Home > BNL - Intervista a D.M., delegato sindacale sotto "fuoco concentrico"

BNL - Intervista a D.M., delegato sindacale sotto "fuoco concentrico"

Publie le sabato 4 giugno 2011 par Open-Publishing
5 commenti

A distanza di due mesi circa dalla vicenda che lo ha coinvolto personalmente ed a oltre un mese dalla conclusione degli accordi in Bnl su Vap ed inquadramenti, abbiamo voluto intervistare D. M., il delegato sindacale della Falcri Bnl Aldobrandeschi inopinatamente colpito tanto dalla Bnl che dal suo sindacato e del cui caso ci eravamo già a caldo occupati.

Vedi al link :

http://bellaciao.org/it/spip.php?article28748

———————————————————————————-

D., come spieghi, ora a “bocce ferme”, la vicenda che ti ha pesantemente coinvolto ?

Bah, credo molto semplicemente che la Falcri mi abbia “fatto fuori” in base a motivazioni politiche sia aziendali che di carattere più generale. Tieni conto che nella stessa fase è stato “purgato” anche il responsabile della Falcri dell’Area Lazio/Sardegna, poi passato con un altro sindacalista ad altra Organizzazione. E, mi dicono, qualche situazione similare si sarebbe verificata anche nella Falcri di altre aziende di credito nello stesso periodo.

Partiamo allora dalle motivazioni di carattere più generale

E’ semplice, già l’adesione della Falcri alla Confsal, avvenuta ormai un paio di anni fa, presupponeva nei fatti una “svolta moderata”, la Confsal è per natura una confederazione ultraconcertativa e sempre filo-governativa, chiunque governi.
Questa caratteristica “normalizzatrice” – chiaramente tesa a tornare al primo tavolo di contrattazione sia pure non col capo cosparso di cenere – si è accentuata ancora di più con la fusione in essere col Silcea, sindacato che da decenni, salvo rarissime eccezioni fuori la Bnl, sopravviveva a sé stesso senza nemmeno più provare ad incidere minimamente.
Dentro questa involuzione “normalizzatrice” non c’era più probabilmente spazio per impostazioni “antagoniste” come quella rappresentata non solo personalmente dal sottoscritto ma storicamente da tutta o quasi la Falcri Bnl e da qualche situazione similare in altre aziende.

E le motivazioni invece squisitamente aziendali ?

Qui, pur con un inevitabile collegamento con le questioni di carattere generale già dette, tutto si spiega con la vertenza partita a dicembre 2010 e conclusasi a fine aprile.
E non è certo questione riguardante solo la Falcri, provvedimenti disciplinari aziendali e “purghe” ed emarginazioni attuate a vario titolo dai vertici sindacali hanno riguardato anche altre organizzazioni, la CGIL e la CISL in modo particolare.
Debbo anzi dire che i miei due giorni di sospensione alla fine comminatimi dalla Bnl sono poca cosa rispetto ai dieci cui è stato “condannato” negli stessi giorni un rappresentante Cgil dell’Area Lazio/Sardegna. E questo nel totale silenzio del suo sindacato che invece, nel mio caso, debbo riconoscere che si è mosso, soprattutto sul piano locale Aldobrandeschi, significativamente a mia difesa.

Spiegaci meglio questa situazione.

La provocazione aziendale di fine anno, il tentativo di tagliare il Vap 2010 già concordato e la successiva disdetta degli accordi normativi rappresentava sì in parte anche il tentativo di nascondere l’andamento non eccezionale della Bnl nel 2010 ma soprattutto era un “pokeraccio” che qualcuno ha giocato, a mio giudizio, più per questioni Abi che non specificatamente Bnl.
Si era in pieno “momento Marchionne” e qualche dirigente Bnl, ma con incarichi anche in Abi, ha cercato di anticipare a livello aziendale l’atteggiamento “marchionnista” poi preso da tutta l’Abi nella trattativa nazionale di categoria.
Il rifiuto iniziale del ricatto da parte della Cgil che ha poi coinvolto tutte le altre sigle è stato un primo “stop” a questa pretesa pokeristica.
Poi c’è stato un promettente inizio di mobilitazione ad Aldobrandeschi e nell’area Lazio/Sardegna, partito con l’assemblea di Aldobrandeschi tenuta in Febbraio dalla Falcri ed in particolare dal sottoscritto, cosa che poi si è però allargata a tutte le altre sigle, con gli scioperi a Marzo in Sardegna ed in Aprile sulla piazza romana e che soprattutto ha visto svilupparsi in embrione un nuovo protagonismo ed una nuova unità di fatto dei lavoratori, anche al di là delle sigle e delle appartenenze.
Lì credo che qualcuno, forse messo in discussione anche dai vertici aziendali e dalla proprietà francese, abbia avuto veramente paura.

