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REPORT DALLA MANIFESTAZIONE NO TAV DI IERI: LE FALSITA’ DI GOVERNO, MEDIA...E DS

sabato 10 dicembre 2005

di Ale

Arriviamo alle 10 a Susa, il corteo è già partito ma da fondovalle
continuano ad arrivare manifestanti. L’aria è frizzante un pò per la neve ma soprattutto per l’entusiasmo della gente, tutti si rendono conto di dover e di poter fare qualcusa di importante per cancellare l’infamia di 2 notti prima a Venaus. Il corteo procede veloce lungo la motagna, si ha voglia di arrivare subito a Venaus. Mentre si sale si ha l’opportunità di guardare dall’alto il corteo...non si vede la fine, la stima di 40000 persone è decisamente verosimile.

Evidentemente i fatti dell’altra notte hanno risvegliato le coscienze sopite di molte persone (per Fassino, Rutelli e Co.
invece non basta ancora...). Al bivio per Venaus la polizia impedice il passaggio alla testa del corteo. I manifestanti fanno pressione, i carabinieri mantengono la posizione manganellando le prime file, i feriti si riaprano dietro e altri avanzano al loro posto pronti a mettere in gioco il proprio corpo...la determinazione è veramente tanta.

Nel frattempo i sindaci cercano di mediare e fanno avanzare il corteo lungo la montagna oltre al bivio mentre una parte rimane a "fare blocco" alla polizia per impedire che il corteo venga spezzato.

I valsusini conoscono la propria valle molto
meglio della polizia e senza difficoltà indicano i sentieri per discendere
il crinale aggirando i blocchi delle forze dell’ordine. La sensazione è che
il blocco iniziale avesse più lo scopo di "testre il polso" al corteo
piuttoto che di impedirgli effettivamente il passaggio. Se la polizia chiude
la strada la gente passa dai sentieri e dai prati. Ben presto, di fronte
all’evidenza, ogni blocco viene rimosso e le forze di polizia si concetrano
a protezione del cantiere di Venaus. Questo si trova al centro della valle,
a fianco della strada che porta al paese. Intorno c’è un prato immenso la
cui monotonia è interrota solo da qualche alberello e, vicino al crinale, da
piccoli boschetti. Tra la strada e il cantiere c’è un ruscello e una rete di
ferro alta 3 metri . Il lato che dà sul prato è invece perimetrato da una
rete di plastica arancione posta ad una distanza di circa 300 metri dalle
recinzioni. All’interno di questo spazio si trova la polizia in assetto
anti-sommossa.

Il corteo si posiziona ordinatamente dietro le reti aspettando che tutti
arrivino dai sentieri e dalla strada. Anche per chi ha vissuto l’epoca delle
grandi manifestazioni di qualche anno fa è difficile ricordarsi un corteo
più determinato. Tutti conoscono l’obiettivo: riprendersi il presidio da cui
gli abitanti di queste terre sono stati cacciati con la forza della
repressione. Man mano che i manfestanti arrivano cresce la consapevolezza di
poterlo ottenere...siamo veramente tanti.

Il corteo non si è ancora ricompattato completamente quando qualcuno butta
giù la rete di plastica e incomincia ad avanzare veros il cantiere. La gente
sulla strada salta il ruscello e nel giro di 20 secondi i 100 metri di rete
di ferro vengono travolti dalla massa. Tutto il corteo avanza insieme verso
il cantiere. Nonostante la polizia nessuno ha paura, la coscienza di star
facendo la cosa giusta ci spinge tutti alla gara per arrivare prima. La
polizia non può chiaramente fermare la massa dei 20000 che avanza e quindi
arretra fino ad un ingresso più facilmente difendibile. Lancia un
lacrimogeno in mezzo alla folla ma non ottiene alcun risultato, nessuno di
noi si muove di un millimetro. Qualcuno lancia delle bottiglie ma è subito
bloccato dal resto del corteo. In ogni caso, nonostante la rabbia per
l’aggressione di Venaus (e a differenza di quanto diranno i media), non
accade nulla di grave...lo squilibrio delle forze in gioco a favore dei
manifestanti è decisamente troppo grande. Alcuni manifestanti tagliano la
rete del cantiere, la folla entra...il presidio è riconquistato. Chi
l’avrebbe detto 2 giorni fa?

