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La guerra e le manifestazioni per un ordine diverso

lunedì 14 agosto 2006

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Manifestazione il 12 agosto a Parigi 4000 persone

di Viviana vivarelli

Per chi continua a chiedere, con acida malevolenza, perche’ non si vedono pacifisti in piazza, ricordiamo alla loro distrazione che il 5 agosto, a Londra, hanno manifestato contro l’attacco al Libano 100.000 persone, cifra che, per un’Inghilterra poco portata alle manifestazioni e’ ragguardevole http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk/52467... e che il 23 settembre, a Manchester, ci sara’ una marcia organizzata contro il partito laburista per chiedere il ritiro delle truppe dall’Iraq. http://www.stopwar.org.uk/new/event....

Oggi il movimento mondiale contro la guerra non e’ ne’ puo’ essere, eclatante come ai suoi inizi, per la fisiologica legge di natura per cui nulla si puo’ ripetere allo stesso modo, ma manifestazioni di protesta contro la guerra e specie contro il vile attacco al Libano ci sono state in tutto il mondo e continuano ad esserci:

Atene, 25 luglio, Roma, 27 luglio, San Francisco, 28 luglio, Portland, 28 luglio, Boston, 28 luglio, New York, 5 agosto, Los Angeles, 5 agosto, Bruxelles, 6 agosto, Calcutta, 9 agosto, Milano, 10 agosto Parigi, 12 agosto ...

Piu’ di 30.000 dimostranti si sono radunati alla Casa Bianca contro l’assalto di USA e Israele al Libano e il WEB ha raccolto in soli tre giorni 150.000 firme di americani contrari a questa guerra, mentre si svolgevano manifestazioni in 700 citta’ americane. I cittadini USA contrari alla guerra sono ormai il 60%.

Un Ponte per, Arci, Assopace, Libera, Pax Christi, Rete di Lilliput, Servizio Civile Internazionale e CISS e ARCS hanno mandato una delegazione in Libano. l’ARCI ha organizzato campi di volontari per i bambini (tra questi volontari c’era Angelo Frammartino, il ragazzo che e’ stato ucciso).
Presidi di solidarieta’ al Libano contro l’aggressione di Israele si sono avuti in molte citta’ italiane.

E’ vero che molti sono scoraggiati perche’ le manifestazioni del 2003, per quanto ampie e diffuse a livello mondiale e portate avanti con enorme entusiasmo (e purtroppo il governo Berlusconi era al fianco degli aggressori) non frenarono affatto la volonta’ dei "volonterosi" e l’inizio di quell’attacco rapinoso all’Iraq che avrebbe dato una svolta tanto funesta all’equilibrio del Medio Oriente, aprendo una spirale bellica di difficile esito, quella che ora prosegue con l’odioso attacco di Israele sotto appoggio americano, ma la resistenza alle invasioni imperialiste continua, e Israele sta perdendo ogni credito di fronte alla comunita’ internazionale.
Con quest’ultimo atto americano di protezione alla soperchieria di Israele e di ostacolo alle risoluzioni ONU, Bush ha dimostrato ogni sua possibile malafede e ogni possibile avversione alla pace del mondo, ostacolando sempre di fatto la comunita’ internazionale con l’abuso intollerabile del suo potere di veto.

In Italia, i media si sono premurati di diffondere in ogni modo le menzogne USA e di demonizzare il pacifismo con un martellamento ossessivo che trova ancora i suoi latrati nella ferocia di Selva o della Fallaci (che vergogna che il primo giornale d’Italia abbia dato tanto spazio alla sua barbarie!).

Il comportamento fascista del governo Berlusconi e della polizia al G8 di Genova, la totale assoluzione alle forze di sicurezza che agirono in spregio ai diritti umani, violando l’habeas corpus per ordine superiore, e che adesso l’indulto si premura di salvaguardare, l’atteggiamento irresoluto e ondivago di Fassino e dei cloni del centrosinistra hanno avallato in pratica una situazione di compromissione alla guerra, alla tortura, alla ferocia, in cui la Chiesa si e’ mossa in modo troppo blando, generico e astratto, ritirando di fatto la partecipazione dei cattolici alla difesa della pace.
Dal G8 possiamo dire che l’intervento dei cattolici al movimento contro la guerra si e’ quasi azzerato, tanto piu’ quando si e’ accettato che alle marce di Assisi partecipassero gli stessi politici militaristi e fascisti che hanno finito per delegittimarle, e tanto piu’ quando non si e’ mosso verbo di fronte a una Chiesa che ha alzato piu’ per l’embrione e contro i gay che sulle stragi infinite che fanno esplodere una polveriera di inaudita potenza nell’intero mondo.
Papa Raztinger e’ totalmente responsabile di questa strana valutazione dei valori e ci pare si sia attivato piu’ per la difesa dei sacerdoti pedofili che per la difesa dei civili innocenti, ma il silenzio dei cattolici e’ stato assordante. Le frasi di Ratzinger, anche dopo l’attacco al Libano e la minaccia alla Siria e all’Iran, restano oltremodo generiche e di circostanza, non incidono il panorama storico internazionale o interno, non si rivolgono mai direttamente ai massimi responsabili, non parlano al popolo americano, non considerano nemmeno che meta’ dlela popolazione libanese e’ cristiana! E tutto cio’ e’, piu’ che grave, intollerabile!

