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Non è più sopportabile

venerdì 4 agosto 2006

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di Viviana vivarelli

Sbaglia chi crede che la liberazione di tanti poveracci ci possa far dimenticare la protezione ai reati finanziari o tenta di deviare l’attenzione dicendo che ci sono cose più gravi del recente indulto.

I furbetti del quartierone e i politici corrotti si sono parati il culo col più grosso conflitto di interessi mai visto. Non ci sono solo i 25 parlamentari condannati o i 68 incarcerati per reati finanziari ma una pletora di imputati eccellenti che copre Governo e Parlamento. Non solo Previti ma tutta la famiglia Berlusconi, Confalonieri, i deputati della Cdl, i consiglieri comunali, sindaci, assessori.... Un Parlamento fatto di delinquenti, avvocati di delinquenti, e amici e parenti di delinquenti ha condonato se stesso. Che anche Rifondazione abbia partecipato allo scempio è abominevole!

Il Parlamento ha fatto più che una legge ad personam, ha fatto una legge ad “bandam ad delinquere”. La criminalità si è corazzata, sventolando papi e falsa umanità. Ma, se l’umanità ci fosse stata e anche l’onestà, le Giovanardi, Bossi Fini e Cirielli.. nemmeno le avremmo viste.

Berlusconi, Fazio, Tanzi, Cragnotti, Consorte, Fitto, Fiorani, Moggi, Galliani, Vanna Marchi...

Si calpestano eserciti di risparmiatori fiduciosi, cittadini truffati, elettori circuiti, tifosi accalorati, lavoratori sacrificati, italiani rifiutati. E’ la Waterloo dei partiti che mostra la pappa delle propagande di facciata e la corda della collusione di fondo.
Cosa dovrebbe fare ora questo esercito di delusi?

Siamo il paese che batte il record dell’evasione, il primo in Europa per deficit e l’ultimo per speranza, sfracellato da cascate continue di scandali finanziari, che ha visto rimettere i controlli nelle mani dei controllati e le leggi nelle mani dei profittatori, che ha assistito alla degenerazione del diritto a favore dei potenti, 5 anni di protezione sistematica del furto e dell’imbroglio, che non ha una-legge-una contro l’evasione fiscale e anzi ne ha l’apologia dal capo dell’opposizione, che ha avuto lo scempio di tangentopoli, calciopoli, raiopoli, mafiopoli, bancopoli, sanitopoli, la Cirio, la Parmalat, Unipol, la banca di Lodi, la scalata degli immobiliaristi, la scalata ai media, le leggi ad personam, l’imbavagliamento dei procedimenti giudiziari e della magistratura, le prescrizioni, le depenalizzazioni, le premialità, persino l’oscenità infinita della Banca d’Italia, e che ha chiesto a gran voce di porre sopra tutto, prima di tutto, la questione morale, che aveva anche sperato in un ricambio di governo e si era persino illuso che i mollicci DS venissero rigenerati da ali più estremiste e meno colluse e implicate nelle sporcizie di governo...

Non c’è solo l’economia che salva o danna un popolo. Non c’è solo il potere che può illuderlo, ingannarlo, manipolarlo, intimidirlo e tenerlo insieme. Non ci sono solo le ideologie predicate, più o meno fasulle. Esiste anche una coscienza civile, un senso del giusto e dell’ingiusto che non possono essere preci a calci oltre. Ci sono dei limiti, passati i quali, nessun partito ha più attendibilità e si è giocato non solo la faccia ma anche il diritto di esistere.

Non questo! Questo non è sopportabile! Lo capiscano i signori ladri e amici dei ladri! Questo non è sopportabile!

