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“Questa maledetta notte dovrà pur finire…”

Publie le venerdì 20 maggio 2011 par Open-Publishing
1 commento

Queste elezioni amministrative hanno assunto una valenza politica di grande rilievo, forse inaspettata. La crisi della destra era già significativa dopo la rottura tra Fini e Berlusconi. Si accentua fortemente dopo questo risultato. Se i ballottaggi venissero vinti da Pisapia e da De Magistris diventerebbe una crisi pesante. A maggior ragione se consideriamo che questi dati testimoniano un arretramento nei consensi sia di Berlusconi sia della Lega. Il partito di Bossi è quello che più soffre in questa competizione elettorale. La sua base è in tumulto. E noi, sappiamo per esperienze passate, che quando la Lega si trova in queste situazioni, prende e decide in maniera radicale. Può darsi che sia così anche stavolta.

Berlusconi arretra e perde significativamente il suo appeal, come dimostra plasticamente il dimezzamento secco delle preferenze a Milano.

È questo un altro aspetto assai significativo della crisi della destra.

Sul Pd: in qualche provincia è andato indietro e a Napoli ha avuto un risultato negativo, ma, complessivamente, esce da questa tornata elettorale con una affermazione. In particolare esce rafforzata la leadership di Bersani, sfidata alla vigilia delle elezioni da parte di Veltroni. La vittoria di Torino e il successo delle liste a Milano e altrove danno ossigeno al Pd e al suo segretario.

L’IDV invece perde ovunque, dobbiamo tenerlo in considerazione: il dipietrismo comincia a mostrare alcune crepe dal punto di vista della sua capacità attrattiva. SEL non sfonda ma ottiene un buon risultato, un netto avanzamento rispetto alle elezioni precedenti.

Per quanto riguarda il nostro risultato si tratta, nel contesto dato, di un risultato positivo, che ci consente di mandare avanti la nostra impresa politica che era in una condizione rischiosa. Non dobbiamo dimenticare che stiamo ragionando di un risultato che è al minimo della sopravvivenza, per questo non dobbiamo enfatizzarlo né pensare che sia sufficiente per ripartire (siamo per le provinciali sul livello delle europee e per le comunali sul livello delle regionali: risultati che avevamo valutato non positivamente). Dopo il vergognoso oscuramento che abbiamo subìto e nel contesto dato è comunque un risultato importante e positivo.
Rispetto al nostro risultato, penso che alcune cose sia difficile metterle non riconoscerle. È una costante: quando ci sono le elezioni amministrative – in un sistema bipolare e maggioritario-: si va meglio dove si e’ interni a una coalizione che abbia un minimo di capacità di presa e attrattività.

Torino e Bologna sono situazioni completamente diverse, non possono essere paragonate. A Bologna abbiamo votato due anni fa al Consiglio comunale prendendo l’1.8%: la crisi c’era già, è la crisi del partito di Bologna. A Torino passiamo dal 3.8 all’1.1%: è difficile dire che il risultato è paragonabile. A Bologna perdiamo lo 0,3%, a Torino 3/4 degli elettori! Dove siamo in coalizione siamo percepiti come utili, dove facciamo alleanze con candidati credibili andiamo bene, dove siamo costretti ad andare da soli con forze alla nostra sinistra il risultato è disastroso: anche a Mantova – dove ci siamo alleati con forze alla nostra sinistra – il dato delle provinciali è alquanto negativo. Nelle coalizioni che abbiamo costruito in alternativa al PD, quando ci alleiamo con SEL andiamo bene (Macerata) e non andiamo bene quando facciamo l’alleanza con Sinistra Critica o Sinistra Popolare. Questo è un dato che sta nella realtà della nostra esperienza politica.

A differenza di quanto dicevano i sondaggi, la forbice tra noi e SEL è contenuta e quindi ci offre delle possibilità. Questo non è il momento per ridurre l’offensiva unitaria ma per accentuarla verso un partito – come Sel – che si aspettava tutt’altro risultato (consiglio la lettura dell’intervento di De Cristofaro a Napoli, che dimostra come SEL sia attraversata da discussioni e molti si stiano chiedendo se questa chiusura contro di noi paghi oppure no).

Fronte democratico, offensiva unitaria a sinistra, rilancio della FDS, questa è la linea da seguire.

Aggiungo una cosa: il terzo polo non esiste, esiste l’Udc con la sua capacità di mantenere un proprio insediamento e allora noi dobbiamo dire che il vero terzo polo è la Sinistra – queste elezioni lo hanno dimostrato chiaramente – e dobbiamo lanciare subito una proposta unitaria a SEL e IDV.

Perché se invece di andare in porto una nostra proposta di alleanza con SEL e IDV va in porto, come a Torino, un’alleanza di centrosinistra tra PD, IDV e SEL che si compatta su una proposta di governo con noi fuori, alle elezioni politiche rischiamo di non superare l’1% e di scomparire. Dobbiamo avere il nostro progetto, ma essere anche unitari (unità-autonomia), altrimenti veniamo espulsi dalla politica, oltre che dalla società.

Se fosse diversamente, il PCL avrebbe preso un buon risultato: guardiamo un po’ anche come vanno le liste alla nostra sinistra! Sinistra Critica prende lo 0.3% a Torino, sua roccaforte e il PCL nella citta’ di Ferrando – Savona – dove la Fds fa una alleanza larga e prende il risultato migliore di Italia, dimezza i voti.

Noi dobbiamo mantenere il profilo di una forza politica autonoma dal centrosinistra, ma unitaria.

http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/05/questa-maledetta-notte-dovra-pur-finire/

Messaggi

  • E così non si fa mai una scelta che è una ....

    L’errore però , a parte il "governismo" storico ed esasperato di Grassi, è più di fondo.

    La pretesa, cioè, di misurare tutto - in un sistema elettorale, sia pure un pò in crisi, ancora fortemente bipolare, alle amministrative ancora di più che alle politiche - sul dato elettorale ....

    Se Lotta Continua, Avanguardia Operaia e tutti i gruppi della sinistra rivoluzionaria dei settanta avessero misurato la loro incidenza nella società in base ai quasi sempre magri risultati delle loro performances elettorali - ed allora tutte le elezioni erano rigidamente proporzionali e quindi la tentazione del "voto utille" molto meno forte ! - si sarebbero ritirati a vita privata molto prima del tempo ...

    Contava molto di più la reale incidenza nelle lotte, nella società ....

    Ma vallo a raccontare ad uno come Grassi, storico piccista togliattian/cossuttiano .... e quindi "elettoralista" ed "assessorile" per inveterata concenzione ....

    E purtroppo è lui il vero "uomo forte" di Rifondazione e di tutta la FdS .... è lui che, fatta salva solo feticisticamente la falce e martello, detta la linea sempre in una logica tutta "istituzionale" ... o più precisamente la non linea ben spiegata in questo articolo ....

    Per cui poi si spiega tutto il resto ....

    K.