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Per le Donne

mercoledì 23 novembre 2005

de Doriana Goracci

E’ notizia di ieri la morte di una ragazza del nord, operaia, che è stata trovata morta accoltellata all’entrata del lavoro, ma non basta: è stata "ripassata" da un’auto più volte, dallo stesso assassino.Aveva poco più di vent’anni.

Una di quelle che non conosceremo mai, che incontriamo magari alla mattina, che si guarda con piacere perchè giovane e carina.
Questa ennesima violenza su una donna mi fa riflettere sulla nostra condizione femminile in Italia. Siamo alla triste ribalta della cronaca nei giornali e giornaletti stampati, siamo in discussione in rete, siamo straordinariamente invisibili nella società e indispensabili, proprio come i migranti, nel quotidiano.

La Chiesa, ci indica con molta fermezza una strada da percorrere e così i partiti ad essa collegati. L’arroganza e la forza dirompente di questa mano "offerta" ad un elettorato spaurito, debole sempre, maggioritario nel numero mi preoccupa fortemente. Siamo e rimaniamo bottino politico.Da parte della sinistra si alza lo sdegno del mondo laico e civile, del volontariato cattolico, del pacifismo in senso lato.

Ma non basta.

Siamo "ripassate" come quella sventurata di ieri dalla violenza quotidiana di questo sistema, da quest’ala protettrice di tutti i colori, che cambia bandiera ma non sostanza, nei salotti televisivi, nelle stanze dei partiti, nel parlamento italiano, parlano gli uomini e loro fanno le leggi e le fanno rispettare. E noi ci sentiamo non solo sempre più escluse ma minacciate e l’immagine delle donne "ribelli" diventa sempre più quella di un’amorale agitata. Certo ci sono anche quelle che nella scena politica italiana, con acume e precisione, ricordano l’applicazione della legge e si accompagnano a merenda con quelle che salutano con il dito medio.

Stanche molto stanche di essere le vedove di mafia, le vedove dei soldati morti "per varie ragioni",le figlie di questi italiani preoccupati e qualunquisti, le donne anziane badate dalle badanti, noi donne badate a vista, vivere e correre come schegge impazzite... a "tutte" le donne tra pochi mesi sarà chiesto un voto di "liberazione" da una parte, di risposte "certe e forti" dall’altra.

Una mano sinistra e una destra che usano il guanto di velluto per bendarci sulla nostra condizione.

Non ho soluzioni per uscire da questa infame spirale, ma suggerisco che chi metterà a disposizione spazi pubblici aperti alla voce delle donne, chi darà appoggio reale ad iniziative delle donne e per le donne, chi aiuterà a boicottare la macchina che ci "ripassa", nel modo che gli è possibile, farà un gesto di civiltà, per sentirsi anch’esso persona e non bottino e uscire dal bordello italiano, dove sono le donne a pagare molto. E non basta.Per uscire dalla solitudine, passo parola ed azione.

Lo spero.