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Perche’ la gente negli USA vuole la guerra ?

mercredi 26 février 2003 - Contacter l'auteur

Superare la distanza
di Paul Krugman

Ci sono state molte discussioni sul perche’ l’Europa e gli Stati
Uniti improvvisamente sono cosi’ divisi. E’ una questione di cultura ?
Di storia ? Ma non ho visto discussioni su di un punto piu’ ovvio :
abbiamo diversi punti di vista perche’ leggiamo notizie diverse.

Facciamo un passo indietro. Molti Americani ora accusano la Francia
pe ril raffreddamento delle relazioni USA-Europa. Si parla
addirittura di boicottare i prodotti francesi.

Ma il comportamento della Francia non e’ un’eccezione. Le grandi
manifestazioni di sabato scorso hanno confermato i sondaggi che
indicano un bassissimo livello di fiducia nell’amministrazione Bush e
scetticismo su una guerra contro l’Iraq in tutti i maggiori paesi
europei, a prescindere dalle posizioni dei rispettivi governi. Anzi,
le manifestazioni piu’ numerose sono avvenute in paesi i cui governi
sono a fianco dell’amministrazione Bush.

Ci sono state grandi manifestazioni anche in America. Ma la sfiducia
verso gli USA ha raggiunto un tale livello oltre oceano e perfino tra
i nostri alleati britannici, che un recente sondaggio inglese ha
indicato negli USA la nazione piu’ pericolosa del mondo, prima della
Corea del Nord e dell’Iraq.

Come mai gli altri paesi non vedono il mondo come lo vediamo noi ? Il
motiva sta in gran parte nel diverso modo di dare le notizie. Il
nuovo libro di Eric Alterman "What Liberal Media ?" non prende in
considerazione la comparazione tra diverse nazioni, ma la differenza
tra il modo in cui le notizie vengono mostrate in USA e in Europa e’
un forte punto a favore di questo argomento. Se messe a confronto con
le controparti straniere, i nostri media "liberal" sono molto piu’
conservatori, e in questo caso a favore della guerra.

Non parolo solo dei media stampati. Ci sono delle differenze, ma i
piu’ importanti giornali negli USa e in Inghilterra descivono
sostanzialmente la stessa realta’.

Ma molte persone, comunque, traggono le informazioni dalla TV, e qui
la differenza e’ immensa. La copertura delle manifestazini di sabato
e’ un esempio di come le Tv informative via cavo statunitensi, in
particolare, sembrano parlare di un pianeta totalmente diverso da
quello coperto dai media stranieri.

Che cosa avrebbero visto gli spettatori dei canali via cavo ?
Domenica, il giornalista della Fox ha descritto i manifestanti di New
York come "i soliti manifestanti" o "protestatari seriali". La CNN
non era cosi’ sommaria, ma domenica mattina il titolo dul sito web
del network recitava "le manifestazioni contro la guerra deliziano
l’Iraq" e la foto di accompagnamento mostrava le manifestazioni di
Baghdad, non quelle di Londra o New York.

Certo il tenore delle notizie sugli eventi di sabato riportate da
tutto il settore dei media non era esattamente questo, ma non vi si
discostava molto. Per mesi i maggiori canali di notizie americani
hanno agito come se la decisione di invadere l’Iraq fosse gia’ stata
presa, e hanno interpretato il proprio ruolo come se fosse quello di
preparare il pubblico americano alla guerra imminente.

Quindi non e’ una sorpresa constatare che il pubblico americano ha le
idee un po’ confuse sulle distinzioni tra il regime iracheno e Al
Qaeda. I sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani pensano
che qualcuno o tutti i dirottatori dell’11 settembre fossero
iracheni, e molti pensano che Saddam Hussein fosse implicato nell’11
settembre, affermazione che non e’ mai stata fatta nemmeno
dall’amministrazione Bush. E poiche’ molti americani pensano che sia
ovvia la necesita’ di fare la guerra a Saddam, pensano anche che gli
Europei che non li seguono sono dei codardi.

Gli Europei, che non ricevono le stesse notizie dalla TV, sono molto
piu’ propensi a chiedersi perche’ l’Iraq - piuttosto che la Corea del
Nord o Al Qaeda - sono nel mirino della politica americana. Ecco
perche’ molti di loro si chiedono quali sono i veri motivi degli
americani, e sospettano che sia solo una questione di petrolio o che
l’ammiinistrazione Bush stia solo prendendo di mira il nemico piu’
facile da sconfiggere. Non considerano l’opposizione alla guerra in
iraq come un atto di codardia, lo vedono come un atto di coraggio, di
opposizione alla prepotente amministrazione Bush.

Ci sono due possibili spiegazioni per questa grande distanza tra i
media delle due sponde dell’Atlantico. Una e’ che i media europei
hanno un pregiudizio anti-americano che li porta a distorcere le
notizie, perfino in quei paesi come il Regno Unito, dove i leaders
dei due maggiori partiti sono a favore di Bush e supportano l’attacco
all’Iraq. L’altro e’ che i media statunitensi - che operano in un
contesto in cui chiunque ponga domande sulla poliica estera
dell’amministrazione e’ visto come antipatriottico - hanno ricevuto
come consegna il compito di "vendere" la guerra, non di presentare un
insieme di notizie che mettano al centro dell’attenzione la
giustificazione per questa guerra.

Qual’e’ quella giusta ? Sta a voi decidere.

Mots clés : Guerres-Conflits /
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