clicca qui per Bellaciao v.3.0 ;)

Archives Bellaciao IT - 2002 -2018 Archives : FR | EN | ES

UOMINI E DONNE

domenica 5 giugno 2005

di Viviana Vivarelli

Le crociate antifemminili dovrebbero finalmente essere ripudiate da una mentalita’ nuova e moderna, piu’ consona ai tempi che viviamo e produttrice di un futuro piu’ sereno per tutti. Tornare alla lotte alle streghe, di infausta memoria, non sarebbe utile nemmeno alla stessa Chiesa, che non mi pare abbia mai chiesto mai perdono per i sei milioni di donne uccise al tempo della caccia alle streghe con accuse intollerabili. Ruini sarebbe da estradare nella notte dei tempi. E con lui quei politici che furbescamente o per convinzione vorrebbero far tornare le donne nel mondo del non essere. Visto che le donne sono la parte numericamente piu’ alta dell’elettorato, forse sarebbe il caso di chiedere scusa per lo spregio che e’ stato loro fatto e che continua ad essere perpetrato contro di loro in un peggioramento delle leggi e dei comportamenti che non trova sospensione nemmeno nelle aule parlamentari.

La legge 40, come altre leggi dello stato, non risponde alle variazioni etiche della società moderna, e’ un rinfocolarsi di antichi pregiudizi maschili barbarici e soprattutto sancisce uno stato di potere arcaico che oggi non ha piu’ ragione di essere e si dimostra del tutto obsoleto. La cosa strana e’ che la Chiesa, nell’attuale campagna astensionista, si viene a trovare sulla linea di uno psichiatra positivista che ha ferocemente avversato: Sigmund Freud. Conosciamo il pensiero di Freud, assolutamente maschilista, tutto incentrato sul predominio del pene e la minaccia della castrazione. Freud ha fatto di una differenza biologica la ragione di una supremazia sociale, che trovava risposta politica nella configurazione forzata delle leggi, del costume, della religione, della famiglia.

Ma questa supremazia sessuale da ormai un secolo e’ stata contestata in nome di una societa’ progredita e migliore, nel fiorire delle rivendicazioni femminili e nel sorgere di una qualita’ di uomini migliori e diversi, su cui molto contiamo. Mentre la psicologia di Freud e’ tutta incentrata sul maschio e tesa al suo dominio sul mondo, Jung considera l’essere umano come entità complessa, formata da valenze maschili e valenze femminili, qualunque sia il suo sesso. Del resto anche il nucleo delle cellule primarie contiene biologicamente entrambe le caratteristiche di genere. Poi l’educazione, la consuetudine, il costume.. si premurano di accentuare certe caratteristiche per l’uomo e certe altre per le donne, creando ruoli e identita’ lateralizzati che possono essere anche molto distinti (vedi Islam fondamentalista o Chiesa di Ruini) oppure si possono integrare in una personalita’ completa e armonica.

I due sessi non sono cosi’ dissimili come certa cultura vorrebbe; pur mostrando certe prevalenze ognuno contiene in se’ il genere opposto, dunque in ogni uomo c’e’ una donna e in ogni donna un uomo ed e’ questo che rende possibile la relazione, il rapporto e l’amore. L’amore non e’ solo una questione di desiderio sessuale, come vorrebbe Freud, ma qualcosa di molto piu’ ricco e complesso che persiste anche quando il desiderio sessuale non c’e’ piu’ e crea un’alleanza, una complementarieta’, un sentimento, una completezza che l’essere singolo non avrebbe.

Ogni volta che la personalita’ si manifesta in senso lateralizzato si crea uno squilibrio che porta a dissociazione psichica, e questa a sua volta produce danni sociali, perche’ si riverbera in comportamenti dannosi per la comunita’. Chi esclude qualcosa da se’ escludera’ qualcosa fuori di se’. Ogni volta che l’Io si aliena da una sua parte, proietta questa dissociazione fuori e la combatte come un nemico, e cio’ crea nel mondo perpetue disarmonie, lotte senza fine, discriminazioni e pregiudizi. Meno l’uomo e’ in pace dentro di se’, piu’ creera’ guerre fuori di se’. La guerra tra sessi e’ la conseguenza di generazioni di uomini patologici, divisi, non pacificati. Al contrario, piu’ una persona e’ riuscita a realizzare una personalita’ autonoma e ben integrata, piu’ diffondera’ attorno a se’ amore e benevolenza, agendo per il positivo del mondo e non per la sua frammentazione.

