Il sito Bellaciao. Colorato, molteplice, dove - per fortuna - il meglio accompagna il peggio, misto, bizzarro, fa pensare a Picabia e ai dadaisti, esplora tutti i registri ed i regimi retorici, divertente e polemico, surrealista: incontro fra un ombrello ed una macchina da cucire su un tavolo da dissezione, testa di Lenin sulla tastiera di un pianoforte Steinway o Bosendorfer... Il Collettivo Bellaciao vi invita a festeggiare la 48.6 milionesima visita del sito Bellaciao
FR
ES
Sabina Guzzanti
a Parigi con Bellaciao
Haidi Giuliani
a Parigi con Bellaciao
Modena City Ramblers
a Parigi con Bellaciao
MANU CHAO
a Parigi con Bellaciao
Senal en Vivo

VIDEO - RADIO
SITI AMICI
con Bellaciao
Bellaciao hosted by
Ribellarsi è giusto, disobbedire è un dovere, bisogna agire !
Version Mobiles   |   Home  |   Chi siamo ?   |   Sottoscrizione  |   Links  |   Contact  |   Ricerca
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
de Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
Leggere il seguito - per rispondere...
Franco: se il giudizio storico prescinde dall’antifascismo

di : Gennaro Carotenuto
martedì 29 novembre 2005 - 03h05
JPEG - 11.9 Kb

A trent’anni dalla morte del dittatore, il dibattito storiografico e politologico sul franchismo è orientato da una nuova ideologia, quella del terzismo. È una forma comoda di equidistanza che mette a nudo la crisi del valore dell’antifascismo nella società occidentale.

di Gennaro Carotenuto*

Prima, nel XX secolo, tutto era più facile. Se uno difendeva la dittatura di Francisco Franco era un fascista e se aveva un giudizio negativo della stessa era un antifascista. Dentro dell’una o dell’altra categoria si riconoscevano tutti o quasi tutti. Nella seconda di queste, la democratica, si ritrovava uno spettro ampio della società che andava dai liberali fino agli anarchici. Ovviamente, all’interno del dibattito storiografico, le valutazioni non potevano limitarsi ad espressioni di plauso o ripudio ad un regime che per 39 anni portò infiniti lutti agli spagnoli. Ma le differenze all’interno dell’ampio fronte antifascista erano soprattutto sfumature rispetto ad un giudizio storico condiviso e nettamente negativo.

Le questioni storiografiche principali concernenti il regime di Franco sono consolidate e difficilmente questionabili. Il 18 luglio 1936 Francisco Franco scatenò una cruenta guerra civile contro il legittimo governo repubblicano. Con l’aiuto di Adolf Hitler e Benito Mussolini, instaurò una delle più sanguinose dittature della storia. Gli stessi franchisti ammettono 30.000 esecuzioni in tempo di pace. In realtà i fucilati e i garrotati (strangolati orribilmente) furono tra i 100 e i 200.000. Franco passò la vita firmando condanne capitali. Le ultime cinque, quelle del “processo di Burgos”, furono eseguite appena un mese prima della sua morte. Per 39 anni il suo regime clerico-reazionario, non superò mai la divisione tra i vincitori, i suoi, e gli sconfitti. Fu appoggiato dalla più conservatrice chiesa cattolica al mondo e poi -quando già Hitler e Mussolini non potevano più aiutarlo- dagli Stati Uniti. I difensori della democrazia contro il totalitarismo sovietico, in epoca di guerra fredda, non trovarono nessuno migliore di Franco che incarnasse l’Occidente capitalista e cristiano nello scacchiere iberico. Il suo straordinario accanimento contro le classi popolari, e specialmente contro la classe operaia, causò alla Spagna un ritardo di sviluppo tra i 15 e i 20 anni, oltre ad un decennio di vera carestia.

Anche il giudizio storico sulla II Repubblica spagnola è consolidato. Questa, nonostante le tensioni e divisioni che generarono episodi di violenza, restò una democrazia rappresentativa e multipartitica fino all’ultimo giorno. Le Brigate Internazionali, chiamate a difenderla rappresentavano la migliore gioventù dei cinque continenti. La stessa che subito dopo fu protagonista dell’epopea democratica della Resistenza al nazifascismo. Dunque Franco era, e restò tutta la vita, un simbolo antidemocratico. Antidemocratici erano tutti i suoi sodali, dalla Falange, il partito simil-fascista, fino all’Opus Dei, il contenitore cattolico della classe dirigente complice della dittatura. Al contrario gli oppositori, dai liberali fino alla sinistra radicale, si riconoscevano nei valori dell’antifascismo e in grande maggioranza anche nella democrazia rappresentativa, come testimoniano figure come il Presidente della Repubblica, Manuel Azaña.

