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A Torino due episodi inquietanti

Publie le sabato 11 giugno 2011 par Open-Publishing

Due episodi accaduti in questi giorni in provincia di Torino non possono non inquietare, tanto più considerato il clima di tensione presente nel nostro territorio per altri noti fatti.

L’incursione squadrista ai Murazzi da parte di un manipolo di fascisti capeggiata dal consigliere comunale del Partito della Libertà Maurizio Marrone non può essere mascherata come una giovanile bravata.

Tantomeno la digos e la squadra scientifica della Questura di Torino possono fare proprie la versione dei fatti che sono smentiti da documenti inoppugnabili.

Ci sono le fotografie, pubblicate da un quotidiano cittadino, nelle quali il nostalgico del duce, il neoconsigliere (con precedenti denunce per rissa), viene ritratto nella sala dell’incursione i cui muri sono già imbrattati da volgari frasi inneggiati al fascismo e offensive nei confronti dei partigiani.

Che i fascisti (di tutte le generazioni) fossero vigliacchi dopo le loro aggressioni, negando quando venivano sorpresi con le mani nel barattolo della marmellata, non abbiamo mai avuto dubbi.

Ma le loro falsità non possono essere avvallate, soprattutto da chi è chiamato a tutelare la legge.

È significativo il fatto che La Stampa abbia in un primo momento ridotto la notizia ad una colonna relegandola nelle pagine delle brevi. Il giorno dopo, sia pure usando il condizionale, ha attribuito la versione dei camerati sulle scritte alla scientifica della Questura.

La potenza dei piani alti del Lingotto evidentemente è sempre presente nella redazione di via Marengo, indipendentemente da chi dirige il quotidiano.

Alcuni consiglieri comunali sono intervenuti presso il sindaco perché l’atto teppistico con l’esaltazione del fascismo compiuto dalla squadraccia guidata dal Marrone, venga severamente censurato in apertura della prima seduta del nuovo consiglio comunale.

A quanto ci risulta nessuno ha chiesto l’allontanamento dalla "Sala Rossa" dell’esponente del Pdl.

Invece, ancora una volta, nella sua lunga e non certamente luminosa carriera politica, Silvio Viale si è agitato per mostrare le sue doti di paladino del garantismo.

Viale non può confondere una sacrosanta protesta contro l’esaltazione del fascismo con gli aborti clandestini!

Il secondo episodio di cui abbiamo accennato in apertura, riguarda la decisione della giunta comunale di Casalborgone di dedicare un reliquato di sedime stradale ad Umberto II.

Il provvedimento è stato giustificato dal fatto che il Re di Maggio sarebbe stato detronizzato nel 1946 grazie ad un referendum taroccato.
Abbiamo così scoperto che da 65 anni viviamo in una repubblica illegittima, perché frutto di un broglio elettorale.

Vogliamo ricordare all’ignorante sindaco di Casalborgone (nel senso di chi ignora la storia) che il risultato di quel referendum, espressione della volontà popolare, è stato regolarmente convalidato dalle più alte cariche della magistratura. E in quegli anni non andavano ancora di moda le toghe rosse.

A seguito di un intervento dell’ANPI provinciale (che si è fatto interprete dell’indignazione di tutta la popolazione della zona) è intervenuta tempestivamente la Prefettura.

A quanto ci risulta il grottesco atto amministrativo della giunta di Casalborgone sarà modificato.

Comunque sia, per sabato 18 giugno, è stato organizzato un presidio democratico sulla piazza del piccolo centro, anche per ricordare le nefandezze degli ultimi Savoia che regalarono all’Italia vent’anni di dittatura fascista e furono tra i confirmatari delle leggi razziali (1938) contro gli ebrei.

http://www.nuovasocieta.it/editoriali/27410-a-torino-due-episodi-inquietanti-.html