E cosa ha fatto ?

Mah, sostanzialmente ha ceduto rispetto al ricatto pokeristico. Questo, pur coi dubbi che esprimo su parte dei contenuti dell’accordo stipulato, mi sembra però cosa innegabile. Il velleitario progetto “marchionnista” in Bnl non è passato, anche se ne rimangono significative tracce nel clima aziendale di tutti i giorni.
Ma questo qualcuno ha poi successivamente, ed anche prima di cedere, utilizzato tutti gli strumenti di pressione e di ricatto possibili rispetto a tutte le organizzazioni sindacali per non sembrare di uscire troppo “sconfitto” da questa situazione.
La mia vicenda e le altre che ho sommariamente citato contro altri esponenti sindacali dell’ Area Lazio/Sardegna fanno parte di questo tentativo.
In particolare penso si siano volute punire, col sostanziale accordo dei vertici sindacali aziendali e nazionali, anche loro preoccupati da una possibile rottura di equilibri consolidati, le forme comunicative che avevano permesso quell’ accenno di “rivolta”, le mails ed il web.
Per quanta riguarda la Falcri, poi credo che queste pressioni e questi ricatti, in concomitanza della “svolta normalizzatrice” più generale di cui parlavo prima, siano stati fortissimi. Basti pensare alla demenziale (!?!) scelta dello sciopero separato su Roma in Aprile o al bassissimo profilo tenuto da questa sigla nelle campagne elettorali su Fondo Pensioni e Cral di Roma, appuntamenti che in passato, per la Falcri, erano considerati “vitali” e dove, invece, stavolta non ha raccolto nemmeno i voti di tutti i propri iscritti.
Sul Cral di Roma, addirittura la Falcri ha rifiutato la naturale alleanza col Silcea che, numeri alla mano, sarebbe stata una mossa vincente, favorendo di fatto la lista del “primo tavolo” ed un risultato elettorale di “pareggio” che rischia oggi di rendere ingovernabile questo organismo.
Solo qualche mese fa, un atteggiamento così rinunciatario della Falcri su queste due questioni sarebbe stato impensabile.

Nel tuo caso, vista anche la contemporanea sospensione dagli incarichi sindacali e dalla stessa iscrizione da parte della Falcri, si erano ipotizzati provvedimenti molto gravi da parte aziendale. Come mai poi la cosa è sostanzialmente rientrata ?

Innazitutto debbo ringraziare la straordinaria solidarietà che ho ricevuto dai lavoratori di Roma/Aldobrandeschi ma anche della piazza romana più in generale.
Solidarietà di massa i cui segnali sono certamente arrivati anche ai vertici aziendali ed a chi doveva decidere sulla mia “sorte”.
Poi non è mancata nemmeno la solidarietà dei dirigenti sindacali di altre sigle, come dicevo della Cgil Aldobrandeschi in particolare. Ma, è importante sottolinearlo per illuminare il quadro più generale, anche da parte degli “opposti” della Ugl.
E credo che tutto questo abbia inciso anche nelle contraddizioni createsi all’interno della dirigenza Bnl di cui parlavo prima.
Ed alla fine, come si dice in “zona Cesarini” – voglio credere anche per effettiva solidarietà perlomeno umana nei miei confronti e non solo per attenuare una figuraccia politica comunque inevitabile – si è mossa anche la Falcri o quantomeno singoli dirigenti importanti di questa.

