Home > Primi appunti post-elettorali.

Primi appunti post-elettorali.

Publie le martedì 17 maggio 2011 par Open-Publishing
9 commenti

Di: redazione contropiano
www.contropiano.it

Passata la sorpresa, la situazione elettorale italiana si presenta abbastanza chiara: l’era Berlusconi è finita. Milano gli ha girato le spalle per una lunga serie di motivi, ma con nettezza. La Lega perde per la prima volta dopo molti anni, anch’essa per molte ragioni (il fallimento del suo modello anti-immigrazione, gestito direttamente dal ministero dell’interno, e l’alleanza col “mafioso” mangiabambine).

Il Pd non esiste – se non lì dove rappresenta un blocco di potere consolidato come a Torino, ma sempre meno a Bologna, o l’unica alternativa provvisoria - e Vendola nemmeno (fuori dalla Puglia).

Ritrova un po’ di fiato la Federazione della Sinistra, almeno lì dove può stare in una coalizione più ampia e giocare la residua attrazione del simbolo senza possibilità di “far danni”; altrimenti il “voto utile” (un dato acquisito del comportamento elettorale, ormai) la schiaccia tra gli irrilevanti. Tutto il malpancismo a metà strada tra qualunquismo e giustizialismo “progressista” ha mollato la sirena vendoliana e per ora si accontenta di “pompare” la meteora grillina o quella di De Magistris.

E’ l’immagine di un paese senza bussola né punti di riferimento solidi, senza progetti-paese, in balia dei caciccati locali; ma stanco dei fondali di cartone, capace di reagire per ora solo nei puri limiti della contestazione elettorale. La realtà della crisi morde e brucia i consensi al piazzista di Arcore, ma non fa emergere altri “fari”.
E’ un paese ancora nel pieno della confusione interclassista; anzi, completamente incapace di uno sguardo diverso dal mainstream. Ma in cui diventa visibile l’insofferenza. Che fa fatica a trovare forze, idee, visioni. La “voglia di cambiare” è tutta trattenuta negli argini degli schemi acquisiti, ma il “bipolarismo con l’obbligo di andare al centro” smotta vistosamente. Se non saranno cambiati i sistemi elettorali, però, l’articolazione degli interessi farò molta fatica a definirsi (facendo
prevalere la necessità di “intrupparsi” in coalizioni eterogenee).

Ma è finita l’era Berlusconi, anzi è l’inizio della sua fine. E questo cambia molto. Non va affatto sottovalutato.
Prevedibile l’esplosione a breve – forse addirittura immediata – dell’ultima alleanza rimastagli (la Lega non può restare a farsi logorare); il fronte politico “si deve” rimescolare e l’irruzione di
Confindustria in campo, tramite Montezemolo e qualcun altro, contribuirà a rideterminare gli schieramenti mettendo un nuovo “aggregatore di poteri” al centro della melassa impazzita (i caciccati locali in cerca di nuova bussola). Avremo un’orgia di “nuovo” senza una sola novità, se non la ricetta di Confindustria come pensiero unico “per uscire dalla crisi”.

In compenso, la materialità degli interessi diversi non sarà più accantonabile “perché bisogna cacciare Berlusconi”. L’interclassismo perbenista vince questa mano, elimina “il mostro” (nel senso classico dell’elemento “bizzarro e deformante”) e apre la possibilità di cominciare a distinguere sulla barca tra timonieri e rematori.

Messaggi

  • Bah, che Vendola non conti "fuori dalla Puglia" è una gran cazzata.

    Pisapia è del partito di Vendola e comunque Sel mantiene una media del 5 - 6 % pressochè ovunque e senza rubare voti alla FdS che anzi recupera ...

    Nororiamente non sono nè vendoliano nè della FdS.

    Da tempo ho anzi una qualche simpatia proprio per la Rete dei Comunisti.

    Ma se la finissero di sparare solo dotte analisi, convegni, quasi semprte su questioni internazionali e si misurassero invece con la realtà di tutti i giorni, della "gente in carne ed ossa" .... forse le cose sarebbero migliori ....

    Assurdo poi che la Rete sorvoli sul suo ultrafallimentare, velleitario e politicista tentativo elettorale napoletano ....

