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I MOKBEL: QUESTI SCONOSCIUTI?

domenica 19 settembre 2010

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SERVIZI SEGRETI, BANDA DELLA MAGLIANA, NDRAGHETA-CAMORRA, NEONAZISMO, MASSONERIA, RAPIMENTO MORO, DI GIROLAMO E... SOLDI, TANTI SOLDI, NERISSIMI

L’ex senatore Di Girolamo - PDL - è stato condannato a 5 anni e alla restituzione di 2.5 milioni di €, riciclava, pagava la ’ndrangheta per farsi votare-eleggere, difatti c’era riuscito, usava i soldi del fondo per gli Italiani all’Estero per i suoi personalissimi progetti di carriera politica… In poche parole un ladro mafioso.
I cinque anni che deve scontare non li farà in galera, ma a casa sua. E’ agli arresti domiciliano. Quasi con certezza tra poco sarà libero cittadino perché con indulto, condizionale e qualche altro azzeccagarbuglio ad hoc lo "ripuliranno".
Come già ho scritto: lui non si chiama Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva… non si chiama neppure Carlo Giuliani, non è Rom, Senegalese o Etiope, neppure "squadrista" delle Agende Rosse, come le hanno definite Bersani-Fassino, che contestano Schifani e lo Stato nella Mafia.
Ma quello che è emerso nelle cronache di questa squallida storia di appropriazione indebita, politica e criminalità organizzata e solo una piccola parte, perché un nome è rimasto quasi nell’ombra, come lo è stato da sempre: quello di Gennaro Mokbel.
E chissà poi perché quando si deve parlare di neonazisti legati alla massoneria, ai Servizi, a segreti di Stato, a potenti manovratori nell’Ombra… se ne parla poco e male, soprattutto non se ne parla.
Gennaro Mokbel non è uno sconosciuto.
Lo conoscono bene in tanti, troppi. Lo conosce anche Di Girolamo, talmente bene che si faceva picchiare e trattare da schiavetto da lui [testimonianaza resa dall’ex senatore agli inquirenti].
Lucia Mokbel, la sorella del neonazista, avrebbe sposato il figlio di Michele Finocchi, ex capo di Gabinetto del SISDE fino al 1991, coinvolto nell’inchiesta sui fondi neri quando Maurizio Broccoletti ne era amministratore.
Nel 1993, dopo aver fatto una fulminea carriera arrivando alla Direzione dei Servizi Civili del Viminale, decise di rendersi latitante.
I Mokbel hanno forti legami con il Servizio Civile, la Banda della Magliana e il terrorismo si estrema destra.
In base ad intercettazioni telefoniche dei ROS su Gennaro Mokbel, durante le indagini, lo stesso si vantava di essere sulla linea di arrivo per ottenere la più elevata onorificenza massonica: il 33° della Loggia di Palazzo Giustiniani.
Per capirci meglio, il 33° grado viene concesso solo a pochissimi "eletti", il numero si può contare sulle dita di una mano: Giovanni Agnelli pare fosse un trentatrè, lo potrebbe essere, è solo un esempio, Andreotti…
Dunque Mokbel al telefono dice che sta per diventare un potentissimo massone. Ma il "Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia", Gustavo Raffi, appena la notizia è apparsa nelle cronache, ha subito smentito: "Respingiamo con fermezza qualsiasi riferimento che colleghi Gennaro Mokbel alla massoneria di Palazzo Giustiniani: nel nostro tempio non c’è gente del genere".
Ma i Grandi Maestri dissero le stesse cose quando si seppe della Loggia P2 di Licio Gelli: non sapevano, non avevano autorizzato nulla, scomunicarono con parole. In realtà: sapevano, avevano autorizzato e se ne guardarono bene dallo scomunicare per anni e anni. Carta canta e i documenti ci sono. Licio Gelli chiese ed ottenne dai "Venerabili" il permesso di aprire la sua cupola golpista, li informò di quello che era il programma.
Tra le affermazioni di "Venerabile" e uno squallido neonazista, mi costa doverlo dire [moltissimo], ma io credo di più al secondo.
Un ex compagno di scuola di Gennaro Mokbel lo avrebbe definito "un ladro di merendine, che rubava la colazione ai cocchi di mamma per poi sfidarli ad andarsela a prendere. Un bullo, una specie di ras del quartiere che una volta chiuse la professoressa sul balcone dopo averla legata ad una sedia."
Ma il 23 febbraio 2010 il nome di Mokbel ottiene le prima pagine, finalmente!
Partono gli arresti e il giornalismo ingessato è costretto a parlarne.
Viene alla luce una maxi truffa legata al riciclaggio che coinvolge importanti società di Telecomunicazioni, politici ed imprenditori.
Una truffa con l’architettura delle "scatole cinesi", società "vuote" che vendevano servizi telefonici inesistenti con la complicità di due big delle TLC, che arrecano allo Stato un danno per 365 milioni di euro.
Ma l’indagine va oltre; emerge pure il coinvolgimento della ’ndrangheta che avrebbe fatto "favori" elettorali a vantaggio di un senatore eletto nel 2008 dagli italiani all’estero.
Il motore di questa vedeva come perno l’imprenditore romano Gennaro Mokbel, con trascorsi nell’estrema destra eversiva. compagno di scuola di Francesca Mambro e amicizie nella Banda della Magliana.
