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I movimenti sono falliti perche’ i partiti non li hanno riconosciuti?

martedì 27 aprile 2004

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di Viviana Vivarelli

Leggo su questo sito http://www.inmovimento.it/
una delle accuse piu’ frequenti ai movimenti: hanno fallito perche’ i partiti non li hanno
riconosciuti. La querelle che i movimenti siano falliti perche’ non si sono mescolati al Potere e’
vecchia. Per me non ha senso. Ma ha senso per chi vede e capisce solo il Potere.
Questa e’ la mia risposta. L’ho messa anche nel blog del sito. Vorrei conoscere la vostra.

Non riesco nemmeno a capire questo articolo di Mauro Vespa sui Movimenti e ne sono fortemente
irritata. Non avrei voluto trovarlo qui. Per correttezza. Tutto il tono e’ obsoleto e mostra che
l’autore non ha la piu’ pallida idea di cosa siano i Movimenti e di come stiano incidendo sul tessuto
sociale e sulla storia. Si continua a pensare che gli unici referenti culturali, sociali e
politici di una societa’ siano quelli istituzionali, magari comprendendo anche partiti extraparlamentari
o da prefisso telefonico. La struttura gerarchica del potere e’ ben incuneata. Io sono il partito
dio tuo, non avrai altro dio all’infuori di me. Probabilmente si crede anche che lo scopo dei
movimenti sia quello di essere visti, riconosciuti e certificati dai partiti stessi! Gesu’, questo e’
peggio che ignoranza, quando non c’e’ cosa che sia piu’ lontana dai Movimenti che aspirare a un
riconoscimento politico, anzi l’avversione verso la politica praticata (o dovrei dire degenerata)
e’, nei piu’, totale e assoluto.

Il che significa che l’autore non e’ mai stato, per esempio, a una
sola riunione di Attac o di Lilliput, non ha mai sentito un no global, non ha letto nessun loro
libro, non ha mai sentito un Gesualdi, una Vandana Shiva, una Susan George, un Sacs, uno Zanotelli.
un Amartya Sen...non ha la piu’ pallida idea di cosa sia volontariato, non conosce le opere e i
piani e le trasformazioni mondiali fin qui operate. Insomma questo Mario Vespa e’ cresciuto nel
buio della stalla della partitocrazia, non ha mai aperto gli occhi su qualcosa di diverso, non lo
immagina nemmeno, non si e’ nemmeno accorto a cio’ che e’ successo, diciamo, negli ultimi trenta anni
nel mondo. I suoi paraocchi partitici gli fanno credere alle cosiddette istituzioni come a
divinita’, senza sapere che le cosiddetta divinita’ sono cadute da un bel pezzo e che non solo i
movimenti non vogliono il riconoscimento dei partiti ma spesso sono quanto di piu’ antipartitico si possa
immaginare.

La colpa del fallito rapporto tra questi due gruppi non e’ dei movimenti ma proprio
dei politici, che di cio’ che sta accadendo nel mondo non riescono a capire nulla perche’ nemmeno si
preoccupano di conoscerlo.
Faccio un esempio: fine dell’impero romano, primi secoli dopo Cristo, i cristiani sono
perseguitati, su di loro si dicono calunnie, vengono loro attribuite colpe inenarrabili totalmente inventate.
Mettiamo che uno scrittore di cronaca storica, un certo Maurus Vespasianus, scriva che costoro
sono dei falliti perche’ non sono riusciti a farsi riconoscere dall’impero, malgrado i loro sforzi
non sono riusciti ad entrare nel circuito della politica ufficiale e del potere di Roma. Ma credete
voi che lo scopo dei primi cristiani fosse quello di far parte del governo di Roma? di essere
ufficializzati dal potere?

O non credete piuttosto che essi si posero contro il potere proprio perche’
praticavano un nuovo stile di vita che era il risultato di un profondo cambiamenti di coscienza,
proponeva una rivoluzione del pensiero e del rapporto umano che era totalmente sconvolgente
proprio perche’ non era poggiata sul potere ma su un nuovo modello di vita che col modello imperiale non
avevano proprio nulla a che fare. E come si sarebbe potuto allora misurare i primi cristiani
proprio con la misura imperiale? Non si riesce a vedere il paradosso?
E capire che, finche’ quel modello di potere fosse sopravvissuto e quello stile di vita avesse
conservato la sua purezza non ci sarebbe mai stata compatibilita’? Eppure quel rivoluzionario stile
di vita si stava diffondendo come il vento proprio perche’ presentava l’appello a valori piu’ vivi
e veri?

E voi credete che il fatto che Roma fosse cosi’ avversa a una autentica rivoluzione
dell’anima dimostrasse il fallimento dei cristiani? I cristiani fallivano perche’ Roma li bruciava
sulle Croci? No, i cristiani vincevano, proprio malgrado quelle croci, vincevano non perche’
partecipavano alla politica o ne erano riconosciuto ma perche’ erano DIVERSI. Roma era molto generosa,
aggiungeva ai propri Dei tutti quelli dei paesi conquistati, c’erano 5000 divinita’ a Roma,
esattamente come ora cani e porci possono far parte del governo o del parlamento indipendentemente dalla
barbarie delle loro idee o delle loro azioni. Per allearsi non viene nemmeno richiesta una minima
base ideologica comune. Si possono fare le coalizioni piu’ bizzarre e disomogenee, basta avere la
stessa idea del potere, amarlo allo stesso modo, praticarlo allo stesso modo.

Bene, i no global hanno
questo di profondamente diverso: non sono attratti dal potere, non sono compatibili ne’
omologabili ad esso. Quello che Mauro Vespa nemmeno capisce e’ che i Movimenti stanno proponendo una nuova
visione di pensiero e lo stanno facendo a livello mondiale e non e’ lecito dire che il modello e’
perdente perche’ non ha avuto l’assenso dei partiti. Che senso ha questo discorso se il modello si
pone proprio contro i partiti? Vi risulta che in Italia i partiti siano a base democratica? Che si
propongano democrazia dal basso? Vi risulta che la direzione abbia un qualche rapporto con i suoi
iscritti? Che porti avanti i migliori e non i piu’ cortigiani? Che ascolti le piazze? Che sia
informata del mutamento storica epocale che e’ avvenuto? Che si interessi sinceramente dell’ambiente?

Che abbia un piano programmato di energie alternative? Che abbia ben chiaro il valore dei diritti
fondamentali della persona? Che sia disposta a tutto pur di salvarli e tutelarli? Che riesca a
fare a meno dei propri privilegi giuridici e finanziari in nome dell’uguaglianza di tutti gli uomini
tra loro? Che capisca bene il concetto di dover costruire una economia sobria opposta
all’economia globalizzata?

Che sia veramente pronta a tutto pur di diminuire le sperequazioni del mondo? Che
possa solo immaginare un mondo futuro senza la guerra? Un mondo futuro dove si vive in modo
economicamente diverso?
I Movimenti sono formati da milioni di persone che stanno praticando un altro tipo di vita,
consumi, produzioni, scambi, economie, norme di condotta, rapporti, idee, sentimenti, educazione.. un
mondo intero nuovo e rivoluzionario si sta sviluppando sotto il guscio obsoleto di un mondo
vecchissimo e Vespa mi dice che non hanno successo perche’ i vecchi partiti non ne sanno nulla.