    Visto il successo di De Magistris e le percentuali da prefisso telefonico di quel tentativo magari due righe in un analisi più complessiva ci stavano pure bene.

    O no ?

    K.

    • Inoltre vorrei far notare come la somma dei voti dei partiti a Napoli (idv 8%, napoli è tua 4%, fds 3,7%) sia lontanissima dal 27,5% di De Magistris.

      C’è stato il voto disgiunto certo ma la maggior parte dei voti sono stati al solo candidato. Anche alcuni di Napoli non si piega hanno fatto il voto disgiunto.

      P.S. Fuori e dentro il seggio dove ho fatto il rappresentante di lista c’è stato un mercatino incredibile (prezzo medio 25 euro). Poco prima della partita erano talmente tanti che comandavano loro. Per questo ho proposto ai compagni di Sc di fare qualcosa sul territorio per far capire a qst ragazzi che hanno dei diritti. Da me i rapporti con loro sono rimasti ottimi e nella mia zona (rossa ed operaia per eccellenza ma che tra qualche anno, quando non ci saranno più gli anziani, sarà come secondigliano) queste divisioni sono ridicole e assurde (e non per un fatto di percentuali)

    • Dice K."Ma se la finissero di sparare solo dotte analisi, convegni, quasi semprte su questioni internazionali e si misurassero invece con.."
      E’ un punto importante direi un errore importante e decisivo, passi per le dotte analisi ma c’è da parte di molti compagni un disinteresse quasi un ripudio di ogni cosa che esca troppo dalle faccende di casa nostra Interessarsi di "questioni internazionali" dovrebbe essere invece il leit motiv di ogni persona che si ritenga comunista e quindi internazionalista ,oggi ancora di piu’, visto che la possibilità di riscossa viene proprio a causa delle situazioni internazionali,dal rinascimento bolivariano del latino america, alla crisi economica ed allo scricchiolio sempre piu’ marcato del sistema capitalista, che voleva essere l’unico e che stà finendo ingnominosamente Bisogna quindi mettere al primo posto la conoscenza, direi la coscienza di quanto succede nel mondo e anche di quanto succede in campo economico Interessarsi di piu’ e solo delle nostre faccende nostrane non è piu’ al passo coi tempi e porta poco lontano ,nessun paese oggi puo’ essere indipendente da quanto succede globalmente ,nessuno puo’ immaginare che a Milano sarebbe avvenuto questo miracolo senza la crisi a livello mondiale del capitalismo Ho notato con disappunto come sia passata inosservata la guerra coloniale francese in Costa D’Avorio ,ci occupiamo di immigrazione perchè ci tocca direttamente ed abbiamo completamente dimenticato quelli che veramente stanno peggio,tutti quelli che rimangono e rimangono solo perchè non hanno le cifre da capogiro che chiedono per scappare Quando ero in Marocco sentivo che tutti dicevano: se si potesse andare via in bicicletta od in Motobecane qui non ci resterebbe piu’ nessuno! Molti non si rendono conto di cosa succede se non aiutiamo chi rimane ,avremo un continente spopolato ed il razzismo e fascismo da noi La sinistra si è già abbastanza suicidata su questo problema ,da quando ha smesso di interessarsi con forza di quanto avveniva nel terzo mondo , interessandosi solo quando ci toccava da vicino, pensando di cavarsela fariseamente aiutando quelli che, in un certo senso sono dei privilegiati e mettendo nel dimenticatoio i diseredati che restano ,quelli che non solo non hanno la cifra (immane per il contesto) per partire ,ma non hanno neanche da mangiare ora con la speculazione sugli Hedge Funds.Eppure noi conosciamo come era l Africa della primavera marxista,quella dei Samora Machel,dei Nieto,dei Sengor,dei Lumumba E’ proprio adesso quindi, che interessarsi a quanto succede nel mondo è interessarsi al nostro futuro.
      Alex

