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La Moratti a caccia di Soccorso Rosso e Pisapia, la storia si ripete

Publie le giovedì 12 maggio 2011 par Open-Publishing
7 commenti

12 maggio 2011-12 maggio 1977

La Moratti, come nel 77 da scacco matto al Soccorso rosso!

ovvero Il colpo grosso della Milano perbene contro le BR nelle procure e nel consiglio comunale.

http://www.pugliantagonista.it/archivio/12m2011_moratti_pisapia.htm

Dopo i manifesti contro le procure brigatiste , arriva dalla Moratti l’attacco infamante al candidato sindaco di centrosinistra Pisapia reo di esser stato un avvocato di sinistra che negli anni 70 faceva parte del Soccorso Rosso fondato tra gli altri da Franca Rame , quindi anche lui…con un passato da brigatista!!!

12 maggio 1977, mentre a Roma le bande speciali di KoSSiga ammazzavano Giorgiana Masi e calpestavano ogni parvenza di democrazia nel centro di Roma , nella notte a Milano polizia e carabinieri cancellavano arrestando tutta struttura legale di avvocati, case editrici, tipografi, scrittori e giornalisti che dalla strage di Stato del 12 dicembre 1969 e le accuse infamanti contro Valpreda e Pinelli, avevano costituito l’organizzazione di difesa legale Soccorso Rosso, la stessa che si curava della difesa di studenti, operai, militanti di sinistra che sistematicamente erano colpiti dalla repressione dello Stato.

A cavallo tra l’11 e il 12 maggio Spazzali, Senese e tanti altri furono incarcerati rei di aver difeso nei tribunali i “rossi”.

Quella notte Pisapia non fu arrestato, si dovette aspettare il 1980 e la stagione dei pentiti pronti a raccontare di tutto, anche l’impossibile, pur di guadagnare sconti di pena e libertà premiali.

Pisapia fu arrestato a e accusato di un fatto ,di cui poi fu assolto pienamente, per opera di un pentito ad hoc, di quelli che un tempo bastava premere un bottone e con le loro dichiarazioni facevano andar dentro centinaia di persone , molte delle quali innocenti, ma che facevano comodo al magistrato e questore di turno che si guadagnavano gli encomi di gente come KoSSiga:-“ bravi avete fatto fuori un bel po’ di rompiballe!-“

L’unica colpa di Pisapia era quello di non aver mollato dopo gli arresti dei suoi colleghi avvocati il ruolo di difensore legale dei militanti di sinistra e questo a certi ambienti dell’antiterrorismo milanese non andava giù .

Erano gli stessi ambienti che avevano deciso di dare una bella lezione a Franca Rame , fondatrice e sostenitrice del Soccorso Rosso quando nel 1973 organizzarono il sequestro e stupro dell’attrice.

Si dovette aspettare molti anni per scoprire che questa bella impresa era stata ispirata da alti ufficiali dei carabinieri della divisione Pastrengo di Milano e messa in atto da neofascisti e trafficanti di armi e di droga. Lo si scopri nel 1998 quando ormai tutto era andato in prescrizione e nessuno dei mandanti fu condannato e la povera Franca Rame ebbe solo le scuse da parte del presidente della repubblica Scalfaro per questo stupro di Stato

Che KoSSiga e i suoi amici quel 12 maggio 77 avessero intenzione di fare un po’ di repulisti non c’è dubbio , ne parlano i fatti, che la Moratti , Berlusconi e i LaRussa si stiano immedesimando nei panni dei KoSSiga e nei Kalogero di quel lontano 77 ce lo stanno mostrando in questi giorni…

State attenti …a volte ritornano…

Archivio Storico Benedetto Petrone
12 maggio 2011

Messaggi

  • Loro, i moderati, coloro che rubano miliardi di euro, che nominano amanti e prostitute in Parlamento ed ai ministeri, che votano leggi salva-ladri a ripetizione,che ridono per il terremoto dell’Aquila pensando agli appalti che si spartiranno, che usano la protezione civile come un bancomat personale, che si scavano le bat-caverne dotate di tutti i confort moderni come piscina e poligono di tiro privati, i moderati a cui acquistano le case ma "loro non lo sanno", quei moderati che baciano la mano al Papa ma poi vanno a baciarla a sanguinari dittatori, che parlano di famiglia ma ne hanno più d’una, i moderati che parlano di valori ma pensano a quelli monetari o monettizzabili, loro che accusano un uomo innocente di aver rubato un’auto?Non è ridicolo? O forse è il segno dei tempi?michele

  • Chi di Sentenza (una) ferisce, di Sentenze (due) perisce.

    da Il Fatto Quotidiano:

    "
    Non si è scusata dopo le accuse di ieri all’avversario Giuliano Pisapia. Anzi, ha rilanciato gli attacchi al rivale: “La mia intenzione era ed è sottolineare che non può essere considerata come moderata la storia di una persona che in quegli anni era vicina ad ambienti terroristici”. Letizia Moratti non demorde nonostante il colpo basso nel faccia a faccia di ieri su Sky si sia dimostrato un passo falso: il sindaco ha citato una condanna amnistiata a Pisapia per concorso morale nel furto, negli anni ’70, di un furgone utile agli uomini di Prima Linea per compiere una spedizione punitiva, omettendo l’Appello che ha assolto pienamente il candidato di centrosinistra. In realtà, l’unico dei tre principali candidati sindaco di Milano con delle condanne alle spalle è proprio lei, Letizia Moratti. Che ne ha collezionate ben due, confermate in Appello. Entrambe per avere dissipato denaro dei contribuenti. Nel 2010 la Corte dei Conti l’ha costretta a pagare 125mila euro per la vicenda degli incarichi d’oro. Sempre l’anno scorso è arrivata la sentenza della Corte dei Conti del Lazio per un contratto inutile siglato quando era ministro dell’Istruzione ...
    "

    • Ma infatti questa storia è veramente ridicola.

