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Sabato 15 Aprile: Bellaciao in piazza per le libertà dei migranti a Manchester,UK

mercoledì 12 aprile 2006

di Mariangela Casalucci

Manchester : Città di deportazione e di detenzione

La manifestazione è stata organizzata da una coalizione di gruppi e dalla Campagna antideportazione del Nord Ovest della Gran Bretagna

Andremo nei luoghi dove donne e uomini migranti vengono portati, seguiremo i percorsi delle vergogne nascoste, guarderemo come coloro che chiedono asilo e si spostano per cercare condizioni migliori vengono trattati/e.

Partenza dalla prigione HMP Stangeways - alle 12.00, Great Ducie Street, Manchester dove i richiedenti asilo e i migranti possono essere detenuti per il delitto di lavorar e pagare le tasse.

Ci sono ormai molti casi di denunce di abusi contro migranti detenuti e rifugiati che scappano dalla tortura, dalla guerra, dalla povertà.

La detenzione dei migranti è ormai diventata un grande business internazionale che consente grandi profitti a compagni private. Mentre in Australia si denuncia il noto centro di detenzione di Villawood a Sidney dove opera la multinazionale Global Solutions Limited (GSL), a Manchester denunciamo le stesse operazioni della GSL.

Seconda tappa: Tribunale per l’immigrazione: molti sopravvissuti a torture e violenze anche sessuali nei loro paesi sono lasciate/i in tribunale da sole/i, abbandonate/i da avvocati e si ritrovano con il rifiuto alla richiesta di asilo. Molti passano al lavoro nero, diventano senza tetto. "Snatch squads" effettuano "dawn raids" portando famiglie e bambine/i a Dallas Court Enforcement Unit in Salford (dove opera Group 4 Securicor), o all’aeroporto di Manchester (dove opera GSL) e poi a Yarl’s Wood Removal Centre (operated by GSL) per i rientri forzati.

Nonostante gli abusi siano stati documentati da Amnesty International, dagli ispettori della Prigione e anche documentati dalla BBC, uomini, donne, bambine bambini continuano ad essere arbitrariamente e indefinitamente detenuti nei "centri di rimozione" in cui si registrano episodi di violenza autoinflitta e anche casi di suicidio, scioperi della fame, e situazioni di assenza di intervento medico adeguato.

Molti preferiscono suicidarsi che ritornare al proprio paese.
Al Removal Centre di Harmondsworth 99.6% casi di persone provenienti da Iran, Myanmar (Burma) e Congo sono stati rifiutati.

Terza tappa: British Airways Travel Shop in Deansgate - British Airways sono una delle compagnie che trae profitti dalla deportazione verso paesi difficili come il Sudan e il Rwanda. Molti "detenuti" sono stati assaltati dalle "scorte" anche davanti ai loro bambini.

Alcuni sono ritornati feriti dagli aeroporti. Alcuni sono stati riportati indietro ottenendo la posibilità di restare indefinitivamente grazie a campagne di sostegno il che ci porta a chidere come mai siano stati precedentemente detenuti.

Quarta tappa: Ufficio civile - anche l’amore è sotto il controllo dello stato. I Britannici devono essere autorizzati a sposare cittadini di paesi non facenti parte della comunità europea e devono ricevere il permesso da parte dell’Home Office.
Anche quelli già sposati non sono tranquilli; le coppie possono essere separate e i bambini allontanati in nome della necessità di mantenere il controllo sulle migrazioni.

Passeremo da China Town - per ricordare i 58 Cinesi trovati morti nel retro di un camion a Dover e i 23 affogati a Morecombe Bay ; solo due esempi del prezzo umano pagato al controllo delle migrazioniu che poi non è altro che un modo facile per avere mano d’opera sottopagata e senza diritti

La manifestazione finale ai Giardini della Pace- in marzo mezzo milione di persone hanno manifestato a Los Angeles contro la criminalizzazione e lo sfruttamento di migranti "illegali" su cui la loro economia si fonda. Come in America, in Australia e a Manchester si è usato e sfruttato il lavoro di migranti per secoli.

Noi rifiutiamo che vengano criminalizzati, controllati elettronicamente, rifiutati, detenuti, deportati.
Domandiamo giustizia per le/i migranti, che il loro lavoro venga riconosciuto e valorizzato.

Noi difendiamo il loro diritto a stare, sposari, lavorare e contribuire legittimamente alla società in cui hanno deciso di vivere

La coalizione della manifestazione

Ashraf Family Must Stay Campaign, Defend Eucharia & Timeyi Campaign, Sukula Family Must Stay Campaign, Manchester Committee to Defend Asylum Seekers, Farhat Khan & Family Campaign, WAST (Women Asylum Seekers Together), No Borders Manchester, United Community Association for Libyan Refugees, Ziadah & Sharif Must Stay Campaign, Olive & Her Children Must Survive Campaign, Samina Altaf Will Stay Campaign, Leeds NO Borders, Leeds Coalition against the War, No One Is Illegal, Brides Without Borders, Greater Manchester Immigration Aid Unit, National Coalition of Anti-Deportation Campaigns, Collettivo BellaCiao UK