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DIFENDI LA DEMOCRAZIA !

giovedì 9 giugno 2005

di Vivviana Vivarelli

Un parroco napoletano invita a disertare le urne in occasione del referendum sulla procreazione assistita e dall’altare offre una gita gratis al mare. Don Franco Rapullino, parroco a Porta Capuana,ieri mattina durante l’omelia. «Noi cattolici crediamo nella vita eppure ci sono tante persone che vogliono manipolarla. Per questo siamo convinti che sia meglio non andare a votare. Anzi, sapete che vi dico? Domenica prossima ce ne andiamo tutti al mare e la chiesa vi paga pure il biglietto d’ingresso per il lido flegreo Barca d’Oro».

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Astensione.

“Ponzio Pilato ... presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». (Mt 27,17-24) ...

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Cosi’ oggi gli astensionisti.

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Forse sarebbe stato anche possibile discutere francamente e onestamente sulla legge 40, ma tutto e’ diventato assurdo dopo frasi come: "Nell’embrione c’e’ Dio" ("il Tempo") o, come dice un manifesto propagandistico: “"Sulla vita non si vota" o ancora di piu’ dopo gli ignobili manifesti di Giovanardi a Ferrara che equiparano il referendum all’eugenetica nazista o dopo la confessione di Gasparri che, dopo il referendum si eliminera’ la legge 194 e si vietera’ la spirale, il che fa temere altri divieti che rovesceranno molti diritti acquisiti che sono ormai entrati nell’etica generalizzata.

Ma i toni sono schizzati soprattutto dopo la campagna martellante per l’astensione fatta in molte chiese. Questi sforamenti illegittimi hanno allargato lo scontro oltre ogni dire.

Ovviamente chi usa toni alti evoca toni altissimi. E la degenerazione di ogni discorso e’ inevitabile. Alla fine che ci perde e’ proprio la vita. Ma anche la democrazia. E il buon senso. Ma ci perde soprattutto quell’etica che viene continuamente invocata perche’ in nessun crociata, in nessuna forma di fanatismo, in nessuna intimidazione o coartazione possiamo parlare di etica. E nemmeno in nessuna furbata.

Ognuno deve fare esattamente quello che la coscienza gli dice; se sceglie la posizione di Ponzio Pilato questo e’ un problema suo.
Ammiro Rosi Bindi che va a votare per dire NO e spiega perche’, ma capisco anche Prodi che va a votare ma non dice come, e disprezzo Pera e Casini che fanno un danno istituzionale a quella repubblica che invece dovrebbero difendere. E di cui dovrebbero essere modello ed esempio, seguendo una deontologia che e’ sempre e comunque tesa a rafforzare le istituzioni e gli strumenti democratici, mai a dequalificarli.

Accanto al nostro dovere di uomini e al nostro dovere di fedeli, se lo siamo, c’e’ il nostro dovere di cittadini. La democrazia e’ un grandissimo valore, non possiamo dimenticarlo, un grandissimo valore che moltissimi popoli della Terra non hanno e che noi abbiamo raggiunto con decenni di lotte, di passioni, di sacrifici, con molto sangue versato. Tutto questo non puo’ essere buttato via per un diktat confessionale o un atteggiamento pilatesco.

Oggi la nostra democrazia e’ in crisi, minacciata da un nuovo regime di destra che ha poco rispetto per i valori democratici, la sinistra e’ tremolante e troppe volte sembra non aver chiari ne’ i diritti dei cittadini ne’ i valori umani, ne’ la difesa dei beni comuni, ne’ i valori fondamentali dell’uomo e nemmeno la storia di cui siamo figli. L’Europa, invece di costituire un ombrello di diritti superiori e piu’ evoluto, ci propone una ulteriore corrosione della sovranita’ dei popoli e dei diritti umani e procede ignorando le nostre richieste e i nostri bisogni, mirando solo a interessi di grandi corporazione e cercando ai livellare al basso i diritti presenti nelle costituzioni migliori.
Ripudiare il referendum, in cui si incarna direttamente il principio fondamentale della sovranita’ popolare, spingerebbe avanti questo processo perverso di attacco ai principi democratici che deve essere fermato in tutti i modi.

Se noi per primi rinunciamo agli strumenti democratici, chi li difendera’ per noi?

E se pensiamo furbescamente: “Pero’ i No sono in minoranza, se si aggiungeranno agli astenuti fisiologici potremo vincere”, allora saremo furbi ma non saremo democratici. Non e’ con questi machiavellismi che renderemo il mondo migliore.

Il professor Flamigni, che e’ uomo di altissima intelligenza, ha detto: “Laicita’ e’ separare Chiesa da Stato. Al quorum non si puo’ comandare. La teoria cattolica di Gelasio II (400) dice: “La mano che benedice non puo’ maneggiare la spada!”.

Mi e’ stata fatta una cornice di regole etiche estratte dalla morale cattolica. Si deve capire se nella morale comune queste regole possono essere condivise, senno’ le regole di uno stato laico impongono che esse vengano ritirate. Non si puo’ accettare questa strana alleanza (una scelta machiavellica) tra le persone che decidono di non andare a votare e quelle che comunque non sarebbero andate, questa e’ un’astuzia, ma un’astuzia e’ un disvalore. In un’astuzia cade ogni pretesa etica”.

