Home > SPIRIT OF RACHEL CORRIE, SEMPRE IN ALTO MARE
Resta al largo delle coste egiziane la nave che trasporta aiuti umanitari per Gaza. Adesso il Cairo vuole che il carico venga fatto entrare a Gaza attraverso il valico israeliano di Kerem Shalom e non via Rafah.
Roma, 27 maggio 2011, Nena News – Non ci sono sviluppi positivi per la missione umanitaria della “The Spirit of Rachel Corrie” (ex MV Finch), la nave malese con a bordo 12 passeggeri e 7,5 km di tubazioni per le fognature della Striscia, respinta dalla marina militare israeliana il 16 maggio. Le autorità egiziane continuano ad avere un atteggiamento ambiguo. Da un lato promettono assistenza e dall’altro impediscono alla nave di poter raggiungere il porto di El Arish (Sinai). Adesso il Cairo vuole che il carico non venga fatto entrare a Gaza attraverso il valico di Rafah (tra Egitto e la Striscia di Gaza) ma per quello israeliano di Kerem Shalom, una soluzione respinta dagli organizzatori della missione.
La missione, dedicata all’attivista americana Rachel Corrie uccisa nel 2002 a Rafah da una ruspa israeliana, non è collegata alla “Flotilla 2” che a fine giugno conta di far salpare per la Striscia una quindicina di imbarcazioni, sfidando il blocco navale attuato da Israele (un anno fa 9 attivisti turchi della prima Flotilla vennero uccisi da un commando israeliano sulla nave Mavi Marmara). A sponsorizzarla è la Perdana Global Peace Foundation, vicina all’ex premier Mahathir Mohamad. A bordo oltre ai membri dell’equipaggio, ci sono giornalisti e attivisti asiatici, ma anche la canadese Julie Levesque e gli irlandesi Derek e Jenny Graham. I promotori dell’iniziativa a sostegno di Gaza, sottolineano il carattere pacifico della missione navale e smentiscono di aver provato a «sfondare» il blocco quando il 16 maggio la Spirit of Rachel Corrie venne intercettata e bloccata dalle motovedette israeliane.