    • Politicista, credo proprio di no, caro K, forse invece possibile tentativo velleitario nella tempistica stretta , ma è insito nella battaglia controcorrente che si prova a fare, per ricostruire una sinistra di classe, politicamente indipendente.
      Napoli non si piega, ha permesso l’incontro tra Rete dei Comunisti, Sinistra Critica e Comunisti-Sinistra Popolare a livello partenopeo, e pur con un risultato elettorale non buono, permetterà il continuare a discutere ed a lavorare insieme, cosa non semplice , nella sinistra di classe.
      Senza alcuna fiducia, nei nuovi simboli di un centrosinistra che continua ad essere se stesso, cioè puro interclassismo.
      In molti continuano a credere che esistano alternative nel votare il meno peggio, una storia che si ripete anche perchè chi doveva fare negli anni passati una battaglia di classe, ha invece calato le braghe al centrosinistra confindustriale, seminando illusioni,confusioni, e sconfitte, che pagheremo ancora per chissà quanto.
      La semina interclassista, ha donato i suoi amari frutti: ci si aspetta qualcosa dai Vendola, dai De Magistris, dai Grillo, e questo assomiglia alla beffa dopo il danno, od al danno dopo la beffa, che dir si voglia.
      Esistono risultati in contro-tendenza; Cattolica, Aversa, Monfalcone, Mantova, e altro.
      Ma non basta per rispondere all’altezza di quel che si muove nell’ottica interclassista che semina false illusioni.
      Aiutata per di più, da una sinistra di classe ancora rinchiusa in piccoli orticelli, che non dà segnali di vitalità, di composizione unitaria.
      Tempi difficili , ed enormi ritardi, la sinistra di classe deve assolutamente recuperare, non sarà facile, ma dovremo farlo.
      Chi cerca alternative politiche, innanzi ad un sistema economico fallimentare, non lo si può lasciare a sperare in comici, magistrati e "dirigenti" di casta.
      Nell’interclassismo non c’è futuro per la classe,e l’alternativa possibile è unità di classe e radicalità.
      A te il mio saluto, che estendo anche agli altri compagni che si confrontano su questo sito, di valore inestimabile, per un confronto classista.

      Enrico Biso

    • Non dico non sia necessario interessarsi di cose internazionali ...

      Ma se si fa solo quello, c’è qualcosa che non quadra ...

      Non mi ricordo chi ne è l’autore .... ma condivido il detto "Il modo migliore per essere internazionalisti è fare la rivoluzione a casa propria" ....

      K.

    • Sì ma è anche evidente che "a casa propria" (un termine piu’ da lega) la si puo’ fare ,quando la "maturazione"delle condizioni internazionali lo permettono , come è stato per la quella sovietica, per non parlare della comune di parigi ,per il 48 grande rivoluzione corale europea, per la resistenza ecc Se non ci interessiamo abbastanza di questa visone "lunga" e ci perdiamo nelle cose di casa, rischiamo di fare, come dice Woody Allen "la rivoluzione è alle porte ed io non sò cosa mettermi"
      Alex

    • Caro Enrico
      Sarà uno sbaglio votare il meno peggio ma sinceramente non ne posso piu’ di questa frantumazione, siamo vicini alla disintegrazione assoluta ,ho perso il conto Rete dei comunisti,Sinistra Critica,Comunisti sinistra popolar,quell’altra di Rizzo,PCL ecc ecc una cosa allucinante, troppi per non capire che sono piccoli orticelli che nuociono, mi sembra mancare assolutamente il senso di responsabilità di queste persone che non si rendono conto che alla fine si rischia il ridicolo per tutti .Mi chiedo ma come possibile che Grillo ,prendendo quasi tutto dalle argomentazioni classiche di una sinistra vera e combattiva, arrivi al 10% a Bologna e noi non siamo capaci con le stesse ed anche piu’ fondate e meno fumose a strappare che punteggi ridicoli?Io penso che se continua così dovro tapparmi il naso nel votare e fare un ordine di priorità ,perchè la cosa diventa obbiettivamente ridicola e senza futuro.Alex

    • Caro Alex, mi trovi in perfetta sintonia, su quel che scrivi, e penso che questa grave situazione che tu elenchi, non sia più possibile.
      Trovare una possibile unità in un percorso politicamente indipendente è ormai ineluttabile,non solo giusto, ma ineluttabile.
      La sinistra di classe deve sapersi innovare, se vuole affrontare le sfide che ci attendono, altrimenti rischia di non saper interpretare quel che di positivo si muove.
      Sarebbe imperdonabile.

      Enrico

    • E intanto i quartieri ex operai di Napoli diventano tutte Secondigliano.

      Speriamo che in Costa D’Avorio lo sappiano.