Le nostre divisioni interne sono tante divisioni sociali, il male dell’uomo e’ il male del mondo, e la storia prova che molti grandi distruttori bellici erano dei veri malati mentali, folli che hanno trascinato altri nella loro follia eccitando le loro parti viscerali. Inevitabilmente le nostre incompletezze generano altre incompletezze. Noi siamo semi che possono creare salute e felicita’ o piante mostruose piene di veleno che si moltiplicano.
Secondo Jung, riuscire a integrare l’uomo in se’ porterebbe a meno guerre, meno divisioni, meno problemi. Integrare le nostre parti genera atteggiamenti di integrazione sociale. Eventi storici drammatici possono dipendere da individui malati, squilibrati, che propagano il loro squilibrio.

In questo senso la figura della Chiesa moderna piu’ integrata e’ papa Giovanni, che aveva emancipato i propri sensi femminili, e sapeva offrire al mondo benevolenza, relazione, amicizia, cordialita’, tolleranza, unione. La fisiologica conseguenza di una psiche armoniosa e’ l’amore. La fisiologica conseguenza di una psiche dissociata e’ la guerra, la crociata, la creazione di un nemico. Il mondo no global, in questo senso, come gran parte del mondo del missionariato, o anche del sindacato, della medicina, dell’insegnamento ecc. sono il frutto di questo amore, sono il prodotto di personalita’ bene integrate, benevolenti, portate naturalmente all’amore per gli altri, all’aiuto, alla compassione. La principale valenza femminile e’ la cura e la protezione della vita e da cio’ discende naturalmente il rifiuto della guerra, il rifiuto delle divisioni, dei pregiudizi e anche della gerarchia, del comando, della sopraffazione...

Non a caso spesso quando uno sogna papa Giovanni lo sogna in vesti femminili, come vecchia badante o nonna o madre, non perche’ egli fosse una donna ma perche’ manifestava elementi che in psicologia si chiamano femminili, perche’ attinenti alla protezione, alla tutela, all’amore. Lo stesso papa Giovanni disse che Dio era ’Madre’, e che l’era futura sarebbe stata l’era delle donne, intendendo che si sarebbe salvata se avesse sviluppato le proprie funzioni femminili. Gli uomini devono curare il mondo non distruggerlo, devono trovare modi di relazione civile tra loro, dirimendo con strumenti pacifiche le divergenze, devono creare un futuro di pace, smussando le differenze, abbandonando i motivi di lotta per cercare i motivi di relazione. E’ chiara la connessione con l’ecologia, il pacifismo, le forme di economia protettive e non distruttive, la difese dei deboli, lo stato sociale, la cooperazione....

Papa Giovanni disse ancora che non si sarebbero salvati i singoli ma i gruppi. Il singolo manifesta l’egoismo, l’egocentricita’, l’opposizione agli altri, l’Io contro tutti; il gruppo manifesta i sentimenti unitivi, di amicizia e relazione, lo stare insieme, tutti eguali e pari, la famiglia umana, il rispetto reciproco, la capacita’ di comunicare e convivere, la capacita’ di stare insieme in pace, il noi. E non a caso il nostro tempo piu’ che pensatori isolati da’ gruppi. La rete no global e’ tutta una connessione tra gruppi, ogni gruppo porta avanti un proprio lavoro etico e sociale e, in virtu’ di un grande miracolo dell’inconscio collettivo, i gruppi sono coesi, e formano spontaneamente un insieme armonico, come se la natura invisibile collaborasse al loro lavoro, creando un organismo comune a livello planetario. Ogni gruppo opera per un scopo cosi’ come le cellule di un organo operano per quell’organo, ma tutti gli scopi concordano col benessere dell’organismo cosi’ come tutti gli organi si coordinano in un tutto. Nessun gruppo e’ fine a se stesso ma tutti sono funzionali a un insieme piu’ alto. Al posto del predominio, dell’arroganza, della prevaricazione troviamo la concordia, la collaborazione funzionale, la prospettiva di un bene futuro generalizzato, il senso di partecipare a un disegno piu’ grande, l’insieme.