Dentro non ci staimo tutti e perciò il grosso del corteo rimane fuori sul
prato dove la gente del luogo incomincia ad adoperarsi per accendere dei
fuochi (fa veramente freddo, io oggi infatti ho la febbre..) e per
"consolidare" la situazione. Chiunque in Val di Susa, dai sindaci ai bovari,
dalle madri ai bamabini, dai vecchi leghisti ai vecchi partigiani, ha
imparato a fare una barricata. I sindaci cercano la mediazione con la
polizia che continua ad occupare parte del cantiere. Di fronte a ciascun
manipolo di forze dell’ordine c’è, a turno, un gruppo di manifestanti per
fare cordone tra loro e il resto del corteo rendendo impossibile anche solo
pensare ad un’azione di forza. In val di Susa la lotta dei cittadini è anche
un’occasione per sperimentare cosa significhi democrazia diretta: i sindaci
parlano con le forze dell’ordine e si informano su ciò che succede a Roma,
poi si disperdono in mezzo alla folla tra i manifestanti per discutere sul
da farsi. Si creano numerosi capannelli dove ognuno, anche l’ultimo
arrivato, può dire la propria opinione. Tutto è deciso collettivamente.

Nel pomeriggio la situazione si calma e abbiamo la possibilità di fare un
giro per il paese. Tra gli alpini che offrono il proprio vino, famiglie che
ti offrono vin brulè e cibo per rifocillarti/scaldarti e persone che tendono
sempre a risponderti con una parola in più piuttosto che con una in meno, ci
rendiamo conto che questa è gente normalissima che non avrebbe mai pensato
di essere un giorno costretta a lottare sulle barricate per difendere la
propria vita. Sono 20 anni che la val di Susa è un cantiere a cielo aperto:
hanno visto crescere l’autostrada costruita nel loro fondovalle (un vero
mostro!), hanno subito l’alluvione del 2000 perchè i nuovi argini non sono
ancora stati costuiti, hanno visto sogere l’elettrodotto di Venaus e la
centrale elettrica di Pont Ventoux, hanno una fabbrica (la Beltrame) che
pesa sull’ambiente 80 volte l’inceneritore di Brescia che libera nell’area
diossina e il veleno Pcb (causando i più alti tassi di tumori d’Italia).
Come dovrebbero reagire di fronte ad un progetto che libererà nell’aria
anche l’amianto e trivellerà una montagna il cui cuore è radioattivo?!

Alle cinque lasciamo il presidio e torniamo verso Susa per ripartire con la
consapevolezza di aver vissuto una giornata grandiosa in cui il possibile è
diventato, almeno per una volta, realtà. Lunardi, il governo e il
centrosinistra si posono mettere il cuore in pace...finchè ci saranno i
valsusini la tav non si farà. Questo è il punto di partenza per aprire il
dialogo (non il viceversa).

I MEDIA E IL CENTROSINISTRA:

In macchina accendiamo la radio e abbiamo la possibilità di ascoltare il
report di rai news 24 sulla manifestazione: scontri, tafferugli,
anarco-insurrezionalisti, gruppi di estremisti che inquinano la protesta dei
cittadini pacifici...

Chi ha patecipato alla manifestazione non può avere dubbio sul fatto che
dietro questa ricostruzione dei fatti non si celi solo la nota incapacità
dei giornalisti a fare il prorpio mestiere, ma anche una buona dose di
malafede. Gli scontri con la polizia ci sono stati ma non hanno riguardato
1000 eversivi ma 40000 manifestanti disarmati (a differenza della polizia)
tra cui donne, pensionati, semplici cittadini (non certo militanti dei
centri sociali) che insieme hanno deciso di riprendersi ad ogni costo il
presidio strappatogli con la forza. La dinamica delle azioni non si prestava
proprio a fraintendimenti.

Chiariamo un concetto: non è una cosa strana che il governo e Pisanu
facciano il loro gioco tirando fuori la vecchia storia dei gruppi di
"estrema sinistra e anarco-insurrezionalisti". La cosa scandalosa è che il
centrosinistra (e in particolare i Ds, visto che con la margherita non ha
nemmeno senso discutere) assecondino questa versione invece che smascherarne
la falsità. La cosa scandalosa è che, invece di chiedersi cosa spinga
l’intera popolazione di una valle a occupare autostrade e ferrovie, si
perdano in vacui richiami alla legalità chiedendo addirittura (Illy docet)
che i cittadini responsabili dei blocchi vengano perseguiti legalmente. Il
problema dell’italia non è Berlusconi, sono quelli che stanno dall’altra
parte!

ALCUNE DOMANDE SUL TAV A CUI I DS NON RISPONDERANNO MAI (sperando, per una volta, di essere smentito):

1-che senso ha il tav sulla tratta Torino Lione visto che la linea già
esistente è sottoutilizzata (solo il 30% della propia capacità) e che
proprio la mancanza di traffico ha portato alla soppressione di molti TGV
lungo questa tratta?

