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Il SFE di Atene: questo SCONOSCIUTO

Publie le mercoledì 10 maggio 2006 par Open-Publishing

E’ da qualche anno che sono impegnata nel movimento, da Genova in poi,
per essere precisa.
Genova ha segnato uno spartiacque, Genova ha aperto gli occhi, Genova è
stato un appuntamento europeo con echi internazionali, Genova ha
insegnato che i media siamo noi, noi con tutti i nostri limiti e la
nostra forza.
Ultimamente ho collaborato attivamente al sito italiano per il
collettivo Bellaciao, www.bellaciao.org, mi è sembrato e sostengo che
sia uno spazio libero e indipendente, dove poter comunicare e far
circolare le proprie e altrui idee. Nasce ad opera di italiani
residenti in Francia, si è allargato in Gran Bretagna, in Spagna,
sembra, e lo spero tanto, anche in Grecia.
E noi italiani, residenti in Italia? Resistenti.
Il Collettivo aveva realizzato nell’ambito degli eventi culturali al
Sfe la visione del film W Zapatero di Sabina Guzzanti, seguito da un
dibattito che mi vedeva coinvolta http://www.bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13414.
Sono arrivata in tempo all’appuntamento, affannata da questioni
personali e comunque non facilitata da uno spazio vastissimo dove si
svolgevano contemporaneamente decine di seminari ed iniziative, inoltre poco prima sapevo da Roberto Ferrario che non sarebbe potuto venire da Parigi per gravi questioni che coinvolgono il sito e il Collettivo stesso, questo è il
link del comunicato e per il Comitato di sostegno.
http://bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13471-

Parto da quest’appuntamento avvenuto il 4 maggio ad Atene. La sala era piena ,ho
conosciuto finalmente Giovanna Fassetta e Mariangela Casalucci del
Collettivo inglese,e poi Luciana Castellina, gli inviati-giornalisti
italiani Checchini e Mastandrea degli unici quotidiani che hanno parlato e raccontato di questo Forum attraverso il Manifesto e Liberazione, Sullo del settimanale Carta non si è visto e non so il perché, dal momento che l’ho visto all’uscita dell’hangar e poi i giorni successivi.
Le domande alla fine del film erano tantissime e non erano domande erano risposte, partecipazione, osservazioni, molte proprio di italiani residenti in Grecia. Parto da qui.

Il Social Forum Europeo di Atene, ha visto un’affluenza altissima di
donne e uomini dai paesi dell’Est europeo, i traduttori di Babels si
sono adoperati come dei matti a far conoscere le istanze di questi
ultimi e di tutti: il tema fondante e condiviso era il rifiuto della
guerra in corso e di tutte quelle paventate, delle occupazioni
militari, della violenza contro le donne, i migranti, gli oppressi dal
potere neoliberista, capitalista ed imperialista, la precarietà, la
Bolkestein , l’accesso ai beni comuni, la povertà, l’educazione,
l’informazione, la trasversalità con partiti e sindacati....
La manifestazione di sabato ad Atene è stata straordinaria, dicono le
fonti ufficiali 100.000 persone.
Gli organizzatori greci e gli italiani si sono trovati ad aprire il
corteo con il grande striscione di questo 4° Social forum.
Non abbiamo avuto tregua dai primi cento metri. Dapprima pochi
individui camuffati con cappucci e fazzoletti, vestiti di nero, con
panni nuovi e alcuni con kefia hanno cominciato ad affiancarci da
entrambi i lati. Da pochi singoli, sono diventati attacchi veri e
propri di decine, con lanci di oggetti vari, percosse, e lacrimogeni
della polizia. Non sono mancati i feriti, nel frattempo devastavano
vetrine di banche e noi eravamo a fare "resistenza" ormai distaccati
dal corteo, che non ha visto per fortuna niente ma sentito e lamentato
i gas che lasciavamo sulla scia. Chi erano? Non lo so e nessuno può
essere certo di saperlo, sono stati definiti anarcoidi, ma gli
anarchici hanno fatto un loro corteo; provocatori-fascisti-infiltrati?
Diversamente la polizia non ha caricato, se non fermando quelli che non poteva far finta di non vedere e rispondendo con continui lanci di lacrimogeni...
Sicuramente c’è stata una volontà precisa ed organizzata di spezzare e
colpire la parte iniziale del corteo.
Ho visto che in rete sono circolate le dichiarazioni conclusive del Forum Sociale Europeo, alcuni stringati resoconti, degli scarni commenti su Indymedia e qualche striminzito dibattito in liste. Ho appreso da questionari disponibili all’uscita dell’enorme struttura che ci ospitava, che contemporaneamente vi erano in altre zone di Atene spazi autogestiti, sconosciuti. La frammentazione e la divisione greca è risaputa, ma non ho ricavato emozioni diverse e positive dalle assemblee conclusive: una per tutte l’assemblea delle donne,sabato prima della manifestazione, iniziata con un ritardo di più di un’ora, con documenti e lavori dapprima condivisi e poi molto superficialmente riportati e con grandi diversità.
Anche la domenica si è avuta una gremitissima assemblea dei movimenti a conclusione di questi 4 giorni. Mi sono sembrati nel complesso intenti e documenti molto generici, letti per lo più dai vari riconosciuti portavoce. All’interno dei seminari l’atmosfera era molto diversa. Ricchi per lo più di testimonianze e lavori pregressi, proposte, in alcuni casi con forti ma appassionate contrapposizioni.
Ma non è emerso niente.
Sui media nazionali, sui media indipendenti.
Atene è rimasta una sconosciuta città in cui chi ha potuto, anche con grossi sacrifici è andato.
Al rientro non sono emerse affatto grandi curiosità di relazioni, di report, se non date ed appuntamenti per iniziative ufficiali in sedi ufficiali o date proposte per ulteriori manifestazioni.
Panorama piatto.
L’agitazione e il disagio sociale cresce,come la precarietà, anche
autonomamente e spontaneamente, in forme diverse e sconosciute ai più.
Noi quì in Italia, poco prima e poco dopo siamo stati forse presi da
ben altro...Le elezioni politiche, ora quelle amministrative, poi il
referendum sulla costituzione, poi il toto ministri, poi i funerali per
i soldati morti, poi ora ci si organizza per il 2 giugno...

Avevo titolato l’iniziativa di Bellaciao con: controllo informazione
libertà espressione. Quattro parole determinanti per il nostro vivere.

Per me sono rimaste parole, sopratutto per chi non sapeva nemmeno
l’esistenza di questo appuntamento europeo.
La protesta cresce nel mondo, si tenta di comunicare, si tentano delle
strade in cui camminare insieme.
E’ molto difficile solo vedere e intercettare le tracce di questo
Movimento di idee e persone.
Per chi lo voglia e lo possa realmente fare, dentro e fuori la rete.