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Manu Chao : La Siberia che mi è stata narrata

mercoledì 17 novembre 2004

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Intervista a Manu Chao di Bellaciao

di Francesca Graneri

Manu Chao riappare come un folletto nelle librerie francesi, con Sibérie m’était
contée (La Siberia che mi è stata narrata), un disco allegato a un libro di disegni
di Wozniak, artista polacco trapiantato a Parigi. Il 23 settembre c’era stata
un’anteprima nelle edicole: un piccolo album di disegni di Wozniak con testi
poetici e sei canzoni di Manu in mini-CD. I 35mila esemplari erano stati venduti
immediatamente facendo del CD-libro un oggetto da collezione, rivenduto su internet
anche a cento euro. Manu si è arrabbiato molto per la speculazione e ha promesso
nuove copie al prezzo originario di 6,50 euro, in vendita sul
suo sito
, come l’edizione integrale a 23 euro. Non è prevista un’uscita del libro-CD in Italia.
Manu non desidera traduzioni, preferirebbe scriverne lui stesso una versione
italiana, ma ci vorrà un po’ di tempo.

L’operazione Siberia è stata curata da Corida, management di Manu, Zebda, Les Rita Mitsouko. Per Manu si sono lanciati nell’avventura libraria, l’edizione Mille Paillettes. Manu Chao ha anche prodotto il nuovo disco di Amadou & Mariam, coppia di musicisti ciechi del Mali. Dimanche a Bamako, questo il titolo, uscirà il 9 novembre con un DVD di immagini girate da Manu al Festival del Deserto del 2004.

Il libro disco è nato in un inverno passato a Parigi, a Siberie-Sur-Seine. Manu in fuga da Barcellona con i suoi libri, il suo studio di registrazione in valigia, il suo letto, via da una casa in cui c’era "il vuoto", dalla quale "strapparsi a malincuore (chi ha torto? chi ha ragione?)", perché "il mio cuore non è di nessuno, non appartiene neanche a me, l’amore è un piccolo gioco fragile...". "Chi salverà Madame Oscar? Si cerca sempre il suo assassino...".

Siberia è il simbolo della candida neve in un mondo sporco e spaventoso, Siberia è un corso d’acqua limpido come l’amore, un immenso paese perduto. Nel disco c’è una versione swing di Te souviens-tu? (cantata in duo nell’ultimo disco di Jane Birkin, Rendez-vous), una versione più energica di Dans mon jardin, già prestata a Les oreilles loin du front, compilation contro l’estrema destra del Ras l’front.

Ma le sorprese non sono finite. Il disco Sibérie è interamente in francese, intimista, malinconico, acustico, chitarre, fisarmonica, voci da bistrot, qualche suono vagabondo dal computer di Manu. E poi la tromba di Roy Paci e il trombone di Rosario Patania, siciliani del paese immaginario di Trompetie nella canzone Helno est mort, dedicata alla memoria dell’indimenticabile cantante de Les Négresses Vertes.

Manu non è tornato con frenesia, ma trascinato dagli eventi e dalle casualità. Da tempo teneva nel suo sacco da viaggio poesie, racconti. Wozniak ne è rimasto incantato e ha cominciato a illustrare le liriche segrete di Manu con i suoi disegni, sognanti e geometrici, di animali dagli occhi dolci ("Se Dio esiste... si nasconde negli occhi di una mucca"). Alla fine, sommerso da quei disegni, Manu ha ricominciato a cantare e a suonare con la chitarra nelle notti parigine in compagnia del compagno di bistrot, vero polacco che si perde a sognare dopo qualche grappa...

Nella "Chiraquie", Parigi è accerchiata dall’Africa e dal panico. Manu è tornato in città, "un regolamento di conti con il passato", che gli fa scrivere Petit Blues, dedicata al nipote Jaime, figlio di Antoine, suo compagno di avventure con la Mano Negra. "Da bambini eravamo re, un po’ più liberi. Ora quando guardo mio figlio, ricordo ciò che ho perduto, il gusto di ridere, di giocare con il vento. La vita è un piccolo gioco terribile, senza ritorno".

La Valse a sale temps è una ballata tenera e triste, una citazione della Canzone della guerra del ’14 del leggendario poeta e scrittore vagabondo Blaise Cendrars, monumento ai caduti di tutte le guerre (nel libro La Mano tagliata). C’è nel disco di Manu la Parigi di Fréhel, poetica e straziante cantante e attrice francese, morta in uno squallido hotel parigino nel 1951, dimenticata da tutti.

Il libro e il disco sono dedicati ai pescatori del Fiume Amore, ma la struggente malinconia che pervade le nuove canzoni di Manu è ereditata dalla poesia di Les Enfants du Paradis, un omaggio a tutti gli innocenti, che vivono in questo paradiso e inferno per gli angeli ("La vita è bella, il mondo è marcio..."), alla Parigi degli esuli e degli emigrati.

"Fa freddo. Nevica molto... Tutto ciò che prima non si vedeva, ora lo si vede nitido, sobrio, quasi nudo. E’ come qualcuno che si ravveda nella vecchiaia...". (Rainer Maria Rilke, Parigi, 20 novembre 1902).

http://www.kwmusica.kataweb.it/kwmusica/pp_scheda.jsp?idContent=121922&idCategory=2028

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