2-Cosa dite del fatto che il tunnel della manica (che collega Parigi a
Londra, non Torino a Lione!), costato 13 milardi, è fallito due volte per
mancanza di traffico?

3-che utilità cruciale può avere per l’Italia un progetto che costerà tra i
15 (almeno) e i 20 (probabilmente) miliardi di euro (ben più del ponte sullo
stretto ad esempio) mentre il resto della rete ferrovairia italiana cade a
pezzi? Con una somma molto inferiore si potrebbero compiere i lavori per
potenziare l’intera rete italiana. Cosa contriburebbe di più a far crescere
il paese?

4-perchè non dite nulla sul fatto che l’ azienda di famiglia del ministro
Lunardi ha ottenuto l’appalto per i sondaggi del terreno in Francia? forse
perchè il fatto di averlo ottenuto in Francia fa sì che non ci sia conflitto
d’interessi? o forse perchè avete paura che un eventuale denuncia pubblica
potrebbe far emergere anche il VOSTRO conflitto d’interessi con le
cooperative rosse incaricate della costruzione?

Queste sono solo alcune (le più generali) delle domande che si potrebbero
fare per capire il motivo di un tale incondizionato appoggio ad un progetto
che, oltre a recare un danno certo ed immenso all’ambiente e alla vita delle
poplazioni interessate dal suo passaggio, sembra non avere nemmeno una
grande utilità.

Chiudo con il motto che ovunque si sente risuonare in Val di Susa, che suoni
al governo e al centro-sinistra come un monito...

SARA DURA!

Ale
C.s.a Barattolo (Pavia)

Messaggi

  • La protesta in Valsusa dura da 13 anni. Se i media non ne hanno voluto parlare, prendetevela con i media. Quello che ha fatto scattare presidi e occupazioni e’ il fatto che si sia deciso di fare false trivellazioni che in realtà sono veri e propri tunnel di inizio lavori. E perché ora? perché le commesse devono essere spartite PRIMA DI GIUGNO, cioè prima delle elezioni e si deve mostrare all’UE che i lavori sono iniziati prima di questa estate. C’è un preciso gioco di arraffamento di fondi per un’opera che non sara’ mai portata avanti e che ’ un vero imbroglio. Basti pensare che se undici km del Monte Bianco sono rimasti chiusi tre anni per un incendio, un tunnel di 53 km rischierebbe di bloccare la linea Lione-Kiev per secoli. Questo progetto è di una tale idiozia che nessun governo al mondo lo avrebbe fatto e nessun organismo internazionale lo avrebbe finanziato. E non sappiamo affatto se l’Europa intenderà finanziarne il 20%. Non è arrivata nessuna voce in tal senso. I veri finanziatori saranno i cittadini italiani che dovranno pagarne le spese per tutti gli anni a venire, con dissaguamento delle loro tasche e del bilancio. Possibile che nessuno noti la profonda incongruenza tra la miseria che il governo dichiara ogni momento e l’enormità di quesi progetto che non solo sono insensati ma godono delle scelte più costose per riempire più tasche private. Un progetto che costa quanto 4 ponti di Messina. E’ chiaro che si useranno titti i sistemi e tutte le bugie per non perdere un tale affare! Qualunque governo che si rispetti, qualunque partito che si presenti, dovrebbe, come primo atto di onestà, dire che distuggerà il sistema perverso che si è usato per la legge obiettivo, che permette che dei privati si arricchiscano enormemente con opere la cui spesa e il cui danno ricadra’ interamente sulla collettività, senza che la collettivita’ possa dire una parola senza essere tacciata di essere anarco-insurrezionalista.
    viviana

  • ciao non ci conosciamo ma posso solo dirti che sei stato chiarissimo. sei un grande!!! ciao vincenzo da almese

    • Sembra chiaro che anche su questo blog è cominciata la carica dei 101 ... gente che cita argomenti preformati privi di veridicità. Del resto, quando ci si allontana dai fatti e delle verità, non si può far altro che ripiegare sulle bugie.
      In quanto agli anarco-insurrezionalisti, trovo strano che Pisanu non ne abbia mai fatto parola, ma che lo slogan salti fuori appena egli parla col premier, e questo prima ancora del blitz notturno della polizia e della grande manifestazione successiva che ha portato a Valsusa di tutto, buoni e cattivi, come sempre accade quando c’è forte interesse nazionale, anche il tizio che ha gettato una pietra sulla testa di un poliziotto o il pazzoide Paolini che vive per essere teleripreso.
      Il copione di qualcuno è sempre lo stesso: chi protesta contro i marcket del biscione viene violentato e riempito di botte, il giudice che mette sotto esame affari poco puliti salta con tutta la scorta, chi manifesta a Genova viene picchiato e torturato dalla polizia.
      Ma la violenza fisica non basta, si interviene con la violenza morale, chi resiste e’ bollato come frangia estrema o anarcoinsurrezionalista o addirittura terrorista. Nel mondo di qualcuno non esiste democrazia, non esiste interesse popolare, ma solo un potere che di facciata si mostra prodigo di sorrisi e barzellette, ma nella sua realtà buia è qualcosa di cupo e pauroso. E che i Ds abbiano sottovalutato un simile potere e che, a tutt’oggi, ci vadano a braccetto lascia esterefatti
      Gabriele