E se un assassino criminale come De Pedis ottiene di essere sepolto come un santo o pontefice nella basilica di sant’Apollinare, non dobbiamo meravigliarci di un Mokbel 33° massonico!
Per la vicenda di Marrazzo ritorna prepotentemente alla memoria via Gradoli, lì ci stanno le trans adesso, ma quella via ci porta diretti al rapimento Moro. C’era un covo delle "BR" lì. Ritorna in mente anche un cognome: Mokbel. E una certa Lucia Mokbel che abitava al civico 96, accanto all’interno 11, base operativa delle BR di Mario Moretti.
Potrebbe essere un caso, due cognomi simili… può capitare.
Invece no: proprio l’avvocato di Gennaro Mokbel conferma che Lucia e il suo assistito sono fratello e sorella.
Il nome Lucia Mokbel ha una certa sua importanza nel caso Moro.
Il 18 marzo 1978, la sorella di Gennaro, avrebbe indicato ad alcuni agenti, che si erano recati in via Gradoli per dei controlli all’interno 11 [base delle BR], che la notte precedente senti "dei segnali ’morse’ sospetti". Per questa ragione consegnò ai poliziotti un biglietto pregandoli di farlo avere al commissario Elio Cioppa [il suo nome è nell’elenco degli iscritti alla P2] amico della donna. Quando Lucia Mokbel incontrò Cioppa in un ristorante seppe che quel messaggio non gli era mai stato consegnato.
Lucia Mokbel, nel periodo del rapimento e uccisione di Aldo Moro, conviveva con Gianni Diana.
Diana era una ragioniere che, per sua stessa ammissione, aveva "in uso l’appartamento all’interno 9" da circa due mesi, pochi giorni prima dell’agguati di via Fani, era domiciliato in via Ximenes 21 presso lo studio del commercialista Galileo Bianchi e lavorava insieme ad un’altra inquilina di quello stabile, Sara Iannone.
Bianchi, dopo soli tre giorni dalla scoperta della base brigatista, divento amministratore della società Monte Valle Verde srl, immobiliare proprietaria degli appartamenti di Diana e Iannone.
Con l’inchiesta legata allo scandalo fondi neri del Sisde-ex direttore Maurizio Broccoletti si scopre che la Monte Valle Verde era una delle società riconducibili ai Servizi Segreti e che ben 24 dei 66 appartamenti delle due palazzine erano di proprietà di 3 società [tra le quali la Monte Valle Verde] fiduciarie del SISDE.
L’interno 11, la base BR, era di proprietà du un privato, l’ingegnere Ferrero, marito di Giuliana Conforto, padrona di casa dell’appartamento di viale Giulio Cesare dove furono arrestati Valerio Morucci e Adriana Faranda.
Un sequenza infinita di ambiguità e bugie, depistaggi, miri di gomma fu stesa su quelle palazzine e su alcuni dei suoi abitanti.
Oggi si viene a scoprire che un filo lega Gennaro Mokbel all’eversione di destra e alla Banda della Magliana. La Banda della Magliana fu "interessata" dalla camorra nella ricerca della "prigione del popolo" dove era segregato Aldo Moro.
La risposta che la Banda della Magliana fece avere al Servizio Segreto Clandestino "Anello" fu: "cercate in via Gradoli".
Il primo ad indicare agli investigatori via Gradoli fu Benito Cazora, deputato della DC, uno dei pochi che si impegnò davvero a fondo per tentare di fornire aiuto per liberare Moro.
Alla fine di maggio, Cazora, fu portato da personaggi in contatto con la ndrangheta sulla cassia, nei pressi di via Gradoli. Chi lo accompagnava, all’imbocco della via gli disse: "E’ questa la zona calda."
Il deputato riferì alla questura le informazioni avute, gli fu assicurato che sarebbero stati fatti dei controlli. Il giorno dopo, Spinella chiamò Cazora e lo informò che le verifiche avevano dato esito negativo.
Lucia Mokbel parla di una perquisizione avvenuta all’interno 11 il giorno 18 marzo. Sarà avvenuto pure qualcosa quel giorno, ma non certo una perquisizione!
Nel verbale del 18 aprile, poche ore dopo la scoperta del covo, la Mokbel parla di una perquisizione avvenuta circa 20 giorni prima.
La signora Damiano [la stessa che diede l’allarme per l’acqua che si era infiltrata dal piano di sopra, l’abitazione di Moretti] e almeno un altro testimone parlano di controlli da parte di agenti in borghese fatti tre settimane prima.
I controlli avevano interessato tutti gli appartamenti dei due stabili.
Si da però per scontato che quei controlli avvennero il 18 marzo.
Ma perché proprio quella data?
L’interrogatorio congiunto Mokbel-Diana ebbe luogo in Questura alle 14.30. Alle 21.30 vi fu un secondo verbale reso al vice Questore aggiunto Nicola Simone del solo Diana che retrodatava il racconto della Mokbel al 18 marzo.
Diana fu molto esplicito: "un paio di giorni dopo il rapimento dell’onorevole Moro".
I dubbi non sono stati chiariti.
Quel 18 marzo che cosa successe?
Perché i controlli dei quali parla Lucia Mokbel devono essere fatti coincidere per forza con quella data?
I legami Servizi-Diana-Mokbel-Banda della Magliana-camorra risalgono già al 1978 o sono successivi?
Fonti: Corriere della Sera
Settimanale "A"
Il Fatto Quotidiano
La Repubblica
Web