Col nuovo governo non vediamo radicali cambiamenti nella disinformazione a senso unico propagata dai media, in particolare dalla Rai, dal momento che, a tre mesi dall’insediamento, essa continua a propinarci notizie vergognose, deformate, capziose, oscurantiste, mentre e’ retta dalle stesse persone che, in malafede, ci hanno gia’ riempiti di menzogne e propaganda della destra.

Cosi’ assistiamo a un sostanziale proseguimento della vecchia politica: il parlamento, anche con la nuova maggioranza, da’ il suo voto al mantenimento delle truppe in Afganistan e in Iraq, il centrosinistra trova l’opposizione solo di una sua piccola parte che viene demonizzata e sostanzialmente si compatta a favore della guerra e della alleanza con gli USA.

Dunque la palude langue, la gente oscilla tra il ritorno a un meschino privatismo, una totale disinformazione e una massa di dettagli che confonde su cio’ che accade e annoia generando apatia e diffidenza, anche se l’assassinio americano di Calipari e la successiva arroganza USA hanno dimostrato anche ai guerrafondai piu’ radicati di che natura e’ fatta questa guerra, che valore ha la parola di Bush e in quale basso conto egli tenga l’alleanza italiana.

Al momento possiamo solo dire che con Berlusconi c’e stata la totale caduta della nostra politica estera, dal licenziamento di Ruggiero, alla totale sudditanza delle truppe italiane al comando inglese, al servilismo incondizionato a Bush, alla vuotezza dei rapporti con Putin, alla pagliacciata della Road Map, alle figuracce in Europa.. e’ stato tutto un susseguirsi di atti vili e opportunisti, in cui l’Italia ha perduto ogni faccia...

Oggi non sappiamo ancora se il comportamento di D’Alema e Prodi ha delle discontinuita’ e sortira’ effetti positivi e se il nostro paese riacquistera’ una qualche credibilita’, al momento vediamo proseguire molte delle disgraziate operazioni della destra, continuano le spese stratosferiche in armi o portaerei, si manderanno nuove truppe verso il Libano e non e’ chiaro se e’ iniziata una qualche nuova politica estera, che sarebbe sempre meglio che fare da tappetino agli USA e ridarrebbe dignita’ al nostro paese, non possiamo sperare piu’ in uno Zapatero ma qualcosa sarebbe meglio di niente e, almeno, D’Alema sembra impegnarsi piu’ di quanto fece Fini o di quanto face lui stesso nell’UE.

In UK il consenso a Blair e’ ai minimi storici e l’allarme sul presunto attentato aereo si sta scontrando con una crescente incredulita’ della popolazione, che ha visto un’ondata di arresti dopo l’attentato alla metropolitana (e anche un morto) sfumare nel nulla, nella totale incapacita’ di Scotald Yard e dei servizi.
Ora la domanda e’: per quanto a lungo gli inglesi tollereranno le bugie del loro governo? Non sappiamo. Per quanto a lungo gli americani tollereranno la pericolosita’ delirante di Bush che mette a rischio la stessa sorpavvivenza di New York? Non sappiamo.
Finche’ la crisi economica non colpira’ anche questi paesi, incidendo nelle tasche di ognuno, temiamo che inglesi e statunitensi continueranno a cullarsi in una presunzione di innocenza, per coprire i loro interessi.

Gli attentati di oggi a Londra sono in verita’ molto dubbi, sembrano arrivare opportuni quando la credibilita’ di Bush e Blair crolla al minimo, e si risolvono in una marea di arresti inutili seguita da integrali scarcerazioni per mancanza di prove, lasciando tutti a bocca amara.

