendere ad Ottobre l’importazione di Ogm. L’azienda ha altri due
stabilimenti in Italia, a Porto Marghera e Ancona ed importa anche farina di
soia Ogm dall’Argentina.

"Quasi l’intera soia coltivata nel nostro Paese è Ogm e questo è
diventato un incubo ambientale e sociale- assicura l’argentina Daniela
Montalto, di Greenpeace, - Oltre 14 milioni di ettari di monocolture a
soia Ogm stanno distruggendo l’ecologia del suolo e le foreste primarie,
mentre migliaia di piccoli agricoltori che coltivavano per i loro consumi
vengono cacciati dalle loro terre. Mentre pochi esportatori fanno fortuna
all’insegna del "soia e champagne", la realtà degli agricoltori è pesticidi
e fame"

Tutte e tre le navi di Greenpeace, intanto, continuano a battersi per un
unico obiettivo, fermare gli OGM: la nave "Esperanza" da ieri impegnata a
Chioggia nel blocco, il rompighiaccio "Arctic Sunrise" in Brasile e
l’ammiraglia "Rainbow Warrior" in Australia.

IMMAGINI VIDEO DISPONIBILI
FOTO IN ALTA RISOLUZIONE DISPONIBILI SU: www.greenpeace.it