Lucio Galluzzi
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Messaggi

  • Bah, che la banda della Magliana indicò "Via Gradoli" - dove peraltro non era custodito Moro, che era invece in Via Montalcini - è una leggenda metropolitana.

    I vari "pentiti" della Magliana su questa cosa sono stati chiarissimi e concordi tra loro ...

    Erano stati incaricati da Nicolino Selis, all’epoca compagno di cella di Cutolo, di fare ricerche sulla "prigione" di Moro .... in primo tempo indugiarono ( " che semo guardie noi ?" sembra che disse De Pedis ), poi - prima ancora di cominciare seriamente le ricerche - quell’incarico fu loro ritirato dallo stesso Cutolo ( "Lasciate perdere, la DC lo vuole morto").

    E lì finisce il ruolo della Magliana rispetto al caso Moro ...

    Il resto sono invenzioni giornalistiche, "suggestioni" da "complottisti", ma soprattutto l’interesse politico, per gli eredi del Pci, di allontanare dal proprio album di famiglia ( come giustamente disse la Rossanda) le BR .... e di associarle invece strumentalmente a tuttaltre cose, Magliana compresa ...

    Mokbel, comunque, nel 1978 era poco più che un adolescente ...

    Ed allora era schierato a sinistra ... si definiva anarchico ... in verità era solo un bulletto esaltato ed un pò mitomane che tutti evitavano perchè aveva l’abitudine di declamare a voce alta la necessità della lotta armata, persino sugli autobus .... cosa, in quel clima di "caccia alle streghe", assai pericolosa per i suoi potenziali interlocutori ...

