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DIMISSIONI SUBITO, MA SOLO A PAROLE
"VOLETE VOI LA GUERRA CIVILE?"
Il puttaniere trasforma le elezioni amministrative in un referendum pro se stesso, viene sconfitto insieme ai suoi squallidi candidati, e che sconfitta!, subito dopo, come è il caso che sia, le "opposizioni" ne chiedono le dimissioni, primo tra tutti Di Pietro.
Inizia il solito balletto di palle demagogiche dei servi di regime, coadiuvati dai mutandati servi liberi ai quali si aggrega quel gran fenomeno della "meglio fascia che frocia": la nipote di Sophia Loren.
Parole da una parte, più parole dall’altra.
Non è vero che abbiamo perso, è stato un pareggio, non ce ne andremo, dobbiamo darci da fare per ascoltare l’elettorato, non possiamo ignorare il verdetto delle urne, andremo avanti fino al 2013.
Dimettetevi, adesso verificate la maggioranza come vi ha chiesto il Capo dello Stato, Ballusconi deve andarsene a casa, faremo battaglia in Parlamento, saremo determinati, ora basta!
Littorio Feltri, che è disperato causa traslochi di redazioni e condanne dell’Ordine, annuncia il proprio suicidio con la pistola se "con questa opposizione" nel 2013 il Cavaliere non vincerà le elezioni.
LaBrunetta ad AnnoZero si esibisce in una riprovevole quanto inguardabile partecipazione: spocchioso, sfottente, cafone come al solito, sicumeroso più di sempre, con maschera sorriso al botox non ha alcun problema, rivolgendosi a don Abbondio Bersani, a ripetere quello che già il suo padrone ha detto: "Voi non vincerete, illusi, scommettiamo?"
Si arriva ai Referendum: quorum raggiunto e superato alla grande, una valanga di SI segna finalmente il divorzio totale tra l’illegale Governo di usurpatori e il popolo italiano.
Bocciato alla grande tutto l’operato dell’esecutivo e non solo: ucciso e rottamato il presidente del Consiglio, i suoi ministri Furby Sapientini i portavoce intelligenti come le bambole Barbie.
Di nuovo iniziano le mazurke figurate delle varie dichiarazioni degli uni, i falliti, e degli altri gli "opposti".
Il premier, i giornali di famiglia regimental, i leccaculo che lo sostengono, insomma il PdL, avevano invitato i suoi elettori ad andarsene al mare e non votare; non sono andati al mare, hanno votato, hanno detto SI ai quattro quesiti, compreso il legittimo impedimento.
Eppure, a pochi minuti dai dati definitivi, il nuovo segretario Angelino Jolie Al Fano se ne esce con: "Non è stata una sberla al governo e al PdL perché gli elettori nostri sono andati a votare e hanno contribuito al risultato".
Ora non si capisce se questo tizio viva in Italia o nel Paese dei suoi sosia Roger Rabbit, tant’è che sempre di più assomiglia ad un cartone animato disegnato male e peggio fatto agire.
Dopo il fantastico coniglione è la volta dell’avvocatone Fioridilatte Paniz, Benita Petaccia Santadeché, Gnazio la Muffa, Daniele Capezzolone, PallaDiSugnaFerrara…che riassumendo hanno detto tutti la stessa puttanata concordata [ci vorrebbe l’Antitrust]: "prendiamo atto della volontà del popolo, dobbiamo ascoltare il risultato delle urne, ci impegneremo per durare ancora."
Traduzione: ce ne fottiamo altamente dei milioni e milioni di cittadini che non ci vogliono più e continuano a fare i cazzi nostri.
Poi ci sono le stesse uguali reazioni, che vanno avanti da anni, ripetute a memoria, senza spostare una virgola dei bersaneidi: se ne vada a casa, salga al Colle e rimetta il mandato, dimissioni subito, schiaffo grande come una casa che li deve spazzare via, presenteremo mozione di sfiducia…
Né gli uni, tantomeno gli altri, si rendono conto che in questa vittoria travolgente dei SI, loro non c’entrano nulla: la mobilitazione è partita dal basso, corsa sul Web attraverso i Social Network, organizzata ora dopo ora con impegno e resistenza mai visti prima, stando svegli la notte per organizzare i materiali da usare il mattino dopo.
Questi quattro SI non solo dicono al Governo Ballusconi di andarsene e subito perché siamo al limite e non ce la facciamo più; hanno preso a calci in culo pure quelli che si ostinano a chiamarsi "sinistra" e fintamente fanno opposizione solo quando conviene loro, cioè mai!
Don Abbondio Bersani era d’accordo con il Cavaliere sulla privatizzazione dell’Acqua, sulla scellerata scelta Nucleare, il legittimo impedimento…
Il PD ha salvato Cosentino, per esempio, mancando alla votazione per l’autorizzazione a procedere e i "compagni" presenti in aula se ne sono usciti al momento giusto… e non è l’unico caso.
Ma oggi c’è una novità in più.
Antonio di Pietro che fino a ieri era tuonante, lavico e voleva dimesso e in galera il puttaniere pluri inquisito, si traveste da Libro Cuore Veltroni e dice: "Pensiamo a costruire l’alternativa senza criminalizzare l’avversario. Noi da tempi non sospetti chiediamo le dimissioni di Silvio Berlusconi perché pensiamo che sia sceso in politica per motivi personali e non per il bene del Paese. Ma chiedere le dimissioni del suo esecutivo sulla base del risultato di questo referendum significa fare una strumentalizzazione. D’altronde se dovessero andare a casa tutti coloro che non hanno creduto ai referendum per i quali noi abbiamo chiesto le firme, il palazzo resterebbe vuoto..."
Questa mattina si viene a sapere che Antonino è diventato ancora più buono: "Dobbiamo lavorare per costruire una soluzione efficace, senza ricorrere alle elezioni anticipate."
Ma lo siete o ci fate?
Di Pietro ha così paura di perdere consensi in elezioni anticipate, visto il trionfo di De Magistris, che pure lui si allinea agli ignavi amebici?
E va bene, lanciamo un nuovo referendum: "Vuoi tu la Guerra Civile in Italia per mandare via i cialtroni?"
Lucio Galluzzi
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