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Pensioni, Francia paralizzata da scioperi e cortei

giovedì 22 maggio 2008

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Francia paralizzata dagli scioperi contro la riforma delle pensioni. Una ottantina di manifestazioni contro il progetto governativo annunciato da Nicolas Sarkozy che prevede di portare da 40 a 41 anni il periodo di versamenti per una pensione piena sono previste giovedì in tutto il Paese. E intanto prosegue lo sciopero nazionale dei trasporti pubblici convocato dai sindacati a partire da mercoledì sera, per 36 ore, sempre contro la riforma delle pensioni.

La giornata d’azione proclamata dalle organizzazioni sindacali, con scioperi di categoria e a livello locale, riguarda le scuole, gli uffici pubblici, la Posta, France Telecom, servizi di gas e elettricità. «Le dimensioni della protesta dimostreranno che il governo deve rivedere il suo piano e che dovrà farlo sotto pressione», ha dichiarato Bernard Thibault, il capo del sincato della Cgt, in una intervista a France 2. Anche i lavoratori portuali si sono associati alla protesta.

Già in mattinata nei trasporti pubblici, soprattutto in provincia, circolava un treno su due. Il traffico era invece normale sulla rete di metro e autobus a Parigi. Colpiti anche i treni per gli aeroporti di Parigi che saranno ridotti della metà, così come i treni regionali in circolazione in tutto il Paese: due Tgv su tre - i treni ad alta velocità -invece funzioneranno come normale, hanno assicurato le ferrovie.

I sindacati puntano a una «dimostrazione di forza» a portare in piazza diverse decine di migliaia di lavoratori del settore pubblico e privato per costringere il governo a discutere il suo piano. Ma l’esecutivo del presidente Nicolas Sarkozy si è detto determinato a difenderlo. E ad esempio ha varato una disciplina nuova per la sostituzione del personale insegnante in sciopero nelle scuole con inservienti ai quali però è possibile lasciare affidati gli alunni negli istituti scolastici. Una norma che pare incontri un favore diffuso nei genitori che devono comunque recarsi ai loro posti di lavoro ma che ha fatto gridare i sindacati come lesiva del fondamentale diritto allo sciopero.

Unita