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Vergogna... Giuliano Giuliani "Non ci arrendiamo"
Publie le giovedì 24 marzo 2011 par Open-Publishing2 commenti

"Una notizia deludente e negativa, l’ultima di una serie ricevute in questi 10 anni. Comunque non ci arrendiamo". Cosi’ Giuliano Giuliani commenta all’ADNKRONOS la decisione della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che ha assolto l’Italia dall’accusa di avere responsabilita’ per la morte di suo figlio, Carlo Giuliani, morto il 20 luglio 2001 durante gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine nel corso del G8 che si e’ tenuto a Genova tra il 19 e il 21 luglio.
"Avremo la possibilita’ di indire una causa civile per avere finalmente un dibattimento in un’aula di tribunale che cerchi di affermare la verita’. Il nostro unico scopo e’ la verita’ e la speranza che almeno ci sia la dignita’ della verita’. Un motivo in piu’ - sottolinea Giuliani - per essere a Genova quest’anno per il decennale della morte di Carlo, per ricordare quello che e’ accaduto e che continua ad avvenire nel mondo".
La sequenza fotografica dell’assassinio di Carlo Giuliani

Giuliano Giuliani con Roberto Ferrario
Messaggi
1. Vergogna... Giuliano Giuliani "Non ci arrendiamo", 24 marzo 2011, 16:41
Mentre io riconosco una legittimità morale al "riot" urbano, come reazione alla violenza di stato, confesso di non capire bene quale sia la verità che si cerca sul caso di Carlo Giuliani (che faccio entrare pienamente nella categoria del riot legittimo). Voglio dire, l’atto della ribellione comporta in sè dei rischi e a Carlo Giuliani andò male. Volere che la giustizia venga dai tribunali in un caso come questo mi sembra un po’ fuorviante. Diverso il caso della Diaz e di Bolzaneto, dove si era in presenza di abusi tangibili e provati. Ma a Piazza Alimonda fu uno scontro in piena regola tra soggetti antagonisti.
Franz
1. Vergogna... Giuliano Giuliani "Non ci arrendiamo", 24 marzo 2011, 18:33, di Enrico Biso
Tutte le strade per difendere la memoria di Carlo Giuliani sono da percorrere senza sosta, ben sapendo che i tribunali del potere capitalistico lavorano per mitigare le colpe dei propri servi.
A Genova morì un giovane compagno che provò a difendere il corteo dall’attacco pienamente organizzato.
Non uno scontro di guerriglia, ma un difendersi con rabbia dall’attacco subito.
A Carlo venne tolta la vita, si provò ad infamare la sua storia, si provò ad inventarsi altri colpevoli.
Con quell’azione si criminalizzò un intero movimento, impossibile scordare quante falsità da tg e stampa.
La repressione dell’esperienza genovese, ha al suo interno l’infamia di aver tolto la vita ad un ragazzo giovanissimo, e di avere massacrato tanti altri ragazzi e ragazze.
Se i genitori di Carlo, gli amici, i compagni e le compagne, pensano che sia bene portare alla luce quel che è successo nei tribunali quindi, ben fanno.
Ma sappiano che nel nostro cuore, nella nostra memoria, Carlo è vivo ed è insieme a noi nelle lotte di ogni giorno.
Nessun tribunale potrà rendere giustizia ad una vita negata per ragioni o per meglio dire, manovre di potere.
Sappiamo chi era Carlo, e sappiamo bene chi è chi gli ha sparato, accusato poi di molestie et similia, su una ragazzina di 11 anni.
La verità su Carlo è tutta qui, nella sua umanità, al cui confronto la bestialità di chi gli ha sparato, è simbolo chiarissimo.
Per chi ha conosciuto gli eventi, per chi li ha approfonditi, non servono tribunali, la sentenza è chiara ed è di condanna piena ad un potere che uccide, che insabbia, che falsifica, che va affrontato in maniera antagonista, per smascherarlo ed abbatterlo.
La memoria sul compagno Carlo Giuliani, ognuno la porti avanti come vuole: con le lotte, con i libri, nei tribunali, ovunque possibile, ma la realtà è scritta e non capovolgibile, a Carlo gli hanno tolto la vita e il perchè è il suo sogno di un mondo diverso, un sogno che per il potere assassino capitalista è un vero e proprio incubo.
Bene così, in memoria anche di Carlo, facciamo che quell’incubo diventi realtà piena per chi gestisce il potere capitalistico.