LA PIETRA MILIARE DELL’ANTIFASCISMO negli ultimi anni ha perso centralità. Non solo nel dibattito politico, ma nella stessa cultura occidentale. Oggi, per gli intellettuali che aspirano a far carriera, specialmente nei mezzi di comunicazione di massa, è indispensabile fare un costante esercizio d’indipendenza di giudizio che sempre più spesso si estende alla rinuncia alla pregiudiziale antifascista. L’indipendenza di giudizio in sé è cosa positiva. Ma quella che è emersa una volta di più nel dibattito sui trent’anni dalla morte di Franco, è spesso un’indecente presa d’equidistanza tra franchismo e democrazia, in senso più ampio tra fascismo e antifascismo. Altri esempi non mancano. Tale equidistanza disarticola le basi della convivenza democratica in due processi diversi. Da una parte impone un’abiura strisciante dell’antifascismo, considerato uno strumento incompatibile con una reale indipendenza di giudizio. È chiaro che ciò comporta il corollario di una riabilitazione mascherata del fascismo. Dall’altra parte, già che i fatti sono conosciuti e consolidati, così come pure il giudizio storico complessivo, e non c’è alcun bisogno di prescindere dall’antifascismo per studiare le fonti in maniera obbiettiva, per superare le ragioni dell’antifascismo stesso è necessario manipolare la realtà fino a dare un poco -o molta- ragione a chi ragione non ebbe mai.

Così, per affermare che Franco fu un dittatore e un assassino, bisognerà ospitare necessariamente l’altra campana, perché ci spieghi che in realtà Franco salvò la Spagna dal comunismo. Se i fascisti uccisero, è obbligatorio aprire un siparietto per ricordare costantemente che anche gli antifascisti uccisero. La conseguenza è scoperta: far entrare tutti in un calderone dove ragioni e torti si perdono. Per arrivare a questa moderna equidistanza è necessario manipolare storia e storiografia: dell’esperienza repubblicana vanno esaltati i difetti. Allo stesso tempo vanno minimizzati e giustificati i crimini del franchismo. Qualcuno al quale farlo difendere si troverà sempre, come in questi giorni testimonia la resurrezione di quel vecchio fascista di Manuel Fraga, spacciato come autorità e memoria storica del franchismo per il solo fatto che la giustizia verso di lui e verso i franchisti non abbia avuto la forza di fare il suo corso.

La caduta della centralità dell’antifascismo comporta conseguenze preoccupanti non soltanto nel dibattito intellettuale. La “teoria dei totalitarismi” -un contributo molto importante- aveva come limite l’esaltazione delle similitudini tra nazismo e stalinismo, sminuendo le differenze tra le due ideologie. Il fatto che il franchismo -come le dittature latinoamericane d’altra parte- non si coniughi nello schema totalitario, genera conseguenze perverse: se il comunismo fu totalitario come il nazismo nella vulgata odierna tutto quello che non è totalitario sarebbe più vicino alla democrazia. Senza la bussola dell’antifascismo, il dibattito politologico, non solo rispetto al franchismo ma anche rispetto alla stessa modernità, prende cammini pericolosi sia nel campo liberale come in quello della sinistra più o meno radicale. Entrambi gli schieramenti convissero, anche se con difficoltà, nel campo antifascista. Oggi paradossalmente si trovano in campi contrapposti ancora di più che prima della caduta del muro di Berlino. Paradossalmente perché, quando il comunismo rappresentava un pericolo concreto per i liberali, queste due espressioni del pensiero occidentale si riconciliavano nell’antifascismo che è stato patrimonio comune delle democrazie occidentali nel dopoguerra. L’allontanamento temporale dal fascismo classico, la fine della guerra fredda e l’acquisizione da parte dell’ideologia neoconservatrice statunitense di alcuni tratti chiaramente totalitari oltre che imperialisti, fanno sì che il campo liberale smetta di considerare l’antifascismo prioritario e possa debordare a destra senza limiti.

