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Bullismo e Mobbing, i rischi in ambito scolastico. Report di un Convegno

Publie le giovedì 19 maggio 2011 par Open-Publishing

Si è tenuto martedì 17 maggio 2011 a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità un interessante convegno dal titolo “I rischi in ambito scolastico: il bullismo e il mobbing. Modalità di azione e aspetti di genere”. L’iniziativa è stata organizzata dallo stesso ISS in collaborazione con la Rete Scolastica del XXXI distretto (una zona che raccoglie i comuni della Flaminia fino a Fiano Romano).

In apertura del Convegno, moderato dalla dr.ssa Mirella Taranto, capoufficio stampa dell’istituto Superore di Sanità, ha preso la parola il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Olga Rovere” di Rignano Flaminio, prof.ssa Maria Teresa Manara. Dal punto di vista del dirigente di Rignano Flaminio, i tre rischi maggiori in ambito scolastico sarebbero “Pedofilia”, “Bullismo” e “Mobbing”. Il problema della pedofilia, inteso anche come false accuse di pedofilia, sarebbe prevalente nella scuola dell’Infanzia e nella scuola primaria. Il fenomeno del Bullismo prevarrebbe invece nella scuola secondaria di primo grado. Esso si può presentare anche nella scuola primaria soprattutto nelle classi quarte e quinte. Riguardo al Mobbing, “Vi posso assicurare – ha aggiunto la prof.ssa Manara- di aver visto casi tipici di mobbing che coinvolgono in particolar modo il genere femminile. Inoltre, poche volte gli episodi di razzismo vengono rilevati come tali e spesso vengono intepretati diversamente (ad esempio come atteggiamenti dovuti ad antipatia personale)”. A conclusione del suo intervento il dirigente dell’istituto “Olga Rovere” ha lasciato aperti due interrogativi:
(1) “Come valutare la misura di questi rischi” (2) “E’ possibile la prevenzione?”

Maria Antonietta Ruggiero, docente di Pedagogia presso l’Università degli studi di Roma Tre, ha descritto il lavoro svolto da una Commissione di Studio voluta nel 2007 dall’ex Ministro dell’Istruzione on. Fioroni per conoscere l’estensione del bullismo nelle scuole italiane, un fenomeno che allora sembrava diffuso in maniera capillare.

La docente di Roma Tre ha detto: “La Commissione nazionale composta da 40 persone, tra insegnanti, rappresentanti di associazioni di genitori, ricercatori universitari, si è mossa su tre direttive: 1) Conoscenza del bullismo; 2) Studio della normativa; 3) Monitoraggio dei sistemi di lotta al bullismo adottati nelle scuole; Quest’ultima attività di monitoraggio è stata da me proposta e portata avanti con fatica e con tempi lunghi a causa della scarsa collaborazione delle scuole. Si è trattato di un lavoro che ha coinvolto 10mila scuole sul territorio nazionale e sono stati elaborati 20 rapporti regionali. Ci sono state notevoli difficoltà nella partecipazione perchè molte scuole tendevano a non restituire le griglie del monitoraggio se non dopo molte sollecitazioni. Soltanto nel 2009, dopo quasi due anni, ho potuto avere in mano le risposte di un campione rappresentativo”. Chi volesse approfondire e conoscere i dettagli della ricerca può farlo andando sul sito www.smontailbullo.it .

L’esigenza del monitoraggio nasce dall’esigenza di rilevare l’aspetto problematico che vive la scuola e quante energie disperde per mancanza di qualcosa che non viene data alla scuola stessa. Sul bullismo tutte le scuole si sono date alla prevenzione. “Fare tutta questa prevenzione è come sparare ai canarini con l’obice” ha detto la prof. Ruggieri. Dai rapporti emerge che il fenomeno del bullismo… LEGGI TUTTO su:
http://www.ciardullidomenico.it/ARTICOLI/Ambito_scolastico_rischi.htm