Nella Chiesa cattolica tutto questo e’ esistito ed esiste ancora. Zanotelli e’ la grande madre che attrae a se’ i giovani con la sua dolcezza ma anche con la sua forza, prototipo di un mondo nuovo che vorremmo veder sorgere. I Comboniani uniscono in se’ i valori femminili della protezione dei deboli con la logica maschile che cerca le cause politiche della miseria del mondo e le combatte, giusto connubio tra madre che protegge e padre che difende. Gandhi costitui’ un grandissimo modello di questa tutela, tanto che fu chiamato Madre dell’India, ma nello stesso tempo le fu Padre, perche’ condusse una lotta coraggiosa e programmata per la sua liberazione. La differenza fondamentale tra la diffusione del pensiero di Gandhi e quello di Bush e’ palese: uno cerco’ la liberazione di un popolo con la non violenza, l’altro, con l’alibi di esportare democrazia, non libero’ nessun popolo, imprigionando anche il proprio applicando il metodo della massima violenza. Gandhi fu una personalita’ massimamente integrata.

Bush ci presenta una personalita’ grezza, divisa, barbara, lateralizzata, pericolosa a se’ e agli altri. Non e’ di simili squilibri che ha bisogno il mondo, ma di personalita’ unitive, concilianti, dialoganti, pacificanti. Il Cristo e’ il grande modello archetipico della personalita’ bene integrata, che unisce splendidamente il maschile dell’azione col femminile dell’amore.
E’ assiomatico che, politicamente, ove persistano queste lateralizzazioni, noi troviamo il rifiuto della protezione e della tutela dei deboli, la distruzione dello stato sociale, il peggioramento di vita delle classi meno fortunate, la guerra come metodo infinito, l’ambizione come impulso autoreferente, un grado basso di compassione e partecipazione umana, e in quelle politiche troviamo anche una politica sessuale rivolta alla coercizione del mondo femminile e alla regolamentazione rigida e intollerante della famiglia e della sessualita’.

Questo puo’ valere indifferentemente per un capo di stato come per un capo religioso come per le nostre scelte quotidiane. E’ incredibile come tutti questi ‘peggio’ si raccolgano istintivamente insieme. Ne deriva un atteggiamento sociale, una scelta comportamentale, perfino un regime fiscale.

Il fiorire delle aggressive chiese neocon americane non e’ un buon segno per il mondo moderno, e’ un ritorno alla dissociazione, alla maschilizzazione, alla separazione, alla guerra. Non sono gli elementi maschili positivi (intelligenza, logica, ricerca, coraggio, assunzione di responsabilita’, progettazione) ma quelli maschilisti negativi (sopraffazione, prevaricazione, separazione, fanatismo, rigidita’, intelleranza). Tutto questo ha prodotto abbastanza roghi, ci pare. E Ruini, in Italia, preannunzia gli stessi roghi. Non di queste persone avevamo bisogno, non di queste crociatee, non di questi regressi. Esse porteranno guerra, lotta, spreco di energie, sofferenza, dolore, distruzione.

Purtroppo non tutta la Chiesa cattolica e’ come Papa Giovanni, Zanotelli, Don Ciotti, Don Vitaliano, don Milani, padre Cavagna, padre Zichito, il cardinale Martini, Monsignor Romero... La linea unitiva e conciliativa di Papa Giovanni, la missione aperta e tollerante del Concilio Vaticano II avevano aperto grandi speranze nel mondo ma sono state ripudiate da Voitila e temiamo lo saranno ancora di piu’ da Ratzinger. Questa grave intromissione di Ruini non ci voleva, non e’ stata opportuna, non sara’ di aiuto al nostro paese, fa temere fosche ricadute in un confessionalismo estremo che ci porta indietro di secoli ai tempi bui della Contririforma senza portare pace e miglioramento etico. Il mondo ormai e’ in bilico tra la possibilita’ di guerre permanenti ad ogni livello e la faticosa ripresa della comunicazione e della pace a ogni livello. Scatenare nuovi fondamentalismo e rinnovare la caccia alle streghe non rendera’ il mondo migliore. La Chiesa di Roma ha grosse responsabilita’ e potrebbe mancarle, perche’ vive momenti critici e non se ne rende conto. Non si rende conto che scelte sbagliate possono accelerare la sua rovina.

E’ tutto cosi’ precario e pericolante che ogni condotta individuale o collettiva puo’ far piegare la bilancia di qua o di la’, o verso la possibilita’ di una intesa e integrazione o verso la distruzione totale. Ma chi come Ruini e’ accecato solo dal proprio potere personale e cerca la lotta per la lotta, diffondendola attorno a se’ come un virus, dubito che possa essere di qualche utilita’ a questo povero mondo gia’ abbastanza lacerato e diviso.