Nello stesso campo liberale ciò si esplicita nell’appoggio acritico alla politica aggressiva degli Stati Uniti da una parte e dello stato d’Israele nel suo contesto specifico. Va però affermato che la perdita di centralità dell’antifascismo comporta il rischio di pericolosi slittamenti anche nella sinistra, più o meno radicale. Anche questa, se la stella polare dell’antifascismo sparisce dal dibattito rischia di trovarsi spesso senza punti di riferimento. Ciò si esplicita -in maniera uguale e contraria al campo liberale- in alcune coincidenze nel giudizio rispetto all’ultradestra neo e post-fascista che dal proprio ghetto ideologico si oppone tanto agli Stati Uniti come -con plurisecolare infamia- ad Israele. Tali coincidenze si ritrovano tanto in alcuni tratti della critica all’impero anglosassone ed al capitalismo globalizzato. Si ritrovano anche nella recettività e nell’introduzione gradualmente più marcata di pregiudizi antisemiti -da sinistra- nella radicalità spesso acritica del giudizio alla politica dello stato d’Israele. Questo non merita indulgenze ma avendo come punto fermo -proprio perché di Israele si tratta e la storia dell’antisemitismo non è cancellabile- la continua autoanalisi sul confine tra giudizio e pregiudizio. È aberrante, ed è solo un esempio, l’enorme circolazione da sinistra di pregiudizi antiebraici rispetto a fatti indimostrabili ed indimostrati, accaduti a Nuova York l’11 settembre 2001. Se liberali e sinistra continuassero ad avere un terreno comune almeno nell’antifascismo, tutti i pericoli elencati non si presenterebbero.

Purtroppo il mondo corre più veloce e le pietre miliari, anche quella dell’antifascismo, sembrano fatte per restare indietro. Tra vittima e carnefice l’intellettuale post-ideologico del XXI secolo non pensa che sia conveniente scegliere. In questi giorni una gran messe di intellettuali - anche di sinistra- solidarizzano con David Irving, lo storico negazionista. Questi da vari decenni, con argomenti risibili e repellenti, nega l’Olocausto e la settimana scorsa è stato arrestato in Austria per il crimine di “apologia del nazismo”, del quale è sicuramente colpevole. I costituenti che negli ordinamenti dell’Europa del dopoguerra considerarono l’apologia del nazismo o del fascismo come un crimine avevano buone ragioni, non dovute solo ad emozioni ed esigenze di breve termine. Tali ragioni continuano ad essere valide oggi, anche se vengono percepite come secondarie di fronte al principio della “libertà di parola”. Irving può parlare e, di fatto, siamo obbligati ad ascoltarlo e comporre il nostro giudizio -o quel che è peggio farlo comporre dalle nuove generazioni- anche assorbendo le sue fantasie criminali. Queste pur non essendo né credibili né rappresentative, per il solo fatto di esistere ottengono così un diritto di rappresentanza. Il sacrosanto principio di libertà di parola non può però non appoggiarsi sul contrappeso dell’antifascismo. Senza di questo, il dilagare dell’apologia del fascismo e del razzismo nella società ed il recepimento di questi da parte delle nuove generazioni potrà essere incontenibile. Domani, la sacralizzazione del terzismo come forma di alienazione e distorsione della democrazia ci obbligherà, per poter parlare di Auschwitz, a dare uguale diritto di parola all’opinione di un nazista.

* Gennaro Carotenuto, è autore di Franco e Mussolini. La guerra mondiale vista dal Mediterraneo: i diversi destini di due dittatori, Milano, Sperling & Kupfer, 2005.

http://www.gennarocarotenuto.it/dbl...



