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Giuliano Giuliani sull’esproprio proletario...

mercoledì 10 novembre 2004

Ho ricevuto alcuni commenti all’esproprio e aggiungo il mio.

Storicamente le metodologie sono diverse.

1) le orde assaltano i forni, l’avanguardia, pronta nel seminterrato, si mette alla testa e guida (leninismo puro).

2) si preparano pazientemente le orde all’assalto con la guida formativa
e politica dell’avanguardia (gramscismo puro).

3) si discute a lungo su chi deve guidare e rappresentare le orde, con la cabina di regia e il portavoce unico, mentre le orde si disperdono. scazzate e umiliate (dalemismo puro).

4) se le orde non ci sono proprio ci si inventa il sostituto minoritario per dare l’esempio e sollecitarne l’improbabile discesa in campo (spontaneismo
cazzuto).

I brividi nella schiena mi vengono quando leggo di "un’iniziativa comunicativa
di contrattazione sociale con una delle grandi catene commerciali... annunciata
pubblicamente... trattata sul posto con la direzione aziendale e con i funzionari
di polizia presenti (che in questo caso non vengono chiamati sbirri)".

Cioè:
la prossima volta le orde contrattano, trattano, comunicano e ammansiscono
gli "sbirri" con un paio di carrelli spesa.

Se qualcuno poi la chiama "lotta di classe" mi pare il caso di chiamare
il 118!

Messaggi

  • hai perfettamente ragione.E’ diverso occupare una casa perche’ non ce l’hai o perche’ non puoi pagare un affitto con l’andare a rubare le telecamere digitali a Panorama.Nel primo caso e’ una questione di forza maggiore ed e’ un atto legittimo perche’ la casa e’ un diritto basilare nel secondo caso passi da soggetto politico cosciente a pezzente organizzato.La roba rubata ai padroni non la voglio.Non perche’ sacralizzo la proprieta’ privaia figurati, quelli che hanno dieci case ed un solo sedere li manderei a zappare.Il fatto e’ che accettando una scorciatioa del genere si rinuncia in qualche modo a lottare veramente per i propri diritti.Non voglioo l’elemosina dei 300 euro al mese agli indigenti della giunta Bassolino che non fa altro che riprodurre miseria ,non voglio le elemosine dei mille euro a figlio e nemmeno le razzie al supermercato.Voglio essere messa in condizione da lavoratrice da mile euro al mese con tre figli a carico e marito disoccupato di avere una casa mia, di poter mangiare fare la spese senzxa problemi e poter garantire ai miei figli un avvenire decente in un Paese libero democratico e tollerante.Per far questo occorre assolutamente mettere al centro aumenti salariali uguali per tutti, un reddito minimo di inserimento per disoccupati e precari (non una elemosina un salario)interventi sei di sostegno per le fasce deboli della popolazione.LA SINISTRA SI DEVE METTERE IN TESTA DI COSTRUIRE UN PROGRAMMA ALTERNATIVO PER UN ALTRO MONDO POSSIBILE che rompa con il predominio del denaro e della mercificazione della vita.Produrre sempre di piu’ lavorare sempre di piu’ per consumare sempre di piu’ non e’ arricchirsi.Oltretutto ci rimette l’ambiente.Riciclando e riusando le mille cose che ci servono,attraverso lo scambio sociale,potremmo ridurre il consumismo e avremmo la possibilita’ invece di lavorare meno e vivere di piu’. Ridistrivuore la ricchiezza in modo equo e solidale e’ l’imperativo della sinistra in questa epoca storica.
    donatella dipendente pubblica,iscritta RdB Roma