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In tanti salutano Nicola Calipari, morto in Iraq senza un perché

Publie le domenica 6 marzo 2005 par Open-Publishing
4 commenti

Dazibao Guerre-Conflitti USA medio-oriente

di Red

Sono migliaia le persone che stanno sfilando a Roma davanti alla bara di Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso in Iraq mentre cercava di portare in salvo Giuliana Sgrena. Il corpo di Calipari, avvolto nel Tricolore, è giunto al Vittoriano, a piazza Venezia, poco dopo mezzogiorno, alla fine dell’autopsia che ha permesso di accertare che l’uomo è stato ucciso da un solo proiettile, penetrato nella testa.

Nella piazza, ad aspettare il corteo funebre, moltissima gente, molti in fila già dal primo mattino per rendere omaggio a questo funzionario della Polizia di stato da pochi mesi transitato nei servizi segreti. Solo nella prima ora di apertura della camera ardente sono state quasi cinquemila le persone che sono sfilate a fianco della moglie e dei due figli di 19 e 13 anni. Per consentire alle migliaia di persone in attesa di rendere omaggio al feretro, è stato deciso di prolungare l’apertura della camera ardente fino a lunedì mattina alle 9.30.

Inizialmente era previsto che chiudesse domenica sera stessa.

Oltre alla gente comune ministri, politici, e naturalmente i colleghi di Calipari, che sono entrati prima dell’apertura al pubblico per ovvie ragioni di sicurezza. Nel primo pomeriggio al Vittoriano è giunto anche Gabriele Polo, il direttore de Il Manifesto. Polo ha abbracciato la vedova di Nicola Calipari: un abbraccio sincero che ha reso ancora più commovente l’atmosfera dentro il sacrario delle bandiere. Dietro la bara, una corona del Capo dello Stato che domenica notte è andato sulla pista dell’aeroporto militare di Ciampino ad attendere il quadrimotore dell’Aeronautica con a bordo le spoglie del funzionario. Ciampi, per due lunghissimi minuti, era rimasto con le mani alzate, appoggiate alla bara coperta dalla bandiera, in un saluto doloroso e commovente.

Moltissimi naturalmente i riconoscimenti per il sacrificio del funzionario, che ha fatto scudo con il suo corpo a Giuliana Sgrena. La giornalista de Il Manifesto è ricoverata all’Ospedale militare del Celio, a Roma, e non potrà partecipare ai funerali di Nicola Calipari. Pier Scolari, il suo compagno, all’uscita all’ospedale ha detto ai giornalisti che Giuliana sta abbastanza bene ma dovrà restare ancora in ospedale per qualche giorno. Il fratello Ivan ha fatto sapere che probabilmente sarà operata alla spalla ala fine della settimana.

« Calipari è uno dei nostri morti, anche lui si è sacrificato per renderci tutti più liberi, per la libertà dell’informazione» scrive in una nota l’Associazione della Stampa Romana che invita tutti i giornalisti e i cittadini a partecipare alle esequie.. Calipari era molto conosciuto tra i giornalisti della Capitale per essere stato moltissimi anni funzionario della Questura, alla squadra mobile e all’antidroga.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIO...

Messaggi

  • Dedicato a Nicola Calipari

    "Siamo pronti a dire agli americani che la risposta deve essere di confronto con tutte le autorità civili e religiose irachene, e che tutti dobbiamo impegnarci ad evitare ciò che non è una difesa dagli attacchi, ad evitare le uccisioni di civili nel modo più assoluto. Il nostro impegno è parlare seriamente con gli americani" (Franco Frattini, all’epoca ministro degli Esteri, Ansa, 16 aprile 2004).

    (7 marzo 2005)

    • Una cosa del genere non era mai accaduta: 200 intellettuali siriani in piazza a mostrare la faccia, a reclamare libertà al governo di Damasco:Se qualcuno si chiede il perchè...che ciò è possibile,solo da quando la vicina Iraq,ha riassunto un barlume di libertà,e questo,solo GRAZIE AGLI AMERICANI

    • Peccato che le elezioni in Iraq le abbiano vinte gli scIiti filo-iraniani e non quell’ Allawi che avevano messo al potere gli americani.

      Quanto scommettiamo che tra un po’ Al Sistani - che controlla tra l’ altro la milizia di Al Sadr, quella della battaglia di Nassirya - diventera’ anche lui un nemico ?

      Come gia’ Noriega, Bin Laden, i Talebani,Milosevic, lo stesso Saddam Hussein, Assad, tutti personaggi creati "in provetta" dagli United States of America per combattere Urss, Cuba o l’ Iran komehinista, cioe’ l’ "asse del male" di ieri.

      Si’, se il mondo dopo l’ illusione della fine della guerra fredda, e’ seduto oggi su una polveriera, e’ proprio il caso di dire GRAZIE AMERICA !

      Aladino Govoni

      p.s. e comunque, nemmeno se avessi ragione tu, gli Usa potrebbero permettersi di ammazzare impunemente degli italiani

  • Il perchè della morte di Nicola Calipari probabilmente rimarrà un mistero, ma i suoi effetti sono chiari.
    Con la sua morte è stata decapitata l’intelligence dei servizi segreti itraliani in Iraq, quindi con questo incidente ora gli Stati Uniti hanno una netta posizione di vantaggio in quei territori e il peccato ancora più grave è che ora ci saranno menno liberazioni di ostaggi, perchè a quanto pare gli unici che sapevano fare questo mestiere per bene eravamo proprio noi italiani, lo dicono i risultati. Peccato... peccato che proprio ora che i nostri servizi segreti erano lontani dall’ epoca di Gladio, proprio ora che stravano dando lezioni su come si liberano gli ostaggi debbano aver subito questa battuta d’arresto. Speriamo che si faccia luce sul serio su questa vicenda. Lo speriamo tutti , da sinistra a destra. Concludo dicendo grazie a quiesto grande uomo, Nicola Calipari, grazie per averci fatto sentire tutti più italiani.

    Un cittadino Italiano