Rispondere a questo articolo
Stampa l'articolo





Corruzione e schiavitù moderna : il controverso leader del Qatar in visita in Italia
lunedì 19 - 12h52
di : Valentina Ricci
In rete il numero di maggio del periodico cartaceo Lavoro e Salute
lunedì 21 - 12h19
di : Franco Cilenti
Primo maggio 1925, la Napoli proletaria non si piega ai fascisti.
mercoledì 2 - 21h25
di : Antonio Camuso
Desperados!
domenica 29 - 08h20
di : Antonio Camuso
IN RETE IL NUMERO DI MARZO DEL PERIODICO "LAVORO E SALUTE"
martedì 27 - 13h59
di : franco cilenti
L’Italia della Terra dei Fuochi e l’Abruzzo
giovedì 8 - 08h07
di : Alessio Di Florio (Associazione Antimafie Rita Atria)
Ma ora si diserti senza se e senza ma il branco dei benpensanti
giovedì 8 - 08h06
di : Alessio Di Florio
Nella Mia Ora di LIBERTA (video)
mercoledì 7 - 00h23
di : Fabrizio De André via FR
Citto Maselli e il suo appello al mondo della cultura – oltre 400 adesioni per P
venerdì 2 - 12h20
di : Franco Cilenti
Abbiamo aspettato troppo… Ora ci candidiamo noi!
mercoledì 28 - 19h10
di : Potere al popolo via RF
COLPO DI SCENA: POTERE AL POPOLO! E’ ANCHE UN LIBRO
mercoledì 28 - 19h05
di : Roberto Ferrario
Il documento approvato all’unanimità dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
martedì 27 - 15h04
di : Franco Cilenti
Milano, 23 Febbraio 1986, l’omicidio di Luca Rossi
venerdì 23 - 14h05
di : Roberto Ferrario
Anni di Piombo: in ‘Sia folgorante la fine’, Valerio Verbano vive
giovedì 22 - 15h39
di : Sciltian Gastaldi via FR
In rete il numero di febbraio del Notiziario nazionale Dire, Fare Rifondazione
giovedì 15 - 10h41
di : Franco Cilenti
OMERTA’
domenica 11 - 12h51
di : FanculoaTuttiVoidiHyperion
propaganda razzista che si lega con omertà e connivenze con mafie e non solo ...
venerdì 9 - 14h36
di : Alessio Di Florio (Associazione Antimafie Rita Atria)
TERRORISMO BIANCO NAZIFASCIO LEGHISTA E MANDANTI
domenica 4 - 19h05
di : Lucio Galluzzi
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 - 14h54
di : Luca Visentini via FR
In rete il numero di gennaio del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 30 - 12h37
di : Franco Cilenti
FACEBOOK ITALIA: PERCHE’ PER ME E’ UN DOVERE POLITICO ABBANDONARE IL "SOCIAL"
domenica 14 - 12h00
di : Lucio Galluzzi
I 59 anni della Rivoluzione cubana
martedì 2 - 13h57
di : Lucio Garofalo
REPUBBLICHETTA
martedì 19 - 19h02
di : Lucio Galluzzi
Col suo marchio speciale di speciale disperazione
domenica 26 - 16h59
di : Alessio Di Florio
In rete il numero di novembre del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 21 - 10h55
di : Franco Cilenti
È online il nuovo numero del periodico nazionale "dire, fare Rifondazione"
martedì 7 - 11h13
di : Franco Cilenti
Cesare Battisti. Vedrete che finirà con la solita truffa!
venerdì 6 - 14h57
di : Paolo Persichetti
Polizia spagnola spara proiettili di gomma dura contro i manifestanti (Video)
lunedì 2 - 17h49
Catalogna dice sì a indipendenza, 840 feriti in cariche ai seggi (video)
lunedì 2 - 10h23
In rete il numero di settembre del periodico cartaceo Lavoro e Salute
martedì 26 - 08h35
di : Franco Cilenti
MOVIMENTO MARCHESE DEL GRILLO
sabato 23 - 14h39
di : Lucio Galluzzi
Honteux
martedì 19 - 23h36
di : Mario
La pace colombiana benedetta da Francesco sporca del sangue yemenita
lunedì 11 - 23h52
di : pugliantagonista
Mafie, cullarsi nella favola vecchia dell’isola felice e nel silenzio delle cosc
lunedì 11 - 11h26
di : Alessio Di Florio
MAL’ARIA NERA
giovedì 7 - 21h25
di : Lucio Galluzzi
Stupro di Rimini:la conferma, fu stupro etnico
mercoledì 6 - 16h14
di : pugliantagonista
Stupro di Rimini: i molti quesiti irrisolti
lunedì 4 - 22h07
di : pugliantagonista
LETTERA APERTA A FILIPPO FACCI: AIUTATE POVIA, MA A CASA VOSTRA!
sabato 2 - 13h26
di : Lucio Galluzzi
COSCIENZE E VARECHINA
venerdì 1 - 14h57
di : Lucio Galluzzi
Stupro di Rimini :"applicare l.internazionale, crimine contro umanità"
giovedì 31 - 14h10
di : pugliantagonista

