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Grecia, scontri tra polizia e contestatori ad Atene

Publie le mercoledì 15 giugno 2011 par Open-Publishing

La polizia greca ha lanciato gas lacrimogeni oggi contro i contestatori fuori dal Parlamento, mentre decine di migliaia di manifestanti hanno sfilato per le strade di Atene per protestare contro le nuove misure di austerity.

I contestatori hanno lanciato pietre e yogurt contro la polizia fuori dal Parlamento, dove era previsto che i deputati cominciassero il dibattito sulla campagna quinquennale di misure economiche di austerity per ridurre drasticamente il deficit di bilancio e salvare la Grecia dal default.

Il primo ministro George Papandreou deve far passare un programma quinquennale di aumenti di tasse, tagli alla spesa e dismissione di proprietà statali per continuare a ricevere gli aiuti dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale. "E’ un momento storicamente cruciale... credo che un’intesa nazionale sia importante nell’interesse del paese" ha detto il presidente Karolos Papoulias, mentre il premier ha comunicato di essere ancora alla ricerca di un accordo politico tra maggioranza e opposizione.

Papandreou non deve far fronte solo all’opposizione conservatrice che nei sondaggi di opinione ha superato per consensi il partito socialista, al governo, ma anche ai "peones" della maggioranza parlamentare che minacciano di respingere il piano.

Già da questa mattina migliaia di attivisti e sindacalisti si sono riuniti a piazza Syntagma, nel centro di Atene, di fronte al Parlamento, per cercare di impedire l’ingresso dei deputati e la discussione delle misure richieste dal governo.

"Ladri, traditori!", gridano i manifestanti. "Dove sono finiti i soldi?".

"Provo rabbia e disgusto", dice Maria Georgila, 45 anni, impiegata pubblica e madre di due figli. "Sono misure molto severe e non ci faranno uscire dalla crisi. Non posso credere che non abbiano alternativa".

Circa 1.500 poliziotti impediscono l’accesso a una parte del centro, e davanti al Parlamento sono state erette barricate alte due metri.

IL PIANO DI AUSTERITY

L’accordo prevede 6,5 miliardi di euro in aumenti di tasse e tagli alla spesa nel corso di quest’anno, raddoppiando così le misure concordate con i creditori, misure che hanno portato la disoccupazione al 16,2%, una cifra record, e causato per il terzo anno consecutivo una profonda recessione.

Il governo ha fatto appello al consenso nazionale sulle nuove norme, la cui approvazione è la condizione a cui Ue e Fmi hanno legato la concessione di altri 12 miliardi di euro in aiuti a luglio, soldi di cui Atene ha bisogno per pagare i debiti maturati, a rischio di subire il default.

"Stiamo combattendo la battaglia per servire il bene comune, nel momento più cruciale della democrazia moderna del Paese", ha detto ai giornalisti il portavoce del governo George Petalotis.

Il piano a medio termine prevede nuove tasse su beni di lusso, una stretta sull’evasione fiscale, l’aumento delle tasse sulle bibite, sulle auto, sulle piscine e sulle proprietà immobiliari, e il taglio di un quinto dei 750mila dipendenti pubblici.

Il valore di queste e altre misure è di circa 28 miliardi di euro fino al 2015, a cui vanno aggiunti i 50 miliardi di euro provenienti dalla vendita di società statali.

Lo sciopero di oggi, a cui partecipa anche il sindacato del settore pubblico Adedy, che rappresenta mezzo milione di lavoratori, blocca treni e navi. Gli aeroporti restano aperti, gli ospedali operano con personale ridotto.

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITMIE75E0BY20110615