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La legge Pecorella

venerdì 13 gennaio 2006

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di Viviana Vivarelli

Com’è noto B si fa fare le leggi dalla sua équipe di avvocati, molti dei quali sono parlamentari.

Poi fa votare le leggi alla fiducia, senza dibattito né emendamenti, forte della sua maggioranza parlamentare, a cui non fa piu’ da un pezzo riscontro elettorale.

E tutto questo dovrebbe essere considerato democratico!

Sorrretta da tale sistema, basato sulla violenza di una maggioranza meramente esecutiva, è arrivata la nuova efferatezza: la Legge Pecorella.

Un’altra legge ad personam, nel senso che favorisce solo il presidente del consiglio.

Pecorella è, lo ricordiamio, oltre che avvocato di B, anche presidente della commissione Giustizia alla Camera, quella, per intendersi dove si fanno leggi su misura per B., la sua saroria personale, che cambia le taglie seguendo il crescere dei suoi reati. Pecorella è quello che disse: ""Corrompere un giudice non è reato"o quantomeno "non rappresenta un fatto penalmente perseguibile tra il 1990 e il 1992", cioè nel periodo delle presunte tangenti che Silvio Berlusconi è accusato di aver versato, attraverso Cesare Previti, a due alti magistrati di Roma

Essa prevede che non si possa ricorrere in appello dopo una sentenza assolitoria di 1° grado, la Cassazione potrà guardare solo gli aspetti formali del processo senza dare valutazioni di merito.

Così chi ha un giudice compiacente che lo scagiona immediatamente è salvo per sempre, chi invece risultasse colpevole al primo grado può sempre ricorrere per 3 gradi di giudizio finché la prescrizione non blocchi il processo per scadenza di termini.

Tutto è congegnato per la liberazione sbrigativa di qualunque potente processato per reato.

E, se si pensa che a questo si aggiunge una magistratura non più organo indipendente dello stato ma organo di esecuzione dipendente dal governo, si ha il massimo del danno al diritto.

B contrasta addirittura una propria legge (14 maggio 2005) facendo e disfacendo secondo suo comodo.

"La maggioranza ha fatto terra bruciata della giustizia penale» (dice Nello Rossi, della Associazione Nazionale dei Magitrati. Ora, con la Corte Costituzionale in mano ai politici, i giudici dipendenti dal ministero e lo svuotamento della Cassazione, la distruzione del diritto è completa.

E tutto per tutelare l’impunità di B e soci.

La legge Pecorella è incostituzionale, ma quante leggi incostituzionali sonostate licenziate da Ciampi?

Siamo al punto che, per dire no a amnistia e indulto si chiedono i 2/3 del parlamento, per distruggere la stessa Costituzione basta un solo voto in più.

Da oggi accusa e difesa non sono piu’ in situazione di parità e chi ha subito un torto in violazione alla legge può sperare ancora meno che verità sia fatta.

La legge è stata distorta in modo da far vincere sempre e comunque il potente che venga accusato (ci aggiungiamo anche la potestà dell’imputato di ricusera il giudice naturale).

Chi difende il reo potente deve vincere per legge. La parte lesa invece ha torto a prescindere.