    Il suo avvicinamento alla destra eversiva avviene intorno a fine 1979 ... ed è opera di Francesca Mambro, che non era sua compagna di scuola - ha qualche annetto più di Mokbel - ma semplicemente abitava nel suo stesso condominio ...

    Comunque Mokbel era considerato inaffidabile anche per i Nar ... Fioravanti non lo volle nel gruppo del quale infatti non fece mai parte ...

    Si rifece, dopo una esperienza di tossicodipendenza, anni dopo con le prime aggregazioni romane di naziskin ... ma anche qui, sia pure per motivi diversi ( le sue origini arabe, il padre era egiziano), in un ambiente molto più razzista rispetto a quello dei Nar ( dove invece aveva militato anche Giorgio Vale, figlio di una africana e lui stesso di colore), si trovò emarginato e poco preso in considerazione ....

    Quello che succede dopo è effettivamente un mistero ... come avrà fatto un personaggio così pazzoide e del tutto inaffidabile a scalare i ruoli di certa malavita paramafiosa e strettamente legata ad ambienti di potere, mi sembra francamente un qualcosa di inspiegabile ....

    Senza volerne assolutamente sminuire le responsabilità ... che sembrano del tutto provate ... credo comunque abbia spesso usato l’arma del bluff, del millantato credito, delle fanfaronate che lo hanno sempre contraddistinto ....

    Insomma, certamente un pessimo personaggio, che per quanto mi riguarda potrebbe anche marcire in galera fino alla fine dei suoi giorni ... ma non mischiamolo a cose più grandi di lui ... Moro, la Magliana, la strage di Bologna ...

    Sarebbe certamente un "depistaggio" rispetto alla ricerca della verità vera ...

    K.

    • Dimenticavo .... quanto a mitomania la sorella di Gennaro Mokbel - pure lei passata da posizioni di sinistra ad altre di destra - non è certo da meno da lui.

      Sta storia dell’ "alfabeto morse" usato in Via Gradoli ( perchè mai le BR avrebbero dovuto usare l’afabeto morse ?) non è mai stata confermata da nessuno, nemmeno dal suo convivente di allora ...

      Niente di più facile che l’episodio non sia mai avvenuto ... e che la tizia, appunto mitomane, l’abbia tirata fuori per protagonismo solo dopo la scoperta del "covo" BR in via Gradoli ....

      K.

    • Quanto al rifiuto, da parte di Fioravanti, di arruolare Mokbel nei Nar, c’è pure un particolare curioso ... ma anche alquanto illuminante ...

      Fioravanti, a differenza della sua futura moglie, sospettava che fosse proprio Gennaro Mokbel, nel suo periodo pseudo-anarchico, l’autore di un maldestro tantativo di attentato incendiario alla porta della famiglia Mambro ... indubbiamente, per fare questo attentato, non avrebbe avuto bisogno nemmeno di uscire dal portone di casa ...

      E, altrettanto indubbiamente, questa ipotesi poteva pienamente quadrare con psicologia malata e la mitomania del giovane Mokbel ....

      Rendiamoci quindi conto di che personaggio stiamo parlando ... capace realisticamente di qualunque bassezza e follia ... ma poco credibile invece come "gestore" di chissà quali trame ... oltretutto quando aveva solo 16-17 anni ...

      K.

    • Eh,
      quante sicurezze per una K. che si firma solo così.
      Mettiamoci la faccia e i nostri nomi dai.
      Io lo faccio.

      P.S.: Deduco che tu abbia letto i verbali d’interrogatori,
      visto i filmati, spulciato bene tra le biografie dei personaggi,
      i punti fermi o meno, e ce ne sono ancora molti altri, tanti,
      come ad esempio il "parcheggio" della R4 con il corpo di Moro di
      fronte ad un certo palazzo.
      Forse non è così importante fermarsi al generale, ma certi particolari,
      apparentemente stupidi, chiamarli leggende metropolitane mi fa specie.
      Forse è leggenda metropolitana pure che Moro sia stato rapito?
      Mah.
      Che Brigate Rosse bizzarre quelle di Moretti.