Messaggi

  • Cara Viviana, alcuni mesi in risposta ad un Tuo articolo, inviai il seguente "post" in cui paventavo un possibile eccesso di pessimismo : invece le previsioni ivi contenute si stanno rivelando, purtroppo, ingenuamente ottimistiche :

    "Berluskoni ha perso (forse!!), ma la sua infame cultura e la sua perversa idologia hanno già profondamente inquinato la società italiana e devastato nel profondo le coscienze degli individui.
    Di questa eredità sarà difficilissimo liberarsi in quanto la metastasi si è già estesa anche alla parte sana del paese e alla classe politica che la rappresenta. Nell’Unione ci sono forze moderate che spingeranno per attuare politiche sostanzialmente analoghe a quelle della CDL, sia nel campo delle riforme sociali che economiche. Verranno mantenuti tutti gli istituti che hanno portato alla precarizzazione del lavoro, non passeranno i PACS e la liberalizzazione della ricerca scientifica sulle cellule embrionali, verrà mantenuta l’appartenenza alla NATO e la completa sudditanza politica nei confronti degli USA e temo che verrà confermata anche la riforma scolastica della Moratti. Sicuramente poi non riusciranno a varare una nuova legge sul conflitto d’interessi e a rimettere in discussione le leggi "pro domo sua" berluskoniane. Berluska continuerà ad usare le sue televisioni come "clava" mediatica contro il nuovo governo ed anche la RAI continuerà ad essere lottizzata più o meno con gli stessi criteri attuali. Spero di peccare di eccesso di pessimismo, ma non mi sembra che vi siano le premesse per ipotizzare scenari molto diversi !!"
    MaxVinella

    • Mettere insieme con urgenza tutte le risorse umane disponibili

      Stefano Bentivogli - Redazione di Ristretti Orizzonti

      L’indulto, l’atto di clemenza che da oltre 15 anni non riusciva a superare neanche le prime schermaglie parlamentari, è legge. A questo punto il vero rischio della strumentalizzazione di tutto quello che succederà, che abbia a che fare con questa legge, è reale, concreto, si vede già ogni giorno. Chi ai primi reati eclatanti comincerà a dire che sono gli effetti dell’indulto? C’è un Paese intero che rischia di essere trascinato nel facile e superficiale giudizio che consiste nel far corrispondere l’effetto di un atto di clemenza con l’aumento della criminalità.

      Se si analizzano i dati statistici sui passati indulti e sulla recidiva, anche se proprio sulla recidiva la chiarezza e l’esattezza sono delle teorie belle e buone - come tutte quelle scienze che tentano di fare delle previsioni sui comportamenti umani - si arriva facilmente a cadere nel cinico gioco del "noi l’avevamo previsto", "ridurre le condanne alla gente in prigione è come incentivare la criminalità", insomma, invece di porsi qualche domanda più precisa e magari fare concretamente qualcosa in più, si aspetta che l’inevitabile diventi normale e scontato.

      Penso anch’io che moltissime delle persone che si troveranno ad usufruire dell’indulto, superata la gioia iniziale di ritrovarsi liberi, si troveranno anche di fronte, nella gran parte dei casi, ad una società non pronta a riaccoglierle, spesso proprio la stessa che in passato li aveva già espulsi ed emarginati.

      Mi riferisco alle tantissime persone finite dentro, per essere state abbandonate a se stesse ed ai problemi che dalla psichiatria alle tossicodipendenze rappresentavano le loro principali sofferenze. Queste persone in particolare saranno la gioia di quelli che la clemenza l’hanno sempre osteggiata, quelli della chiave da buttare via, tanto tutti ritornano a delinquere.

      Il mio invito invece, dietro il quale c’è una preoccupazione grande, è quello di provare questa volta a fare uno sforzo in più, sperimentare un "pensare coinvolgente", ossia, oltre a limitarsi ad aspettare che per qualcuno i problemi diventino insormontabili, fare qualcosa.

      Era quasi scontato che un provvedimento del genere passasse proprio in estate inoltrata, sono sempre questi i periodi migliori per le leggi impopolari. In questi periodi c’è l’intero Paese in ferie, e ci sono già, oltre ai possibili beneficiati dall’indulto, gli anziani soli non autosufficienti, i portatori di handicap, gli stranieri irregolari a caccia di assistenza, e quella miriade di umanità che combatte le ferie del mondo produttivo per sopravvivere.

      Sarebbe veramente da incoscienti, e molti politici di quelli con le statistiche alla mano sono già pronti a soffiare nelle trombe, non attivarsi invece considerando l’indulto, questo evento eccezionale la cui portata continua ad essere troppo grande rispetto alle bassezze della nostra politica, uno stato di emergenza vero e proprio.