Gli italiani sono oggi sospesi in un tempo lento, gap tra mondo che muore e mondo nuovo che stenta a nascere...colpa del caldo, della crisi economica, del ferragosto, della caduta di speranza o delle delusioni per il nuovo governo.
Per scendere in piazza bisogna almeno sperare in qualcosa, la disillusione non produce movimento, ma non sono mancate le manifestazioni per evitare lo spostamento delle truppe americane dalla Sardegna a Vicenza, per chiedere la chiusura della base americana di Pisa e de La Maddalena e si e’ ottenuto che l’aeroporto di Rimini non servisse a far partire truppe americane per l’Iraq, mentre cresce l’intolleranza per l’occupazione del nostro territorio delle basi americane.

(Le basi americane in Italia sono 113 (vedi ttp://www.kelebekler.com/occ/busa.htm) con 90 bombe nucleari pronte a scoppiare, e poi ci lamentiamo della pericolosita’ delle centrali nucleari francesi! Le bombe nucleari in Europa sono 481 e noi pensiamo a togliere il nucleare all’Iran! Praticamente nulla e’ cambiato dalla spartizione di Yalta e molte cose sono peggiorate dalla guerra fredda e dal divieto alla proliferazione di armi nucleari).

Intanto, in nome di una real politik che nulla a che fare con la democrazia, resta ferrea, in Italia, la protezione di quei segreti di stato che nascondono i peggiori crimini interni e internazionali e che ne’ il governo di centrosinistra ne’ l’attuale governo Prodi hanno voluto minimamente a smantellare, segreto che suggella complotti e complicita’ inconfessabili e che e’ incompatibile con qualunque democrazia sana.

E ora la guerra al Libano e gli attentati, veri o falsi, di Londra bloccano persino quel processo ai servizi (Pollari) che sembrava inevitabile, dopo che Berlusconi li ha usati fraudolente solo per oscuri disegni personali.

Oggi molti si ripiegano sul loro privato in una visione da talpe, continuano stancamente a ripetere vecchi slogan, oppure sentono la necessita’ di oltrepassare le manifestazioni di piazza e le marce e le petizioni... per ripensare altri strumenti di lotta contro le multinazionali arricchite dalla guerra e beneficiarie dei massacri, o per spingere l’Europa a staccarsi dalle strategie USA, chiedendo una radicale riforma dell’ONU.
Il silenzio attuale DEVE essere gravido di nuove strategie! Questo almeno speriamo.

In completa controtendenza, i radicali (che hanno difeso ogni guerra imperialista a favore di un mercato selvaggio dominato solo dalle multinazionali) fanno lo sciopero della fame “per chiedere all’UE di far entrare Israele”, come se non fosse sufficientemente protetta dalle ricchezze e dalle armi nucleari americane! Grottesco!

La politica dissoluta e criminale di Bush ha aumentato in modo esponenziale il terrorismo, mettendo tutto il mondo in pericolo, sta facendo insorgere i musulmani di tutto il pianeta (quasi un miliardo e mezzo), anche i moderati, spingendoli verso l’unione e la guerra santa, continua a propagare menzogne dopo tutte quelle che sono state sconfessate e sta precipitando l’America e il mondo in un pericolo crescente dove non si costruisce futuro ne’ sicurezza.

L’Iraq e l’Afganistan sono clamorosi fallimenti dove non e’ stata esportata nessuna democrazia e dove la situazione si incancrenisce di giorno in giorno, esasperando proprio quella guerra civile e quel caos che erano tra i pretesti dell’occupazione. Possiamo ben dire che l’abbattimento di Saddham ha prodotti all’ordine del mondo danni enormemente maggiori di quelli (interni) che il dittatore stava apportando per proprio conto.

In Iraq: elezioni truffa, partiti messi fuori legge, assenza di propaganda elettorale, voto sotto occupazione, milioni di persone estromesse dai loro diritti, 9 mesi per avere i risultati elettorali e spoglio fatto dagli occupanti (?). A distanza di un anno e mezzo dal voto del 14 febbraio 2005 appare chiaro che non esiste governo democratico ne’ ordine ne’ ricostruzione, del resto e’ assurdo parlare di governo democratico quando si estromettono milioni di persone dal voto, si distrugge ogni infrastruttura, si rapinano le risorse, si pongono solo governi fantoccio succubi agli USA e si perpetua una politica di repressione e terrore. Sarebbe come dire che i nazisti portarono la democrazia nella Francia di Petain. Nessuna democrazia puo’ esistere in queste condizioni, in un paese occupato con la forza, distrutto e rapinato dagli occupanti. Qualunque governo si chiami democratico e’ solo una farsa.