home | webmaster



Monitorare l'attività del sito
RSS Bellaciao IT


rss FR / rss EN / rss ES



Bellaciao hosted by DRI

Je n'ai qu'une passion, celle de la lumière, au nom de l'humanité qui a tant souffert et qui a droit au bonheur. Emile Zola
Facebook Twitter Google+
DAZIBAO
Sognavamo cavalli selvaggi
giovedì 1 Febbraio
di : Luca Visentini via FR
Sono cento racconti brevi o brevissimi che nell’insieme ricostruiscono, in un’unica vicenda, la Milano dal 1968 al 1977 di un ragazzo della nuova sinistra. Un compagno di base, non un dirigente, né un pentito. Non si parla di analisi politiche o dispute ideologiche, ma di amore, amicizie, famiglia, lotte e scontri concreti. Si legge un “clima”, un’umanità. Sono storie anche vere ma che trascendono, con la scrittura, l’autoreferenzialità. (...)
Leggere il seguito
"Il sogno di Fausto e Iaio" film di Daniele Biacchessi e Giulio Peranzoni alla "Maison D’Italie" a Parigi (trailer)
domenica 8 Gennaio
di : Enrico Persico MUSICA Italiana Paris
CARISSIMI TUTTI CLASSI EDIZIONI PARIGI E MUSICA ITALIANA PARIGI IN COLLABORAZINE CON LA MAISON D’ITALIE VI INVITANO ALLA PROIEZIONE IN ITALIANO DEL FILM DI DANIELE BIACHESSI _vIL SOGNO DI FAUSTO E IAIO ALLA MAISON D’ITALIE _v7 A, boulevard JOURDAN _v75014 PARIS LE VENDREDI’ 20 GENNAIO ALLE 18,30 SEGUIRA’’ DIBATTITO CON DANIELE BIACHESSI E ALESSIIA MAGLIACANE DI CLASSI EDIZIONE SERATA IN ITALIANO IL SOGNO DI FAUSTO E IAIO Un film di Daniele (...)
Leggere il seguito
Io, in quanto europea/o, rifiuto che le/i rifugiate/i siano respinte/i in mio nome
giovedì 10 Marzo
di :
©Olivier Jobard/Myop Io, in quanto europea/o, rifiuto che le/i rifugiate/i siano respinte/i in mio nome IL DIRITTO D’ASILO E’ UN DIRITTO Nell’espressione “diritto d’asilo”, ogni parola è importante. Un DIRITTO offre a qualsiasi persona perseguitata per le proprie opinioni o identità, minacciata da violenza, guerra, o miseria, la possibilità di trovare ASILO in un paese diverso dal proprio. Lo scopo di questa petizione è (...)
Leggere il seguito
L’Italia ha torturato alla Diaz. Condanna europea (video e sentenza)
martedì 7 Aprile
di : via Collettivo Bellaciao
5 commenti
"Quanto compiuto dalle forze dell’ ordine italiane nell’irruzione alla Diaz il 21 luglio 2001 "deve essere qualificato come tortura". Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’Italia non solo per quanto fatto ad uno dei manifestanti, ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura." Il sintetico lancio dell’agenzia Ansa contiene solo l’essenziale, ma si tratta di un fatto politicamente enorme. (...)
Leggere il seguito
Morto Francesco Di Giacomo, voce e anima del Banco (video Full Album)
sabato 22 Febbraio
di : Collettivo Bellaciao
2 commenti
A 67 anni in un incidente stradale alle porte della capitale perde la vita un grande protagonista della scena progressive italiana Un inci­dente stra­dale alle porte di Roma ha cau­sato la morte di Fran­ce­sco Di Gia­como, voce solita dei Banco del Mutuo Soc­corso, sto­rica band romana tra le più rap­pre­sen­ta­tive del rock pro­gres­sive ita­liano. Fon­dato nel 1969, il Banco del Mutuo Soc­corso, insieme alla Pre­miata For­ne­ria Mar­coni, gli Area e a Le Orme, ha por­tato in Ita­lia le (...)
Leggere il seguito
Domani 22 febbraio, ore 16, davanti la lapide che ricorda Valerio Verbano
venerdì 21 Febbraio
di : le compagne e i compagni di Valerio
1 comment
VALERIO VERBANO 22/02/1980-22/02/2011 UCCISO DAI FASCISTI. Il nome di Valerio Verbano, trentaquattro anni dopo il suo assassinio, continua a suscitare emozione. Dire che Valerio vive nelle lotte giorno dopo giorno non è retorica, è davvero così, a Roma e non solo. La storia di Valerio continua essere un’arma in più per cambiare l’esistente, per resistere alla crisi, a partire da un’idea di antifascismo fatto di pratiche sociali e culturali, progetti di autoformazione e (...)
Leggere il seguito
Ucraina. I “martiri dell’Unione Europea”? Sono neonazisti 3 live-stream