Come vedi la prospettiva futura generale e quella tua personale in particolare ?

Se ti riferisci alla situazione del Paese, vedo bei segnali di ribellione e di rinnovamento.
E non tengo conto solo dei risultati elettorali che, parlando di sindacato, mi interessano fino ad un certo punto, anche se certo ora è fondamentale, a mio giudizio, pure raggiungere il quorum ai prossimi referendum, come giustamente avete sottolineato voi qualche giorno fa.
Ma mi riferisco proprio alle proteste sociali che credo abbiano poi particolarmente contribuito a questi risultati elettorali.
La protesta giovanile e studentesca di fine 2010, la resistenza a tratti eroica della Fiom ma anche le battaglie sul territorio, in particolare – parlando del nostro settore – quella avvenuta in varie parti del paese contro la prepotenza e le vessazioni di Equitalia che da queste proteste è poi stata costretta ad abbassare molto le penne …. Ed anche le durissime lotte di questi giorni dei lavoratori di Fincantieri.
Insomma lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo !” si sta allargando dal movimento studentesco a settori dell’intera società e, “scassando”- come dice De Magistris – gli equilibri di potere, pure quelli un po’ asfittici della opposizione tradizionale, comincia a produrre anche significativi risultati pratici.
Tutto questo potrà tornare utile anche per il prossimo rinnovo del CCNL dei bancari.

E tu, cosa farai ?

Francamente in questi mesi non ci ho pensato molto.
Tieni conto che la questione disciplinare Bnl – cosa che indubbiamente era fonte di preoccupazione principale – si è chiusa solo lo scorso 27 Maggio con la consegna al sottoscritto della “sentenza”, contro la quale ovviamente farò comunque ricorso all’Ufficio Provinciale del Lavoro sospendendone l’esecutività.
E poi, in questi mesi, mi sono trovato ad affrontare pure una serie di “effetti collaterali” di queste vicende ed anche qualche serio problema di salute che non ho ancora del tutto superato.
Vedremo con calma . Certo comunque il fatto che molto dipenderà, anche per le mie scelte personali, dall’”effervescenza sociale” in atto in Italia ed anche in altri paesi europei. Penso sinceramente che stiano per saltare molti equilibri consolidati e che questo porterà inevitabili conseguenze anche nel nostro settore, ovviamente tutt’altro che estraneo alle cause della crisi più generale, e naturalmente anche in Bnl.
E questo certo metterà in difficoltà chi pensa di risolvere tutto coltivando opportunisticamente i propri piccoli “ruoli” ed i propri magri “orticelli” di nicchia.
Come dicevo prima, staremo a vedere. Ma tira un gran bel vento …
Grazie per l’intervista e per avermi nuovamente dato voce.

Di niente. Per chi si pone il problema della informazione alternativa questo è un dovere.

Ma io vi ringrazio lo stesso. C’è assoluto bisogno di informazione alternativa, è l’arma più importante, chi non comunica purtroppo – nella società della comunicazione – di fatto non esiste. In fondo anche quanto mi ha coinvolto in questi mesi era soprattutto un chiaro tentativo di impedire questa comunicazione tra lavoratori. E anche voi rappresentate una dimostrazione che non ci sono riusciti.
Come cantava Battisti, “come può uno scoglio arginare il mare ?”

Intervista realizzata telefonicamente il 1 Giugno 2011

Messaggi

  • Ci dovrebbe essere un refuso circa:
    "
    ...
    Tieni conto che nella stessa fase è stato “purgato” anche il responsabile della Falcri dell’Area Lazio/Sardegna, poi passato con un altro sindacalista ad altra Organizzazione. ..."

    Dovrebbe trattarsi - nella circostanza - della CGIL, Organizzazione che difese il sottoscritto, pur non essendone appartenente, allorchè colpito da fuoco aziendale.

    Sono ricordi lontani, ma non sbiaditi; e con il colpito di oggi spesso nella stessa trincea.

