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Un bel weekend

Publie le lunedì 23 maggio 2011 par Open-Publishing

Nel fine settimana si sono tenuti due importanti appuntamenti politici, entrambi riusciti.

Venerdì al teatro Alpheus di Roma si è svolta l’iniziativa “lavori in corso a sinistra”, mentre sabato e domenica il comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista sull’analisi del voto.

Alla fine del post, per chi fosse interessato, potete trovare i link con gli articoli pubblicati da vari giornali sul convegno e i documenti del Cpn del Prc.

Il dibattito di venerdì è stato interessante per molti motivi – di cui in seguito parlerò -, ma è stato prima di tutto significativo poiché si sono confrontati nel merito di questioni importanti la Federazione della Sinistra con la presenza di tutti i suoi componenti (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Lavoro e Solidarietà e indipendenti), Sel, Cgil, Usb, Ars e Sinistra Critica. Di Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà erano rappresentate le principali posizioni politiche.

Cosa possiamo ricavare da questo confronto? Che, ovviamente, ci sono posizioni politiche e progetti politici molto diversi tra loro, ma che c’è una disponibilità di tutti a proseguire la discussione e che su diversi obiettivi vi è una buona convergenza. Strategicamente i progetti emersi sono tre: quello di Sel (su questo hanno convenuto tutti e tre gli esponenti che hanno partecipato, Giordano, Gianni, Bandoli) di internità al centro sinistra. Quello della Fds (anche su questo vi è stata una convergenza di tutti gli interventi) di unità con il centro sinistra a partire dai contenuti, ma anche di autonomia qualora fosse necessario. Da qui la proposta a Sel e alle altre forze della sinistra di costruire un polo della sinistra di alternativa. E infine quello di Sinistra Critica che propone una opzione di totale autonomia dal centro sinistra in qualsiasi contesto. E’ emerso anche come, su questioni rilevanti, vi siano opinioni diverse sia dentro Sel che dentro la Fds. Dentro Sel vi è chi conferma la tesi del “big bang” per costruire una nuova e ampia forza di sinistra, ma anche chi dice – sulla base di un dato elettorale positivo, ma non eclatante, soprattutto buono per il Pd – che occorre lavorare per consolidare Sel come forza politica di sinistra. Tra i vari interventi degli esponenti di forze aderenti alla Fds, invece, sono emerse posizioni diverse su come ci si deve rapportare ad un futuro governo di centrosinistra: chi è disponibile ad andare a vedere, chi – a partire anche dall’ultima esperienza con Prodi – ritiene non ve ne siano le condizioni.

Tuttavia, quando si è passati dalle collocazioni strategiche al ragionamento politico, le posizioni si sono fatte più articolate e si sono avvicinate.
L’analisi del voto, in particolare su Milano, Napoli e Cagliari, converge. La tesi, tanto cara al Pd, secondo la quale per vincere occorre inseguire il centro non è vera, quindi va contrastata. Il flop del terzo polo e, viceversa, l’affermazione della sinistra ci aiuta ad insistere su questa linea.
L’importanza del sostegno ai quattro quesiti referendari, non solo perché il raggiungimento del quorum, se dovesse seguire alla vittoria dei ballottaggi di Milano e Napoli, potrebbe far crollare Berlusconi, ma anche perché sia il nucleare che l’acqua alludono ad una proposta di società basata sui beni comuni e sulle energie alternative, cosa assai importante.
Quasi tutti hanno proposto che si metta al centro dell’iniziativa politica il lavoro, in particolare per contrastare le politiche modello Marchionne di compressione dei diritti. Molti altri punti programmatici comuni sono emersi e tutti i partecipanti hanno confermato la necessità e l’importanza di proseguire il confronto. E’ importante, quindi, dare continuità a questa iniziativa, ma soprattutto, realizzarne di analoghe sui territori con l’obiettivo di rafforzare l’unità non solo nelle discussioni, ma anche nel fare cose assieme. Sarebbe un bel segnale se in diverse situazioni venisse accolta la proposta emersa nel Cpn di Rifondazione Comunista di costruire, nei comuni, nelle province e nelle regioni i gruppi unitari della sinistra. Lavoriamoci.

Ora passiamo rapidamente ad analizzare l’esito del Cpn di Rifondazione Comunista. E’ andato bene, come già era andata bene la Direzione nazionale di giovedì scorso. Valutazione positiva del risultato elettorale. Nonostante il vergognoso oscuramento, con sondaggi che hanno cercato di accreditare per mesi la tesi che la Fds e i comunisti non esistevano più, possiamo collocarlo tra il 2,7 delle regionali e il 3,4 delle europee. Quello di Sel – per mesi stimata intorno all’8 per cento – è un po’ superiore al nostro, ma distante da quei numeri. La nostra impresa politica non solo può proseguire, ma ricava da questo risultato un impulso. Il dibattito, pur con diverse sfumature, ha condiviso la valutazione del voto proposta nella relazione di Pegolo. Bene dove facciamo coalizioni con tutto il centro sinistra (Milano) e – quando non ve ne sono le condizioni - dove realizziamo comunque coalizioni abbastanza larghe (Napoli e Macerata). Male quando facciamo microcoalizioni (Torino, Mantova, Latina).
Il documento proposto e approvato a larghissima maggioranza propone il rilancio di una politica unitaria così come già era stata declinata in un precedente Cpn di Rifondazione Comunista:
1) fronte democratico per battere Berlusconi. 2) unità d’azione con Sel, Idv e altre forze di sinistra. 3) investire sulla Fds come nostro progetto politico strategico.

Su quest’ultimo punto tutti hanno convenuto che bisogna operare – al di là delle difficoltà che si sono prodotte con la nomina del portavoce – affinché si riunisca al più presto il consiglio della Fds per ragionare sul voto e per risolvere le questioni rimaste aperte dopo il congresso.
Infine sul congresso di Rifondazione Comunista. A parte il dissenso dei compagni e delle compagne di Falce e Martello, il percorso che viene proposto è quello di un congresso unitario che non mortifichi il risultato elettorale positivo e serva soprattutto per rilanciare il partito in vista delle importanti scadenze che ci attendono a partire dalle prossime elezioni politiche.

Come dicevo, il documento – che ricalca quello già approvato dalla Direzione nazionale – è stato approvato a larghissima maggioranza. Da segnalare un emendamento a questo testo (anche questo linkato alla fine di questo post) di Sandro Valentini sul tema del governo che è stato respinto con due voti a favore. Il documento dei Falce e Martello ha raccolto 7 voti. Il documento della maggioranza ha avuto 5 voti contrari, 3 da parte di compagni del terzo documento e 2, per motivazioni ovviamente opposte, da parte di compagni del secondo documento.

ARTICOLO Liberazione (B. STERI)

ARTICOLO Liberazione (T. BUCCI)

ARTICOLO il manifesto (A. BURGIO)

ARTICOLO il manifesto (M. BARTOCCI)

ARTICOLO il manifesto (D. PREZIOSI)

ARTICOLO il Riformista (G. RUSSO SPENA)

DOCUMENTO CPN (approvato a larga maggioranza)

DOCUMENTO CPN (primo firmatario C. Bellotti)

EMENDAMENTO S. Valentini

http://www.claudiograssi.org/wordpress/2011/05/un-bel-weekend/#more-2849