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LA TRAMA DEL FILM "LAVORARE CON LENTEZZA"

lunedì 20 settembre 2004

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di KEOMA

Bologna, 1976. Radio Alice è la radio del movimento studentesco: fantasia, rifiuto del lavoro salariato, libertà sessuale e provocazioni culturali. Un mondo estraneo ai tutori dell’ordine e ai "bravi cittadini", ma anche alla maggioranza dei ragazzi delle periferie.
Come a Safagna, periferia Sud.

Due ragazzi sui venti, Sgualo e Pelo, possono solo sognare una via d’uscita dal quotidiano grigio e opprimente. Qualche volta per ovviare alla cronica mancanza di denaro fanno qualche "lavoretto" per un ricettatore locale, Marangon.

Questa volta, però, Marangon propone loro qualcosa di diverso... scavare un tunnel nel sottosuolo del centro. Obiettivo: la Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti.
I due, non senza tergiversare, accettano la rischiosa impresa.Ma, si sa, lavorare stanca. E per vivacizzare le lunghe ore notturne di "lavoro", i due portano nel tunnel una radiolina. Contro ogni logica, trovano una stazione: Radio Alice. Il "flusso creativo" dell’emittente diviene la colonna sonora dei colpi di piccone.

Una notte Pelo e Sgualo decidono di andare alla sede dell’emittente e...

Inizia così per i due ragazzi l’avventura in un mondo nuovo, eccitante. Nel giro di pochi mesi scoprono musiche mai udite prima, conoscono la possibilità inebriante della comunicazione libera.

E’ una situazione, però, destinata a non poter durare. La sfida rappresentata da questa crescente massa di giovani che rifiutano il lavoro e le istituzioni, che non sognano il posto fisso, né di farsi famiglia e consumare, è troppo rischiosa per un sistema vacillante.
Quando un carabiniere uccide uno studente durante dei tafferugli all’università, la rivolta a lungo covata esplode in tutta la sua tragica violenza.

Radio Alice ne è la colonna sonora. Dopo due giorni di scontri e barricate, la radio viene chiusa, accusata di aver diretto gli scontri via etere.

I ragazzi hanno perso la radio, gli amici, le donne.

L’appuntamento con la Storia, forse. Ma la sensazione di averci provato, quella lì non li abbandonerà più.
In attesa di provarci di nuovo.