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Il pane a un euro

mercoledì 23 novembre 2005

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di Viviana Vivarelli

Voi lo sapete quanto costa un chilo di pane?

Una cifra che e’ sempre superiore a due euro e mezzo e che sale molto in citta’ costose come Milano o Bologna, in un’Italia che non prevede pianificazioni alimentari di sopravvivenza per i piu’ deboli.

Ma accade che sempre piu’ persone siano in difficolta’ e non sappiano come sopravvivere o come raggiungere la quarta settimana e la crisi del paese e’ cosi’ grave che ha cominciato a diminuire anche l’acquisto del pane. Ma come? Dunque anche il pane e’ diventato un lusso?

Il pane e’ un alimento fondamentale, ma ce ne sono altri: il latte per esempio, o il latte in polvere per neonati, o la pasta. Un paese civile dovrebbe avere alcuni beni fondamentali a prezzo calmierato. Non dovrebbe pensare solo alle grandi opere o alle scalate bancarie o ai favori fiscali ai piu’ ricchi. Un paese civile dovrebbe andare incontro a quelli che vivono con difficolta’.

Dalla Coop parte ora un progetto che pensa a loro: il pane a un euro.

Il progetto e’ patrocinato dalla CGIL e dalla casa editrice Emi di padre Ottavio.

Ma dobbiamo farlo conoscerlo ed estenderlo a tutte le Coop italiane. Il pane a un euro e’ chiamato ’il pane di Don Milani’, e rientra in un nuovo progetto di solidarieta’ che parte da Pianoro (Bo), nella collaborazione del ’Centro Formazione e Ricerca Don Milani e Scuola di Barbiana’ e la Coop Adriatica.
Mattia Fontanella della Coop ha detto che l’obiettivo della Coop sara’ ora di estendere l’iniziativa a tutta l’Emilia.
Ma perche’ non a tutte le regioni?

Voi cominciate a chiederlo alla vostra Coop di riferimento. I negozi Coop sono moltissimi in Italia. Chiedete il pane a un euro e fate conoscere questa opportunita’. Un mondo piu’ vivibile nasce anche da qui.

Messaggi

  • Grazie dell’informazione,Viviana.E’ utile.
    Patrizia

    • Mia cara Patrizia
      ci sono cose che sembrano allettanti, poi quando si va a controllare si scopre che sono bufale o quasi e anche la Coop mi sa che ha ceduto a queste richieste obtorto collo, per negarle mentre le affermava. Pero’ le richieste di beni a costi convenzionati sono giuste e vanno nel senso di frenare la corsa disperata agli aumenti e l’immiserimento dei piu’ poveri.
      Mio marito ha immediatamente stampato il volantino pubblicitario con l’intenzione di portarlo nei centri sociali dei vecchietti di Bologna e di affiggerlo presso le Coop, ma e’ messo in modo che per ora non ne posso fare allegato. Vediamo per ora cosa ha scoperto. Nessuna Coop affigge o dice nulla su questo progetto. Tengono tutti la bocca cucita. Il pane a un euro se c’e’ e’ tenuto ben nascosto. Nella Coop vicina a casa nostra sai quanti ce n’erano di questi pani? ce n’erano TRE !!!!!!!!!!!
      Ne abbiamo comprato uno ed era soffice e buonissimo, ma, lo ripeto, ce n’erano tre!!!!!!!
      E nessuno dei compratori ne sa niente.
      La risposta diplomatica e’ stata che se c’erano delle richieste potevano aumentare gli ordini, ma come fanno ad aumentare le richieste se nessun compratore viene informato? e se loro stanno zitti zitti?
      Occorre che ci sia un movimento delle associazioni per mettere allo scoperto questa mezza promessa e renderla attiva.
      E’ chiaro che i governi, i negozi e le amministrazioni locali possono far molto sia per contenere il carovita che per facilitare la messa in vendita di prodotti a prezzi convenzionati.
      Trenta anni fa quando vivevo a Milano ricordo che c’erano dei mercati comunali dove si trovavano certi prodotti a prezzi convenzionati, per esempio il burro europeo.
      E ricordo che nei quartieri di Milano giravano dei camion che venivano direttamente dai produttori del sud e vendevano per strada a prezzo bassissimo carciofi o arance o olio o pomodori.
      Perche’ non facilitare queste vendite che invece sono penalizzate dalle polizie municipali per non urtare la sensibilita’ dei commercianti?
      Si parla tanto di filiera e dei costi che si moltiplicano a ogni passaggio di mano ma cosa si fa da parte delle amministrazioni o delle grandi linee di distribuzione per favorire le vendite dirette e a meno costo e sostenere i piu’ deboli?
      Personalmente mi sono sempre lamentata perche’ la Coop a Bologna non ha fatto mai una politica dei costi contenuti, contribuendo per la sua parte a mantenere altissimo il carovita di questa citta’ che e’ la piu’ cara d’Italia. E ho guardato con vera disapprovazione i larghi utili che permettevano alla Coop regalie come quelle, per me fuori di testa, alla squadra di calcio. E ora guardo con anche maggiore disapprovazione alle scalate di Unipol, sostenuta con i denari delle cooperative, che sono indirizzati a scalate bancarie e permettono finanziamenti in settori molto discutibili come quello delle armi.
      La logica che sostiene i grossi gruppi capitalistici e’ per nostra disgrazia la stessa sia da destra che da sinistrae e non basta un nome rosso per giustificare una condotta.
      Questa piccola cosa del pane a un euro avrebbe potuto indicare un grosso cambiamento di rotta, ma puo’ finire nel nulla. Occorrerebbe che ogni utente Coop la facesse diritto proprio e insistesse perche’ l’iniziativa fosse portata avanti.
      Insomma diamoci una mossa!
      viviana