Militarmente gli USA hanno impegnati 135.000 soldati, quando ne sarebbe necessario un milione per sconfiggere la guerriglia, hanno avuto piu’ di 2.000 morti e non conosciamo l’enormita’ dei feriti, degli invalidi e dei malati di monte. Le famiglie americane non sono affatto d’accordo sul mandare altri giovani a morire o a soffrire sui campi di guerra. Una guerra, che, al momento, difficilmente puo’ essere esportata anche in Iran o Corea o Pakistan. Bush e’ oggi in uno stallo, e cosi’ Blair, e il presunto attentato inglese agli aerei ormai non spaventa piu’ nemmeno gli inglesi e desta solo incredulita’ e sospetto.

Persino in seno a Israele aumentano, sia pure debolmente, le opposizioni, e Olmert sta perdendo punti ogni giorno anche se il fanatismo e la protervia israeliana sono duri a morire. Anche qui i giovani caduti o feriti e i danni alle abitazioni sono stati un deterrente maggiore delle atrocita’ dei morti e delle distruzioni avversarie. Ma non si mettono i piedi in un campo di battaglia restando immuni.

Sempre piu’ il mondo sta realizzando che la spaventosa strategia bellica neocons e’ criminale, che ha fatto del Medio Oriente una polveriera impazzita, e che la legge che permette armamenti terrificanti ai paesi forti, mentre nega ai paesi deboli persino il diritto di un nucleare civile, e’ di per se’ iniqua e produce distorsioni spaventose.

Ormai gli organismi internazionali sono da riformare e sarebbe ora che si cominciasse a mettere sotto accusa anche i grandi organismi economici internazionali, come il WTO o la BM !
Il diritto di veto delle 5 potenze nell’ONU l’ha messo praticamente in stallo, mostrando tutta la sua impotenza. Kofi Hannan e’ ormai inadeguato a sostenere un ruolo che ha tenuto da troppo tempo con esiti quasi nulli. E, se lo scandalo del figlio non lo ha affossato, dovrebbe essere l’inutilita’ della sua gestione e delle modalita’ di questo organismo a decretarne la fine.
Che si mantengano in vita organizzazioni che dipendono ancora dal patto dei vincitori della seconda guerra mondiale appare, dopo 60 anni, totalmente assurdo e criminale, come mantenere in vita un morto con la respirazione artificiale e pretendere che sia il difensore della sua famiglia.

L’aggressione americana e’ un pericolo che ha oltrepassato ogni misura, un pericolo per l’intero mondo, e una economia mondiale basata sul dollaro non e’ piu’ una salvaguardia ma un rischio che il mondo non puo’ piu’ permettersi.
Bush, con la sua strategia terroristica, sta portando rapidamente il pianeta verso la terza guerra mondiale, una catastrofe da cui e’ dubbio se l’umanita’ potrebbe mai rialzarsi.

Occorre una nuova societa’ delle nazioni che comprenda tutti i paesi del mondo e in cui la potenza del voto sia proporzionale al numero di abitanti di ogni paese o federazione di paesi. Occorrono nuove organizzazioni internazionali del commercio o del credito che non siano governate a senso unico dallo stato piu’ avido e disumano della Terra ma siamo basate su fondamenti democratici, sul rispetto dei popoli e sulla salvaguardia dell’ecosistema.
Il mondo non puo’ ulteriormente dipendere dall’avidita’ del profitto.

Occorre una nuova societa’ delle nazioni, con enorme efficienza e in grado di bloccare, attraverso il mercato, l’isolamento e, come ultima ratio, la forza, chiunque, USA compresi, osi attentare alla pace del pianeta.
Occorre che sia il numero dei cittadini a determinare la forza di una nuova ONU e non la valuta o la prepotenza di un solo stato, anche se questo significa portare alla ribalta, come paesi piu’ numerosi, Cina (un miliardo e 200 milioni di abitanti), India (un miliardo e 100 milioni), Unione Europea (700 milioni), Unione sudamericana (400 milioni), nuove possibili unioni africane (600 milioni)...
Usa: 280 milioni di abitanti

Non possiamo piu’ concepire un’economia basata solo sulla diffusione della guerra, sull’anarchia delle Borse, sull’egemonia a senso unico di un paese militarista e aggressore come gli Stati uniti, sullo strapotere delle organizzazioni economiche, sulle perversioni neoliberista del WTO e della BM.

Se il mondo avra’ un futuro, questo puo’ passare solo da una democrazia allargata e questa non ha nulla a che vedere ne’ con le attuali partitocrazie fondamentalmente omogeneee, ne’ con la democrazia mediatica americana, o la democrazia esportata con la guerra, o il mercato neoliberista, ne’ su una organizzazione del pianeta in mano a organizzazioni che nessuno ha eletto e che delle innumeri popolazioni del mondo se ne sbattono.

Manifestazione il 12 agosto a Parigi 4000 persone

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