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Salvare gli ospedali del centro storico, si può e si deve, ma senza demagogia.
Publie le mercoledì 11 maggio 2011 par Open-PublishingLa giunta regionale della Campania ha decretato la progressiva chiusura degli ospedali del centro storico privando ampie fasce di territorio di servizi essenziali .
Ripreso da:www.appellonapoli.it
Incurabili, Annunziata, Ascalesi, CTO, San Gennaro sono sottoposti ad un azzeramento lento camuffato da fantomatiche manovre di bilancio.
Lo smembramento dell’ASL Napoli 1 (“il cancro della Sanità campana” secondo Caldoro), il taglio secco di interi reparti ( la Chirurgia Toracica ed il Pronto Soccorso all’Ascalesi, il materno-infantile all’Annunziata, l’ORl al San Gennaro etc..) fanno parte di un unico piano strategico che è sovrapponibile all’operazione che Fitto portò a termine in Puglia anni fa: sottrarre migliaia di posti letto alla gestione del Sistema sanitario pubblico per creare dei vuoti da regalare alle strutture convenzionate .Questa operazione è svelata dal fatto che uno dei primi atti della Giunta di destra è stato quello di riconfermare l’accreditamento per le case di cura private, al di là di ogni considerazione sui tetti di spesa, sulle capacità di solvenza rispetto ai debiti pregressi, sulla effettiva tipologia di servizi necessari ai territori.
Si dice che il settore privato convenzionato non se la passi bene, a partire dalle farmacie fino alla riabilitazione, per i debiti accumulati in questi anni e per le operazioni di compra-vendita dei crediti alle finanziarie , ma forse queste difficoltà riguardano le piccole strutture e tutta questa operazione serve anche a spianare la strada ai grandi capitali nazionali o esteri che intendono conquistare il mercato napoletano. In ogni caso la Giunta regionale ha deciso che i tagli dovessero riguardare il pubblico e non il privato .
Rispetto alle minacce di chiusura si son ribellati tutti nei presidi. A questo proposito personaggi di destra si son proposti come paladini degli ospedali napoletani con una evidente contraddizione rispetto alle posizioni della loro giunta. Queste posizioni esprimono posizioni corporative tese a difendere una situazione indifendibile. Infatti l’attuale quadro della Sanità è indifendibile!
Una riorganizzazione dell’area dell’urgenza emergenza ad esempio è necessaria perché sarebbe demagogico dire che come è oggi vada bene. L’ASL Napoli 1 è sicuramente un esempio di cattiva organizzazione della rete ospedaliera: ciò vuol dire che a Napoli si può morire perché per un malore vieni portato nel posto sbagliato e devi essere trasportato altrove.
C’é bisogno di Dipartimenti di Emergenza-Accettazione completi ed all’altezza delle esigenza. Questa scelta deve essere concretizzarsi necessariamente in grandi complessi ospedalieri facilmente raggiungibili da ogni punto della città ed attrezzati per ogni evenienza. Gli ospedali del centro storico che per anni hanno svolto questa funzione d’emergenza hanno assunto nello stesso tempo ruoli di elezione o di eccellenza (l’oncologia e la radioterapia , la chirurgia specialistica, la diagnostica , la virologia etc..). Essi devono essere mantenuti e rafforzati in questo ruolo poiché la popolazione ha anche esigenze di salute legate a patologie non acute che vanno trattate senza intasare le aree critiche. E’ razionale, quindi, costituire un solo Pronto Soccorso di media grandezza nel centro storico. Pretendere 10 punti di Pronto Soccorso in uno spazio ristretto è un obbiettivo senza sbocchi. Le lotte corporative sono quindi destinate alla sconfitta e tutt’al più a fare campagna elettorale. Ma la Giunta Caldoro non vuole razionalizzare né mantenere lo status quo: essa si muove a carro armato solo nella direzione dei tagli con la scusa del risparmio. Togliere i servizi e chiudere interi reparti o ospedali senza alternativa è un vero e proprio attentato alla salute della popolazione !
Le gravide ed i bambini del centro storico napoletano dove andranno dopo la chiusura dell’Annunziata? Il Loreto ed il Santo Bono collasseranno per intasamento e questo è inaccettabile!
I lavoratori e l’utenza popolare a devono lottare secondo una linea definita anni fa dalle RSU e dai lavoratori di Ascalesi-Loreto-Annunziata, per la garanzia di un percorso senza interruzioni e senza incognite verso la costruzione di un grande DEA all’altezza dei tempi che assorba le professionalità dei tre presidi e rimanere nel centro storico delle funzioni sanitarie di qualità nei vecchi ospedali .Questo passaggio deve essere concordato con i lavoratori della sanità e con il territorio e non può essere attuato per decreto. Inoltre la riforma Bindi prevede che i piani sanitari regionali vengano sottoposti al vaglio dei sindaci. I candidati a sindaco devono esprimersi sulle intenzioni della Regione ,prima di essere eletti!
NAPOLI NON SI PIEGA, con candidato Sindaco Pino Marziale dichiara la necessità di mantenere i presidi del centro storico e la costruzione di una rete d’emergenza all’altezza dei tempi e delle esigenze della cittadinanza