venerdì 24 Gennaio
di : Marco Santopadre
E’ davvero singolare l’ipocrisia dell’establishment dell’Unione Europea. Se le grandi famiglie europee del centrodestra e del centrosinistra proprio in queste settimane sono in prima fila nel chiedere ai cittadini del continente di non votare per forze politiche xenofobe o di estrema destra alle prossime e imminenti elezioni europee, allo stesso tempo sono proprio formazioni ultranazionaliste, razziste e a volte apertamente ispirate al fascismo e al nazismo quelle (...)
Leggere il seguito
Hugo Chavez é morto (video live)
mercoledì 6 Marzo
di : Collettivo Bellaciao
5 commenti
Il presidente compagno venezueliano Hugo Chavez é morto dopo una lunga battaglia contro un cancro.
Leggere il seguito
Palestina è FATTO! Il primo passo è stato compiuto
venerdì 30 Novembre
di : Collettivo Bellaciao
Nonostante l’ostruzione del più forte paese imperialista. Anche se esiste un percorso abissale ancora a percorrere, questo riconoscimento timido assomiglia di già a un schiaffo... non ci risparmiamo di questo "piccolo" piacere! Mabrouk (felicitazioni), per questo primo passo!
Leggere il seguito
Cassa di Resistenza per i lavoratori colpiti dal terremoto in Emilia Romagna
giovedì 31 Maggio
di : Collettivo Bellaciao
I compagni e le compagne del PRC dell’Emilia-Romagna hanno organizzato una cassa di resistenza per dare solidarietà attiva alle/ai lavoratrici/lavoratori le cui fabbriche sono state distrutte dal terremoto, nonché alle famiglie dei lavoratori rimasti uccisi dal crollo dei capannoni. Facciamo appello ai Gruppi di Acquisto Popolare ed a tutte le strutture del Partito per attivarsi da subito per raccogliere in particolar modo fondi. I versamenti potranno essere effettuati sul conto (...)
Leggere il seguito
STORIA DEL 1° MAGGIO
martedì 1 Maggio
di : Roberto Ferrario
A Parigi il Collettivo Bellaciao si ritrova come ogni anno nella manifestazione che percorre la città. di Roberto Ferrario Il 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione. "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d’ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran (...)
Leggere il seguito
25 aprile: la resistenza in Italia
mercoledì 25 Aprile
di : Collettivo Bellaciao
La sfilata della Liberazione a Milano (5 maggio 1945) guidata dal Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà. Fu l’atto simbolicamente conclusivo della Resistenza italiana al nazifascismo (in effetti la lotta armata si protrasse in numerose località, specie del Nord-Est, sino ai primi giorni del maggio 1945) e delle insurrezioni popolari che, sostenute dalle formazioni militari di partigiani e patrioti, consentirono la liberazione delle grandi città del Nord Italia prima (...)
Leggere il seguito
DAX NEL CUORE E NELLA LOTTA
venerdì 16 Marzo
di : Milano
16 marzo 2012 Via Brioschi Milano dalle 20.30 letture e interventi in ricordo di Dax e corteo per il Ticinese tutti presenti..... CHI LOTTA NON MUORE MAI......
Leggere il seguito
Parigi: solidarietà con i NoTav (video con Oreste Scalzone)
giovedì 8 Marzo
di : Collectif Bellaciao
Sabato 3 marzo un raduno di una centinaia di persone in faccia al Centro Pompidou in solidarietà con il movimento notav italiano, dopo l’assemblea organizzata in questa occasione una piccola manifestazione si è organizzata fino alla piazza del Chatelet Lunedì, 6 marzo, la sede della RAI di Parigi è stata occupata simbolicamente in protesta contro il modo in cui i grandi mezzi di comunicazione italiani, tra cui la RAI, partecipano alla criminalizzazione del movimento NoTAV, senza dare (...)
Leggere il seguito
Valerio Verbano (Roma, 25 febbraio 1961 – Roma, 22 febbraio 1980) (video)
martedì 21 Febbraio
di : Collettivo Bellaciao
1 comment
MERCOLEDI’ 22 FEBBRAIO ore 16,00 in via MONTE BIANCO 114 UN FIORE PER VALERIO, presidio alla lapide sotto casa di VALERIO. ore 17,00 partenza del corteo... MAI COME QUEST’ANNO TUTTI E TUTTE...
Leggere il seguito