Non alla irresponsabilita’ e alla rinuncia e’ chiamato l’uomo ma a una testimonianza piu’ forte e personale. Non a tirarsi indietro, ma a partecipare a testa alta difendendo i suoi valori a viso aperto. Noi non ci dobbiamo alienare dai bisogni dell’uomo ma dobbiamo implicarci nei problemi del mondo sentendoli come nostri. Il Cristo non ci ha comandato l’ubbidienza cieca o faziosa a un’autorita’ ma l’amore e la responsabilita’ testimoniati in prima persona secondo i dettami della nostra coscienza. E il primo precetto cristiano resta : “Ama il prossimo tuo perche’ E’ te stesso”. Questo precetto puo’ benissimo appartenere a una morale laica, a un’etica kantiana, perche’ su di esso riposa il miglioramento del mondo.

Andare a votare un No o una scheda bianca o un SI’ attestano in ogni modo un interesse umano, una partecipazione attiva, non andare dimostra solo una rinunzia a operare nel mondo per il mondo, a attivarci nella democrazia per la democrazia, a agire come uomini nel mondo degli uomini, il che non e’ mai stato fatto astenendosi ma sempre curando attivamente valori condivisi.

Sulla laicita’ dello stato, riporto alcune citazioni da Paolo Flores d’Arcais che parla al cardinal Ruini:

“Questa e’ una societa’ pluralista. In essa e’ il cittadino, non il credente. La legge deve vincolare tutti, credenti e non credenti o credenti di fedi diverse. La legge deve essere tale da non discriminare, mentre un precetto religioso non ha questa caratteristica, anzi e’ per sua natura discriminante. La fede e’ un dono che appartiene a pochi, ma la legge deve riguardare tutti e dunque non puo’ essere confessionale. Per fare una legge non si possono invocare credenze religiose. Altrimenti un islamico potrebbe rivendicare la volonta’ del suo Dio e cosi’ il testimone di Geova e l’ebreo...

L’opinione di ognuno per valere come legge deve partire da valori comuni, dai fatti accertabili, dalla logica. Lei, cardinal Ruini, ha intimato in nome di una fede religiosa- non della comune ragione umana- una linea di comportamento politico. E’ come si fosse allineato, sul piano del metodo con l’eventuale testimone di Geova, che volesse vietare per legge le trasfusioni di sangue o il futuro deputato islamico che volesse imporre per legge la poligamia. In una societa’ pluralista ci sono solo due vie possibili: o tutte le fedi rinunciano alla tentazione di far valere i propri principi erga omnes... o tutte le fedi hanno un uguale diritto a tentare di far diventare legge i valori della propria fede.”

(Io non approvo tutte queste parole, per il semplice fatto che per duemila anni la chiesa di Roma non ha mai detto che l’embrione avesse un’anima. Se le regole sono cambiate la Chiesa dovrebbe spiegarci come mai non impartisce tuttora il battesimo nemmeno al feto di otto mesi, altrimenti la sua e’ una palese contraddizione. Per me quel che dice Ruini, sia pur con l’avvallo del Papa, non costituisce materia di fede, esattamente come il divieto che la Chiesa fece a suo tempo dei vaccini o dell’autopsia. Lo vedo come un errore storico, un atto di relativismo culturale. Se san Tommaso e’ stato rifiutato, lo voglio sentir dire chiaramente e voglio la sua confutazione pubblica.

Ma approvo la distinzione di principio di Flores di cio’ che e’ legge e di cio’ che e’ dettato confessionale. Gli scienziati chiedono che l’embrione sia tutelato per i primi 14 giorni, poi esso se non viene impiantato decade. San Tommaso ha detto che l’embrione non e’ persona, e’ solo una forma di vita vegetativa per 40 giorni. San Tommaso non e’ in discordanza con la scienza e nemmeno con le altre religioni, mi sta benissimo, se fose stato al posto di Ruini non avrebe provocato questa divisione tra cristiani e questao danno allo statom, la sua teoria non introduce motivi di disordine sociale e di confusione dottrinale. Ruini invece ha immesso nella dottrina cristiana una pregiudiziale nuova. Da cosa nasce? Da cosa e’ confermata? Io vedo il solo scopo di creare una crociata e questo e’ pericoloso.

Non mi sento di dover obbedire a qualcosa che urta la mia coscienza o confonde la mia credenza, penso a quel punto, in una situazione di disordine, devo restare fedele alla mia coscienza e di fronte ad essa cade il principio dell’ubbidienza all’autorita’. Credo che Pasteur, di fronte all’attacco che la chiesa ai vaccini (anche allora in nome di una astratta vita non vebe indentificata), abbia avuto tutto il diritto a credere piu’ a se stesso che ai cardinali del suo tempo, sentendosi piu’ etico di loro. Ruini e’ un uomo fallibile come tutti gli uomini, io penso che sbagli facendo un grande danno alla cristianita’ e al nostro paese. In linea di principio una legge solo confessionale mi sembra un grave regresso per qualsiasi stato. Non la ritengo democratica per l’Italia piu’ che per qualunque paese islamico.

Per quanto riguarda la materia dottrinale (non mi sento proprio di parlare di fede, a si ha fede in Dio, ma chi ha detto che si deve aver fede in Ruini?) sto aspettando che qualche teologo dica la sua e mi meraviglio sempre di piu’ che questo non avvenga. Ruini e’ cosi’ forte da bloccare qualunque pronunziamento teologico? Siamo tornati ai tempi della santa Inquisizione?

Messaggi

  • Chiedo scusa per la compattazione del testo, io gli spazi ce li metto, gli a capo e gli intervalli ma il programma si mangia tutto e rende il testo illeggibile. Che posso farci?
    Credo sia un danno inevitabile per testi lunghi che forse soffronodi spazi contingentati.
    saluti
    viviana

  • Cara Viviana

    ho guardato il testo in realta’ devi fare dei "salti di linea" tra le frasi , in ogni modo lo metto a posto come daltronde faccio sempre...

    Ciao

    Roberto