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La Storia si ripete
Il tenace ("piccolo") Imperatore subì Lipsia e dopo, in rapida successione, Waterloo; prima dell’esilio.
Il protervo ("piccolo") "Sultano" di casa nostra ha patìto le Amministrative ed ora si appresta, a brevissimo, a subire i Referendum; prima del ... conto finale che pagherà al Paese ed alla Storia.
Corsi e ricorsi storici.
Messaggi
1. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 15:25
Si, vabbè, ma si può paragonare Berlusconi a Napoleone Bonaparte, a parte la statura ?
Napoleone ha cambiato la storia europea, ha esportato - pur da sostanziale dittatore e colonialista - in tutto il continente i principi universali della Rivoluzione Francese ...
Silvio ha fatto qualcosa di paragonabile a questo, a parte le leggi ad personam e la storiella sulla nipote di Mubarak ?
K.
1. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 17:18, di Cantar vittoria
Berlusconi Silvio: attraverso ingenti mezzi di comunicazione di massa ed economici, riuscì a portare a termine, fino alle estreme conseguenze, la rivoluzione consumistica in Italia iniziata negli anni Ottanta, così che il pensiero unico televisivo, la visione del mondo della classe dominante, diventasse l’unica cultura possibile. Mai egemonia era stata così forte nella penisola.
Dopo la sua sconfitta...
In effetti è riuscito a cambiare la storia. Purtroppo.
2. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 17:23
Bah, ha semplicemente occupato, con tutta la sua potenza economica e mediatica, uno spazio lasciato vuoto da altri.
La "rivoluzione consumistica" è cominciata nei sessanta ed è oggi, in seguito alla crisi, profondamente in calo.
Forse anche per questo oggi perde .... ma, insomma, credo che al massimo se ne parlerà in futuro come fenomeno di costume, non certo come personaggio "storico" ....
E’ già praticamente fuori dalla storia Reagan, figuriamoci Berlusconi ....
K.
3. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 17:50, di e = mc2
Il paragone regge, a parte la statura, solo per le sconfitte; pesanti.
Spero anche per la fase terminale; con l’esilio definitivo.
La Storia, per il resto, è nettamente differente; concordo K..
4. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 18:03
penso che la rivoluzione consumistica in Italia sia nata (purtroppo) prima degli anni ’80 e prima dell’avvento di mr.B. Per certi versi ne aveva parlato anche Pasolini. Certo gli anni ’80 hanno portato tutto alle estreme conseguenze... poi sicuramente l’ometto ci ha messo del suo...
5. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 20:03
Non è forse anche valido per Napoleone l’effetto del culto della personalità?,in fondo guardato bene era anche lui (anche se non certo paragonabile al cavaliere) comunque un ometto, un furbacchione, traditore di quasi tutti i principi rivoluzionari,traditore delle sue origini livornesi,traditore del suo giacobinismo iniziale fino all’impero ed alla corona,megalomane,vanitoso,puttaniere ecc Con il grande il trampolino che la rivoluzione gli aveva porto su un piatto d’argento, che già era stata capace di vincere a Walmy,facile vincere ,quando ci ha messo del suo ha partorito la campagna di Russia e quella d’Egitto degne di un Badoglio.
Il nostro ometto comunque non sarebbe male,visto cosa stà facendo, se restasse fino a cottura totale della sua immagine ,non ci deve essere fretta ,soprattutto vista la inevitabile manovra da 40/50 miliardi ,è bene che arivino fino alla fine loro. del disastro incombente del capitalismo, dopo ci sarà bisogno di una sinistra che faccia all’"argentina" non alla Papandreu.Alex
6. Fumata bianca, 1 giugno 2011, 22:10, di Cantar vittoria
Si Pasolini vide (con grande angoscia) quella che chiamava mutazione antropologica già nei ’70, negli ’80 ormai il neocapitalismo consumista aveva trionfato alla grande, e Berlusconi, be’, ci ha sguazzato alla grande.
Ma il punto è: siamo sicuri che, sconfitto Berlusconi, la cultura berlusconiana (che ha attecchito un po’ dappertutto, secondo me anche su gli stessi anti-berlusconiani), sottoprodotto o sovraprodotto della cultura consumistica, decada da sè? Mi sembra una visione esageratemente ottimistica.
7. Fumata bianca, 2 giugno 2011, 12:17
bé, la risposta è ovvia. Con B non scompare il berlusconismo anche perché, con le dovute differenze, l’intero occidente è sulla stessa barca ideologico-culturale. La novità è che, complice anche la CRISI economica (che nelle analisi viene troppo trascurata) il consumismo inzia a mostrare i suoi limiti e con esso tutto quel mondo di lustrini e miti che si porta dietro. Io sarei per guardare il bicchiere mezzo pieno, comuqnue. Se continuiamo a guarare quello mezzo vuoto facciamo il gioco di lorsignori. Io, almeno, la penso così.