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Giuliana, non colomba della pace, ma donna di lotta, femminista, compagna!

venerdì 18 febbraio 2005

Giuliana, Florence, libere!

Ti ho visto, oggi, Giuliana, nell’orribile video. Io ti riconosco, sei tu! Con il tuo sgomento, il tuo pianto di donna, la tua orrenda sofferenza!

Basta con il silenzio, con i pesci muti, basta!

Giuliana, non ho scritto nulla per timore che sentendo l’urlo del mio piccolo blog, gli aguzzini che ti tengono prigioniera ti potessero fare del male! A te e a Florence!

Ti hanno dato la parola, oggi, - in quale modo - loro, i bastardi che ti torturano, che ti avviliscono l’animo, il corpo, con il terrore, maledetti!

Lo so, Giuliana, dobbiamo liberarti in nome della pace, è l’unica speranza che ci resta. La speranza che tu invochi, dal video maledetto.

La loro sharja ha condannato a morte la donna di lotta, la donna di pace può essere salvata .

Lo so. Come donna di pace dobbiamo tirarti via da lì. In nome della pace, la salvezza della donna di lotta!

Tu non sei una donna "di pace", ma di Lotta! Una femminista e una compagna della prima linea.

No, non una pacifista del movimento paralitico che non sa salvarti, che non ha nulla delle vecchie e combattive antenate! Un pacifismo senza anima, come potrebbe averla, - l’anima - se non osa nemmeno sfidare la piazza a suon di fiori?

Non si smuove questo governo senza la nostra furia, per le strade, nelle piazze, al Quirinale, l’assedio permanente!

Dove siete, Femministe? Fuori dalle tane universitarie, dal buco del "genere", in piazza, per Giuliana e Florence!

In nome della pace, la salvezza della donna di lotta! Ti si accostano le vermi pacifiste, le volontarie dell’"Amore", le innocue Simone.

Tu sei una donna di lotta, una compagna femminista.

Per questo ti hanno rapito, ti imprigionano, ti massacrano, torturano la tua anima di donna!

Tu Giuliana, hai avuto l’ardire nei tuoi libri, nei tuoi articoli di sfidarli, di denunciare l’ignobile sfruttamento e l’oppressione della donna musulmana, in tutto il mondo del Corano e non solo in Irak! Da sempre lo hai fatto, con Florence!

Per questo ti vogliono uccidere - i maledetti - Giuliana, perchè per loro, per tutto il mondo del Corano, è un pericolo la tua penna, il tuo ardire militante, il tuo coraggio di Donna, questo temono!

Hai alzato tu, nei tuoi scritti, il velo, lo sozzume che fanno ogni giorno alle loro donne! Tu e Florence, certo!

Per questo la volete uccidere, non per le truppe italiane in Irak, vero o no, quello che dico, mondo del Corano?!

Non lo potete dichiarare, ipocriti, che le volete assassinare perchè nemiche del Corano, del "velo", del vostro "femminismo islamico!"

Che c’entra Giuliana con l’occupazione italiana, occupazione che la ripugna? Lo dice e lo scrive! E Florence? Ci sono truppe francesi in Irak, forse?, dove sono?

Volete, uccidendole, assassinare anche le Donne Nuove - , a casa vostra -le donne del ’Cerchio’,(1) ma spezzato, per capirci. Le donne che hanno il coraggio di gettare il Corano nel cesso.

Per salvarti, si deve travestire la tua disperazione, fare di te, lì, in quel luogo orrendo dove ti hanno buttata, l’indomita guerriera che non conosce il dolore, la sofferenza, la disperazione del corpo avvilito dalla prigionia, l’animo torturato, una piaga.

Non la donna che piange per se stessa, per la sua vita in pericolo! Ma forse è necessario, Giuliana, in questo momento drammatico, inventare l’icona della donna in missione di pace, perchè solo così ti si può salvare dalla sharja, che ha condannato a morte la donna di lotta

Chiunque siano i rapitori, che non tocchino la tua vita. Tua e quella di Florence.

Io mi auguro che ne esci viva. Che ritorni a casa, e Florence nella ’douce’ France. Ma se non avvenisse, Giuliana, noi donne, una vendetta più che divina, malefica. Non esisterà più nessuna Resistenza per noi, di qualunque colore sia.

Perchè - se ti toccano - è il mondo del Corano, tutto quanto che assassina la nemica del Corano.

Saranno schiacciati dagli invasori, sotto i nostri sguardi, muti, zitti. Senza una parola.

Questa sarà - se avvenisse a te qualcosa - la nostra tremenda vendetta.

La vendetta delle donne nuove, le combattenti silenziose occidentali, le combattenti di tutti i giorni della vita.

Giuliana, ti penso, ti pensiamo, sono vicina al tuo cuore, a quello di Florence.

Dove siete? In quale lager vi hanno gettato, questi bastardi?

Ascolta Giuliana, ti sta giungendo la voce delle sorelle, le compagne femministe, le sopravvissute alla deportazione degli anni ’80, la nostra ’shoah’.

Hai in noi il calore di cui hai tanto bisogno, tu e Florence.

Giuliana, coraggio, forza! Non piangere, ti supplico ... che fare?

Sabato, Giuliana, tutte in piazza, ti devono liberare, che Berlusconi tiri fuori i soldi, che Ciampi si offra al tuo posto! Che si offra il Papa come agnello sacrificale, per la colomba della pace!

Lo so, Giuliana, dobbiamo liberarti in nome della pace, è l’unica, la sola speranza che ci resta, - dio mio - di salvarti dalla sharja che ha condannato a morte la donna di lotta!. La speranza che tu invochi, dal video maledetto.

Ma non sei questo, tu! Noi donne ti dovremmo salvare! Noi, per quello che tu sei, per noi! Un nuovo tsunami che ti porti via, via dall’Irak, il paese maledetto dagli dei.

Con Florence, la tua amica di sempre, la valeureuse, ... sorridi un pochino, vero, al ricordo? ...

Sarete libere, presto, presto, lo sento, Giuliana ...

Giuliana, Florence, compagne, coraggio, en avant! Vi abbraccio, strette.


1) Il ’Cerchio’ film del regista Jafar Panahi. Prigione, quella da cui alcune delle protagoniste sono scappate, quella in cui vivono quotidianamente le donne musulmane. Un ’cerchio’, ma nel film sembra non spezzarsi. Nella realtà non è così. Il ’cerchio’ si sta già spezzando ... ne testimoniano le violenze orrende - le punizioni - inflitte alle donne ’trasgressive’.

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