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Poésies contre la guerre/poesie contro la guerra

mardi 8 avril 2003

Sto raccogliendo poesie contro la guerra in vista di una lettura al Babel café e per metterle su una rubrica di bellaciao. Chiunque volesse spedirmene una lo può fare scrivendo all’indirizzo :
fedepasta@yahoo.com

Je suis en train de recueillir des poèmes contre la guerre en vue d’une lecture au Babel Café et pour les insérer dans un espacé de bellaciao. Quiconque voulait en envoyer une peut écrire à l’adresse :
fedepasta@yahoo.com

Eccone un assaggio, grazie a tutti, merci à tous

Giussani Federico

DANNI COLLATERALI

Quando i bombardieri si levarono
Quando sventolarono le bandierine
Quando gli annoiati tornarono dal
lavoro con belle immagini di macchine
militari
al lavoro
contro la crudeltà.

Quando tutti comprarono giornali per sentirsi parte della potenza come al
solito
pigri
Quando
ignorare appassiono’ tutti, Quando
le vite degli altri smisero d’essere vite e gli uomini ancora testimoniarono
d’essere
cani
la
realtà sparì nel gorgo della guerra e più potente
di qualsiasi bomba
si levò la sfiducia lacerante per un’altra generazione.

Bruno pochesci

Tant que parlent les flingues
On meurt
Pour la bonne cause
Disent les gachettes
Toujours !
Pas de chute

Tant que parlent les flingues
On tue
Pour la bonne cause
Disent les munitions
Toujours !
Pas de chute

Tant que parlent les flingues
On blesse
Pour la bonne cause
Disent les chargeurs
Toujours !
Pas de chute

Tant que parlent les flingues
On supplie
Mais cause toujours
Disent les flingues
Pan ! Chut !
C’est la chute

IRAXAS

Mon papa il a dit
Que c’est tout plein de méchants
Là qu’où qu’il y a du désert
Il parlait de l’Irak ?
Evidemment !
Pas du Texas !

Mon papa il a dit
Que c’est tout plein de méchants
Là qu’où qu’il y a du pétrole
Il parlait de l’Irak ?
Evidemment !
Pas du Texas !

Mon papa il a dit
Que c’est tout plein de méchants
Là qu’où qu’on combat pour Dieu
Il parlait de l’Irak ?
Evidemment !
Pas du Texas !

Mon papa il a dit
Que c’est tout plein de méchants
Là qu’où qu’on condamne à mort
Il parlait de l’Irak ?
Evidemment !
Pas du Texas !

Ouf !
Que tu m’as que fait peur
Mon petit Dobeulyou !

Massimo

Niente che ci riguarda

Onu, nato, polizia internazionale
chiacchere vuote confuse dal caviale
embarghi votazioni dignità umana
sotto gli stivali di figli di puttana
che violenta le donne uccidi i bambini
costruisci portafogli con lo scroto dei nemici
usando come scusa la razza, la religione
il colore il nome il rango
fango niente che riguarda
fango guerra dolore e sofferenza
niente ci riguarda sopratutto la speranza
dell’uomo portato all’esasperazione
dentro una divisa vestito da coglione
verde kaki o mimetizzato
un solo colore disgraziato
il corpo muore e l’angoscia nasconde
l’anima e la strategia delle bombe
bombe niente che ci riguarda
nulla può capitare
in questa bella e lussuosa italia
che vende armi e ingoia la medaglia
le mani mozzate non faranno più cose
utili all’uomo utili alle spose
sacrificate sull’altare
dell’eterna deficianza
dei territori della sopravvivenza
guerra niente che ci riguarda
niente che ci riguarda

Imminent war

odio tecnologie
false macchine sovrane
niente fede
niente fame niente lame
scattano obbiettivi
tagli da segnare
la pace non si cerca
perché io preferisco odiare
imminent war no more
grandi le torture
nella stanza del peccato
sul petto una fotografia
quel che resta del passato
grado nome numero
le legioni fanno festa
olio di fucile
che corrode la mia testa
imminent war no more
lame contro lame
arpioni contro arpioni
lampi solitari che
si incrociano nei tuoni
schegge di granata che interrompono
gli amori
storie personali
giù nel fango dei dolori

Daniela Dibitonto

Soldato.

a volte ricordo me stesso
convinto
che fosse una strana illusione
quel vivere con la paura
di amare per forza
le cose
fatte male

Hervé Brusa

"All’improvviso un boato !
La terra mi sfugge da sotto i piedi.
Apro gli occhi e vedo la scarpa di un bimbo.
Dentro la scarpa, un piede.
Il resto non c’è piu’..."

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