    • Si, conosco abbastanza bene gli atti di tutti i processi relativi al caso Moro ... e, per quanto attiene Mokbel, all’epoca mi occupavo di controinformazione ...

      Anche la storia del "palazzo", immagino palazzo Caetani, davanti al quale fu parcheggiata la R4 in via Caetani è una "suggestione" .... la R4 fu parcheggiata lì per un motivo simbolico semplicissimo ... era proprio a metà strada tra la sede nazionale della DC, Piazza del Gesù, e quella del PCI, in via delle Botteghe Oscure ...

      Il resto è noia, "complottismo" di bassa lega, e mistificazione del PCI tesa ad allontanare da se stesso e dalla propria storia l’immagine delle BR.

      E, sia chiaro, il mio giudizio politico sulle BR è severissimo .... hanno largamente contribuito ad interrompere quel lunghissimo 1968 ( il "decennio rosso") che era riuscito a cambiare significativamente l’Italia in senso democratico, socialmente progressista e maggiormente libertario in tema di diritti civili ...

      Ma non hanno fatto questo perchè erano servi della Cia, del Mossad o del Kgb ( anche se con quest’ultimo, in epoca successiva al caso Moro, hanno inciuciato e come) ...

      L’hanno fatto perchè avevano una linea politica sbagliata ... così come avevano una linea sbagliata, dopo la guerra, i comunisti greci .... in tutti e due i casi storici si finì per favorire la reazione .... ma questo è appunto un giudizio storico/politico, non una suggestione complottista, più o meno interessata ....

      E comunque, che c’entra quel cazzaro di Mokbel in tutto questo ?

      K.

    • La reazione di norma no ha bisogno d’essere innescata, entra semplicemente in azione a prescindere. La storia comunista l’ha insegnato: con le buone o con le cattive, sbagliando o no le strategie, non ha mai potuto evitarla. E’ solo questione di forze in campo, altrimenti dovremmo sempre parlare di fallimenti e non sconfitte. Possibile che i comunisti non ne abbiano mai azzeccata una?

    • Beh, che la linea del PC greco nel dopoguerra ... quella di continuare la lotta armata appena vinta contro i tedeschi ... rivolgendo le armi contro gli Alleati ... fosse una follia mi sembra fuor di dubbio ...

      Così come fu follia l’ "attacco al cuore dello stato" delle BR, un avventurista salto in avanti rispetto ai livelli di contropotere operaio e di coscienza più ampia di movimento esistenti allora in Italia ...

      La "reazione" è certamente sempre in agguato, quando i comunisti indovinano la linea e quando la sbagliano ... ma sbagliandola è innegabile che la si aiuta ....

      Ma a nessuno è mai venuto in mente di teorizzare il fatto che il clamoroso errore politico dei comunisti greci fosse opera e conseguenza di "infiltrazione" della Cia, della massoneria ecc. ecc. ecc. ...

      Perchè per le BR invece si ?

      Oltretutto se la linea delle BR era indubbiamente sbagliata ... non è che quella del Pci sul "compromesso storico" risultò minimamente vincente ... anzi ... ed anche quella finì fatalmente per favorire la "reazione" ....

      K.

      P.S. Continuo comunque inutilmente a chiedere ... che c’entra quel cialtrone di Mokbel, che alla data del sequestro Moro non aveva ancora compiuto 17 anni, con questo discorso sui massimi sistemi dei "misteri" italiani ?

    • Sulle BR dovrai ammettere che ci sono dei dubbi però.

      Non a tutti i livelli certo, però ad esempio ci furono parenti che ricevettero indennizzi e "aiuti economici" considerevoli per il "sacrificio" dei parenti. Un pò come fanno oggi i fondamentalisti islamici oppure le mafie con i piccoli affiliati. Da dove prendevano tutti quei soldi? Da quelle quattro rapine che facevano? Certo come sempre la realtà è molto più variegata ed ha numerevoli spiegazioni, non una univoca.