      Pisapia faceva parte, come avvocato, del "Soccorso Rosso" nè più nè meno come Gaetano Pecorella, ora avvocato di fiducia di Berlusconi e parlamentare del PdL.

      Politicamente parlando, Pisapia era di Democrazia Proletaria, partito regolarmente all’epoca rappresentato in Parlamento, e quindi quanto di più lontano da qualsivoglia impostazione lottarmatista.

      Tutto qui .... ancora più ridicolo, poi, insistere sulla parentela con Marco Donat-Cattin, ex appartenente, poi pentito e deceduto in un incidente stradale, di Prima Linea.

      Che era a sua volta figlio di uno dei maggiorenti democristiani dell’epoca, Carlo Donat-Cattin.

      Ovviamente a sua volta parente di Pisapia ...

      Radisol

    • Oggi lo studio legale di PIsapia assieme a quello di Ghedini difendono il padrone Marzotto per la causa della morte per intossicazione di alcuni operai che lavoravano in quell’azienda...uauuu un grande salto di qualità..

    • La storia è nota e certamente è una schifezza.

      Comunque - anche se certo questa non è una scusante - la storia nasce moltissimi anni fa e Pisapia eredita la causa dopo la morte del padre, avvocato di molti gruppi industriali, Giandomenico Pisapia.

      Ma Giandomenico Pisapia era stato anche l’avvocato di Sofri e prima ancora nel collegio difensivo di Valpreda, a dimostrazione del fatto che gli avvocati in genere guardano poco al tipo di clienti che assistono.

      E proprio perchè la storia è vecchissima, Ghedini - che all’epoca era solo un praticante in uno studio legale veneto - ne fu coinvolto soltanto perchè serviva un riferimento nel Nord-Est per i rapporti diretti con la famiglia Marzotto che in quella zona risiedeva.

      Insomma una storiaccia ma anche un qualcosa che va letto con lenti diverse da quelle dell’attualità dato che appunto, quando partì negli anni ottanta, nè Giuliano Pisapia nè Ghedini erano i personaggi politicamente famosi di oggi.

      K.

    • Chiariamo.

      C’erano gli avvocati di sinistra "militanti", quelli che lavoravano in gran parte per i movimenti e fino a metà degli ottanta Giuliano Pisapia era uno di questi che operava per il "Soccorso Rosso" ed a volte anche per le organizzazioni sindacali confederali. Questo ovviamente non vietava, anche per questi avvocati "militanti", la difesa di delinquenti comuni ( quasi sempre rapinatori, ma non solo, ad esempio il famosissimo Rocco Ventre, animatore del "Soccorso Rosso" a Roma, è stato a lungo avvocato anche di esponenti della banda della Magliana) anche perchè bisogna dire che le attività giuridiche più "militanti" spesso venivano fatte da questi legali esclusivamente recuperando si e no le spese vive.

      C’erano poi i cosiddetti "principi del foro", come Pisapia padre, che anche se "di sinistra" ( nello specifico radical/socialista), lavoravano per i migliori offerenti ; in primo luogo il grande padronato e poi anche la criminalità organizzata propriamente detta. Questo però non vietava che, in occasione di cause di grossa rilevanza mediatica ( come Piazza Fontana ed il caso Sofri), lavorassero anche gratis per militanti della sinistra. Ne recuperavano ovviamente in notorietà.

      Pisapia figlio, certamente fino ad una certa data organico alla prima casistica, ha poi, alla morte del padre, preso in mano lo studio di famiglia e quindi anche una serie di cause "padronali" come quella della Marlene di cui si parla, che risale - come fatti - addirittura ai settanta e come dibattimento al decennio successivo.

      Ghedini invece, da sempre di spiccate e dichiarate simpatie fascistoidi, era semplicemente un avvocaticchio avventizio di uno studio legale di Padova al quale quello di Pisapia padre si appoggiava appunto per le cause in Veneto.

      I tempi biblici di quella causa hanno fatto sì che oggi si trovino insieme a patrocinarla due avvocati che all’epoca nemmeno probabilmente si conoscevano e che realisticamente si sarebbero tra loro sparati.

      Avanguardia Operaia prima e poi Democrazia Proletaria, organizzazioni cui ha appartenuto Pisapia figlio, non avevano certamente nulla a che fare con il lottarmatismo, ma è certo che quanto ad antifascismo militante non scherzavano di certo.

      Fermo restando quindi che vivo tra Pescara e Roma e quindi non debbo votare alle elezioni milanesi ed anche il fatto che difficilmente, almeno al primo turno, se vivessi a Milano voterei per Pisapia, credo però che tanto le accuse di filo-terrorismo che arrivano a Pisapia dalla destra ( allucinante poi quella di essere cugino di Marco Donat-Cattin, nemmeno la parentela fosse un reato, senza contare che Marco Donat-Cattin proveniva da famiglia di potere ultrademocristiano) sia quelle che gli arrivano da sinistra ( tipo questa vicenda dell’antica causa Marlene) stanno minimamente in piedi come elemento determinante di una eventuale scelta di voto.

      Radisol