    Spiace tutto quanto si legge per quanto vissuto direttamente, tempo addietro; ma non si esprimono giudizi di sorta - essendone oramai fuori - se non per sottolineare che un Organizzazione sindacale tutela (deve tutelare!) sempre e comunque i suoi "figli" migliori.

    luigi

    • No, non è un refuso, caro Luigi.

      Pochi giorni dopo la "purga probivira" contro D.M., all’interno della rsa dell’Area Lazio è stato esautorato il responsabile di quella Rsa, G.C., ed un altro rappresentante, poi passati al Sinfub.

      In questo caso ci si è inventati, in quattro e quattrotto, un inesistente Comitato Direttivo che ha cambiato la composizione della Rsa.

      Un’altra storiaccia, magari non propriamente dello stesso segno, ma indicativa di un certo clima nel sindacato Falcri della Bnl.

      Poi ci sono state vicende analoghe, nello stesso periodo, in altre sigle ...

      La Fisac/Cgil, che pure a livello locale difende D.M., che però non difende minimamente un proprio dirigente dell’ Area Lazio, colpevole di essersi recato in una agenzia a propagandare un’assemblea, trovandosi però in permesso Legge 104 ( per se stesso e non per familiari da assistere, cosa che non implicherebbe nessuna limitazione di movimenti ) e non in permesso sindacale ... 10 gg di sospensione ! dopo c’è solo il licenziamento .... un caso identico, poi bocciato dalla magistratura, era avvenuto nei mesi scorsi nella Fiat di Marchionne, mi sembra a Termoli ....

      Il caso poi che ha coinvolto l’intera Fiba/Cisl romana della Bnl è ancora più incredibile ... avevano invitato a votare al Fondo Pensioni solo i candidati in servizio ... e non i ben 4 ( su otto !) candidati ormai in pensione .... tutti vecchi boss del sindacato Bnl da riciclare .... e per questo sono stati "espulsi" dai tavoli romani di contrattazione ...

      Tieni conto che, di fatto, quell’inizio di "rivolta" messo in piedi in Lazio e Sardegna e che tanto ha fatto tremare la Bnl ed i burocrati sindacali, di fatto nasceva da un "patto di fatto" proprio tra singoli dirigenti della Falcri, della Cgil e della Cisl laziali e sarde .... anche se è vero che poi, sia pure un pò a fatica, tutte le altre OO.SS. locali avevano partecipato e promosso assemblee e scioperi ...

      E, guarda caso, lì si è colpito così pesantemente ....

      K.

    • Poi credo vada fatta notare - a proposito della Falcri Bnl - pure un’altra cosa, non citata nell’intervista a D.M. che credo indicativa di una "involuzione" .... se non di una vera e propria mutazione genetica ....

      Tu che ne hai fatto parte non puoi non ricordare il grosso interesse della Falcri Bnl per il coinvolgimento della Bnl nelle operazioni finanziarie riguardanti gli armamenti.

      E da qualche anno, spesso citata in documenti e volantini Falcri, anche la questione del "commercio" di prodotti finanziari cosiddetti "derivati", spesso "tossici" a comuni, province e regioni.

      Ebbene nelle scorse settimane prima è uscito fuori, da parte dei soliti gruppi pacifisti che vigilano sulla questione, il fatto che Bnl/Bnp è in testa alla classifica delle "banche armate" operanti in Italia.

      E poi la magistratura ha sequestrato a Bnl ben 17 milioni di euro ed indagato un discreto numero di dirigenti e funzionari per una presunta "truffa" a base di derivati ad alcuni comuni siciliani.

      La Falcri ha detto o scritto nulla su questi fatti ? NO !

      K.

    • Allora il refuso è il mio, ma ritenevo che l’incarico di "responsabile della Falcri dell’Area Lazio/Sardegna", fosse nella titolarità/competenza di D.M..

    • D.M. era Coordinatore Territoriale Lazio - Sardegna della Falcri Bnl.

      G.C. era invece il Responsabile della Rsa dell’Area Lazio ( ex Filiale di Roma).