      Sul comportamento del Partito Comunista greco del dopoguerra non sono d’accordo. In tutti gli stati "liberati" gli alleati si appoggiarono agli ex fascisti o peggio (vedi in Italia ad es. il Principe Junio Valerio Borghese che fu fatto liberare dal carcere) oppure alla malavita organizzata per controllare il territorio (sempre in Italia: Luky Luciano oppure la vicenda di Portella delle Ginestre).

      Tale situazione avenne in tutti i paesi europei. Inoltre gli Usa si inserirono prepotentemente nella vita pubblica di qst stati condizionando e controllando tutte le scelte (politiche ed economiche: Stragi di Stato, caso Mattei, vari tentati golpe e così via). Ad esempio la Gladio è un’organizzazione presente (con vari nomi) in tutta Europa. Una riappacificazione nazionale in qst termini fu, secondo me, un errore che scontiamo ancora oggi. Fu svendersi ad uno stato straniero, anzi ad un manipoli di nazisti statunitensi che fino ad un attimo prima avevano appoggiato Hitler anche economicamente (gli USA erano il principale partner commerciale della Germania Nazista, molta imprenditoria Usa era filo nazista, così come molti politici e banchieri, es. Prescot Bush, nonno dell’ultimo Bush).

    • Il problema non è quanto erano e sono cattivi gli Usa ...

      Continuare la lotta armata contro amerikani ed inglesi, per i comunisti greci nell’immediato dopoguerra fu oggettivamente un suicidio politico, un conto è quello che è giusto fare in assoluto, un conto è quello che è politicamente conveniente.

      Quanto alle BR, non so nulla di questi indennizzi ai parenti delle "vittime", immagino i brigatisti caduti.

      Certo comunque che le BR non fecero solo rapine, alcune anche molto clamorose e "ricche" ( quelle a Roma all’Enea ed al Ministero dei Trasporti) ma anche significativi sequestri di persona, con miliardi e miliardi di riscatto.

      Questo avvenne con l’armatore Costa, il cui riscatto servì per finanziare tutta l’operazione Moro, compreso l’acquisto in contanti del lussuoso appartamento di Via Montalcini dove fu "detenuto" ... ma anche dal sequestro Cirillo a Napoli uscirono fuori bei miliardi divisi a metà con la camorra di Cutolo che in quell’occasione fece da intermediario tra le BR e la DC.

      Poi, in assoluto non si può essere sicuri di niente.

      Ma ridurre un fenomeno di massa - furono circa ventimila gli inquisiti a vario titolo per il lottarmatismo di sinistra anche se molti saranno alla fine prosciolti o assolti - a puro "complotto" mi sembra francamente una cazzata.

      E soprattutto è un metodo di analisi che impedisce di capire la natura di un fenomeno che, gli attuali livelli di crisi socioeconomica, potrebbe, magari in forma diversa, anche ripresentarsi.

      Su Gennaro Mokbel faccio notare solo una cosa, è nato nel 1961 e quindi ai tempi del sequestro Moro aveva si e no diciassette anni.

      Che senso ha quindi mischiare, come si fa nell’articolo iniziale, cose così diverse tra loro, sia dal punto di vista temporale ma anche nelle oggettive dimensioni politiche ?

      Raf

    • No infatti non voglio assolutamente ridurmi al complottismo.

      Ho precisato all’inizio che forse ci può essere più di una risposta e che ci sono effettivamente alcune cose strane e poco chiare.

    • Mah, i processi ( ben 7) non hanno evidenziato nulla di particolarmente strano da parte delle BR ... salvo il non comprendere, al punto cui si era arrivati, che il rilascio di Moro sarebbe stato molto più politicamente producente per loro ...

      Ma erano stalinisti ... e quindi per definizione incapaci di uscire da certi schemi prefabbricati ...

      Di "strano", nella vicenda Moro, c’è stato soprattutto il comportamento delle istituzioni ...

      Ma questo è tutto un altro discorso ....

      Spesso si tende a mischiare tendenziosamente le due cose ... a creare una specie di "notte in cui tutte le vacche sono nere" ...

      Spesso questo avviene anche per finalità diverse e contrapposte ... ma tant’è ....

      E di tutto si tiene conto meno che degli atti dei processi ...

      K.