Home > De Tomaso / Esplode l’ira degli operai

De Tomaso / Esplode l’ira degli operai

Publie le mercoledì 8 giugno 2011 par Open-Publishing

Calci e pugni sulla nuova De Tomaso

Esplode l’ira degli operai
contro Rossignolo al termine dell’incontro con gli assessori Porchietto e Giordano
Mancano 5 milioni per sbloccare
i fondi europei necessari
per i corsi di formazione
La Regione: «Tenteremo»

RAPHAËL ZANOTTI

torino

Situazione tesa per De Tomaso. Ieri sera, alcune decine di lavoratori hanno letteralmente assalito il presidente, Gian Mario Rossignolo, all’uscita dall’assessorato regionale al Lavoro dove, nel pomeriggio, si era tenuta una lunghissima riunione con i sindacati e la Regione. Alcune decine di dipendenti, delle centinaia che presidiavano via Magenta, si sono lanciati all’inseguimento dell’imprenditore 85enne, prendendo a calci e pugni la Deauville, l’auto presentata al salone di Ginevra dall’azienda e con cui Rossignolo era arrivato all’appuntamento per mostrarla agli assessori Massimo Giordano e Claudia Porchietto. L’episodio è stato condannato dai due assessori: «Comprendiamo l’esasperazione dei lavoratori - hanno detto - ma questo non può in alcun modo giustificare atti di violenza».

L’episodio è emblematico del clima che ormai si è creato intorno all’azienda. Da cinque mesi ci sono ritardi nel pagamento dell’anticipo della cassintegrazione da parte dell’azienda (e non, come erroneamente pubblicato ieri, il mancato pagamento).

Ma è soprattutto il futuro a preoccupare i mille operai. De Tomaso ha problemi di liquidità. Dice Gianluca Rossignolo: «Dobbiamo pagare una grossa fidejussione per accedere ai 19 milioni di fondi per la formazione. Abbiamo anticipato 2,4 milioni di cassa integrazione e abbiamo crediti per 4 milioni di Iva. Non vedo perché i crediti che abbiamo non possano essere valutati dalle banche anche con il sostegno della Regione». Ed è anche di questo che si è parlato ieri.

Dice l’assessore Giordano: «Noi abbiamo rispettato gli impegni. Poi oggi pare che l’azienda abbia altri problemi. Ci impegneremo, ma dev’essere chiaro che lo si farà con altri strumenti perché questi sono problemi nuovi e gli undici milioni che, a quanto sostiene Rossignolo, sarebbero stati promessi dalla precedente giunta non ci sono. Forse si può passare attraverso il fondo garanzia grandi imprese, ma bisogna vedere se ci sono i requisiti».

Anche l’assessore Porchietto è sulla stessa linea: «La nostra parte l’abbiamo fatta. I due milioni per i corsi di formazione regionale ci sono. Quanto a quelli europei, vedremo come si può aiutare. Ma la Regione non può dare soldi alle imprese private senza rispettare delle regole: ci sono divieti, vincoli».

Il problema che assilla Rossignolo è trovare i cinque milioni di euro necessari per la fidejussione che dovrebbe sbloccare i fondi europei. Ma naturalmente la priorità, per i lavoratori, è un’altra: sapere quando sarà sbloccata l’anticipazione di cassa. Ieri, dopo l’assalto a Rossignolo, il segretario generale della Fiom, Federico Bellono, ha preso il megafono cercando di spiegare cosa era venuto fuori dalla lunga riunione. Un momento difficile, anche per gli stessi sindacalisti.

«C’è esasperazione - dice Bellono - E qui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Le maggiori sono dell’azienda, ma questa foga della Regione è un po’ autoassolutoria, qui bisogna dare risposte immediate a queste mille famiglie».

Situazione ingarbugliata. Anche perché si gioca su più tavoli. Cono Melluso della Fismic la mette giù un po’ cruda: «L’azienda ha bisogno dei cinque milioni per la fidejussione e sta cercando di forzare la mano alla Regione facendo leva sulla rabbia degli operai».

Una rabbia che ieri è andata in scena anche dopo lo scioglimento dell’assemblea convocata proprio in via Magenta. Un gruppo piuttosto nutrito di lavoratori si è infatti spostato a Porta Nuova e ha invaso i binari bloccando i treni. Questa mattina l’appuntamento è sotto al Regione in piazza Castello. I tempi sono già stretti, ma sembra si stiano facendo strettissimi.

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/406060/