      È inutile stare ad attendere che le persone soccombano alla disperazione nella quale si può trasformare, ed è assurdo, il rientro in libertà, perché non c’è niente e nessuno a riaccoglierle, è altrettanto assurdo iniziare adesso a dire "…vedi, era meglio aspettare…", pur sapendo che sono oltre 15 anni che i detenuti in sovraffollamento aspettano.

      Credo che l’unica cosa seria e responsabile sia veramente chiamare all’emergenza tutte quelle persone, associazioni, enti pubblici, cooperative, perché il rischio non è quello di perdere l’ennesima occasione per risolvere il sovraffollamento del sistema penitenziario italiano, per il quale servirà ben più che un indulto, ma quello di non essere capaci di dimostrare che questa società, malinformata, spesso vittima di paure e odi creati dai media e dagli stereotipi con i quali affronta di solito la questione carcere, può invece cambiare rotta, cominciare a pensare ai percorsi di vita delle persone in maniera positiva e non fatalista, può soprattutto non dare per perse le speranze, che io credo restino la base della nostra cultura. Perché la vita delle persone è talmente importante da non permetterci in alcun modo e mai di dire "tanto non c’è più niente da fare…".

      Invece c’è da fare, c’è da attivare i servizi per le tossicodipendenze, le comunità terapeutiche e la psichiatria pubblica perché si prendano in carico immediatamente delle persone, e sono tante, che ne avranno bisogno. E per le persone straniere irregolari? Quali aiuti credibili si possono attuare immediatamente per evitare di trovarle appena uscite a cercare qualche attività illegale per guadagnare soldi?

      Insomma, l’invito è a non perdersi in chiacchiere, facendo i soliti discorsi di politica da bar, ma forse a rinunciare ad un po’ di queste ferie di afa boccheggiante, di mettere insieme con urgenza tutte le risorse umane disponibili e di fare pressione in tutti i modi affinché questa gente, reduce spesso da anni di detenzione ai limiti dell’umanità, trovi spazi, persone, disponibilità e non i soliti cori pronti al "tanto è così e non cambierà mai…", magari detto da quegli stessi, che mai hanno mosso un dito perché le cose possano cambiare realmente.

      Il primo passo può essere, come sta facendo il Comune di Roma, predisporre un Piano straordinario per l’accoglienza, l’assistenza, il sostegno al reinserimento sociale delle persone che usciranno dal carcere prive di risorse.

  • Viviana, condivido la tua indignazione, aggiungendo che L’Italia è una Repubblica VOTATRICE di Ladri. La situazione della giustizia è allo sfacelo (sovraffollamento carcerario, detenzioni preventive abnormi, tempi eccessivi dei processi ecc...). La nostra società intera ne è responsabile. Non è giusto che ne portino il peso solo dei detenuti sempre più vicini ad essere i nuovi torturati alla Foucault (Vedi "sorvegliare e punire": non si smembra più pubblicamente, il corpo del condannato moderno è nascosto alla vista ma di smembramento della persona sempre si tratta). Quindi di questa redistribuzione della pena soffriamo tutti (per essere stati tutti derubati) e ancora di più le vittime dirette dei reati. Escludere dall’indulto i reati finanziari non si poteva fare (vedi Italia Repubblica VOTATRICE di Ladri) essendo necessara al provvedimento una maggioranza dei due terzi. Quindi dolorosamente ma responsabilmente lo si è fatto includendoli. La strada della riforma è lunga e in salita, ma nelle carceri si crepa, e questo viene prima di fermare i ladri, sono più o meno le stesse ragioni del mio no a qualsiasi guerra.
    ciao Fedepasta

  • Bisogna pubblicare i nomi dei parlamentari e dei senatori che hanno votato a favore. Secondo voi, questa è una legge che la maggior parte degli italiani vuole? Truffatori liberi.Imputati eccellenti liberi. Assasini liberi(Romilda Odin, che uccise il marito e lo mise nel freezer, Stefano Fontulan, condannato a 14 anni per omicidio ecc.). Rapinatori liberi. Ne consegue che quasi quasi non conviene essere onesti, oppure che gli onesti sono dei poveri fessi. Sono d’accordo con l’articolo, è una vergona che questa legge sia stata votata cosi come presentata.