  • Lo volete sapere perchè protestate contro la linea ad alta velocità in val di susa? ve lo dico io! semplicemente perchè l’attuale governo ha deciso di farla, quindi per partito preso...tutti contrari! Se invece il governo avesse avanzato la proposta di impedire per sempre la costruzione della TAV avreste manifestato con gli striscioni "vogliamo il Treno ad Alta Velocità"...

    p.s. secondo me per per voi SARA’ DURA impedirlo...

    • Hai ragione noi italiani siamo cosi non ci va mai bene niente. quando impareremo a crescere???
      Ad ogni modo se la gente protesta, ed in modo cosi determinato credo che una qualche ragione debba averla. Non voglio dire che hanno ragione loro e gli altri torto, ma ad ogni modo bisognerebbe ascoltarla e vedere se è possibile un punto di incontro. Cosi facendo pero allunghiamo i tempi delle cose ad i costi lievitano come sempre. tutto questo è classicamente italiano. Non vogliamo le gallerie no alla tav no agli aereoporti, no agli aereoplani, no ai porti no alle antenne e alle discariche no a tutto cio che da da pensare. però tutti voliamo usiamo il cellulare e produciamo rifiuti e quanto altro l’importante e che sia vicino o sopra la casa degli altri. "No vicino alla mia no"

    • e’ incredibile pensarla come questo individuo,ovvero avere il pensiero letteralmente obnubilato dal piu’mediocre(tanto per usare un eufemismo) qualunquismo e dal piu’ becero conformismo.
      Secondo tale mente i valsusini vanno a fare presidio rischiando di essere massacrati dai "rambo" in casco blu soltanto per essere,comunque, dei bastian contrari,tanto per prendersi uno sfizio.
      Lo sfizio caro Solone che non ha capito nulla e’ quello di difendere quello che resta di una valle meravigliosa ancora una volta messa sotto attacco dai tentacoli della speculazione affidata a personaggi che se ne fottono dell’ambiente, del viver secondo dettami conformi alla conservazione degli equilibri della natura e quant’altro del genere e che in nome del loro unico dio,il dio P.bucano .trivellano, scavano,ruspano e raspano miliardi per le loro gonfie tasche riempiedosi la bocca di :"corridoio numero 5 essenziale per l’economia del paese".
      Ma quanti corridoi numero 5 sono stati costruiti in questo paese e non sono serviti a un c....????...e ancora :Perche’ i corridoi numero cinque non passano mai a due metri da Arcore oppure sotto la casa di Piero o di Francesco?????Vogliamo andare avanti con le domande senza risposta????
      TENETE DURO!!!!

    • E’ un po’ difficile che i conti lievitino per colpa degli italiani, li hanno fatti levitare benissimo gli esponenti di questo governo, il piu’ grosso comitato di mercanti che mai abbia succhiato il sangue dei cittadini!

    • Quello che vede nella protesta della Valsusa solo una contestazione a questo governo è il più ridicolo di tutti, visto che ci sono nell’affare anche le cooperative rosse, Prodi, Bersani, Fassino e non so quanti altri. E’ proprio vero che la gente parla per pregiudizi e prima di capire la realtà piuttosto si acceca.

  • sì al progresso e alla TAV, con il dialogo e la tecnologia idonea a preservare ambiente e salute

  • La TAV, oltre a poter “costare” parecchio in vite umane, sarà anche un’opera pubblica che costerà a tutti gli ITALIANI, già affamati di loro, ben 4 Ponti sullo Stretto di Messina!!!!
    Per di più sarà un treno impopolare perchè i biglietti per andare a Parigi non tutti li potranno comprare.... anzi!!!
    Spendiamo questi soldi per salire la graduatoria dei paesi più CIVILI, dove lo Stato è più attento ai propri Cittadini:
    a- Ospedali
    b- Istruzione
    c- Ecc...

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