    • Calmierare i prezzi,dovrebbe essere compito del governo,soprattutto quelli di prima necessità
      Si è visto come il governo ha calmierato gli affitti,facendoli salire alle stelle e tagliando i fondi sociali per l’abitazione sociale
      Qui si tratta di arricchire una casta,quella al governo,Viviana.E noi dobbiamo essere onorati di sacrificarci per la casta

      Come Maria Antonietta,la prima donna berlusconi risponderà alla richiesta:s’ils n’ont pas de pain,qu’ils mangent de croissants.Alla meneghina,naturalmente et non da Versailles,ma da Villa Certosa,che è pure abusiva,tra l’altro.
      Patrizia

    • venerdì, 02 maggio 2008
      Zanardi,le mondine,le nostre madri,Morgantini,Santandrea,i fornai pakistani…

      Un filo rosso li unisce e ha il profumo di “buono” : quello del pane.
      PANE per TUTTI.
      Francesco Zanardi fu il primo sindaco socialista di Bologna dal 1914. Zanardi viene ricordato dai bolognesi come il "sindaco del pane" perché promotore dell’Ente comunale di consumo che contribuì ad alleviare i disagi della popolazione durante la Prima guerra mondiale.

      "Son la mondina,
      son la sfruttata;
      e lotteremo per il lavoro
      per la pace, il pane e la libertà.
      e creeremo un mondo nuovo
      di di giustizia e di nuova civiltà"
      cantavano le mondine della “bassa”.
      PANE e LAVORO chiedevano le nostre madri nel primo dopoguerra nelle manifestazioni di Piazza nella nostra città.

      Pane hanno distribuito ieri in Piazza Roberto Morgantini e l’assessore Attività Commerciali, turistiche e marketing urbano Maria Cristina Santandrea.
      Quello stesso pane di qualità : 1kg = 1 euro che la coop sociale Pronto Pane distribuisce a Bologna in confezioni di 300 grammi circa

      PANE contraddistinto da un marchio specifico : “BOLOGNAPANE” clicca qui x saperne di +
      vuoi diventare rivenditore? contatta
      COOP SOCIALE PRONTO PANE
      tel: 051- 530056 email: prontopane@libero.it

      un progetto nato grazie alla collaborazione di:
      Comune di Bologna, Assessorato al Commercio
      Centro Formazione e Ricerca Don L Milani e Scuola di Barbiana
      Centro Lavoratori Stranieri CGIL Bologna
      postato da: zialaura alle ore 14:00 | link | commenti (2)
      categorie: cultura, economia, blog, migranti, comune, prodigetto

      Commenti

      #1 02 Maggio 2008 - 11:16

      Slurp! :-P
      :-D bella iniziativa! Fildiferro1

      #2 02 Maggio 2008 - 15:24

      sì. anche a me piace molto.e continua una tradizione solidale della nostra città.. mi piace anche il gruppo dei " fornai" ( cittadini che vengono da altrove ) con un "capo" bolognese . il "capo" era andato in pensione e aveva chiuso il forno..l’ha riaperto per accogliere questa iniziativa...il pane è buonissimo xchè fatto oltre con perizia anche con amore !! :))